{"id":87,"date":"2011-02-01T09:28:19","date_gmt":"2011-02-01T09:28:19","guid":{"rendered":"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/?p=87"},"modified":"2016-03-30T12:02:29","modified_gmt":"2016-03-30T12:02:29","slug":"la-terra-del-ghiaccio-e-del-fuoco19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/06-1\/dissertation\/la-terra-del-ghiaccio-e-del-fuoco19\/","title":{"rendered":"La Costituzione Islandese: storia ed evoluzione"},"content":{"rendered":"\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87?pdf=87\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> <\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019Islanda (ufficialmente Repubblica d\u2019Islanda, in islandese <em>L\u00fd\u00f0veldi\u00f0 \u00cdslands<\/em>) \u00e8 un\u2019isola-stato situata nella parte settentrionale dell\u2019Oceano Atlantico fra Groenlandia (da cui dista 287km), Gran Bretagna (798km) e Norvegia (970km). Il punto pi\u00f9 a nord dell\u2019isola, il capo di Rifsthangi, rimane per appena 3km al di sotto del circolo polare artico; solo l&#8217;isolotto di Gr\u00ecmsey viene tagliato dal parallelo del Circolo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la latitudine il clima islandese \u00e8 relativamente mite, inverni inclusi, e soggetto a cambiamenti repentini. L\u2019Islanda si trova infatti nella zona di confluenza fra la calda corrente del Golfo e le fredde correnti marine provenienti dalla zona situata fra Canada e Groenlandia. Il proverbio: \u201dNon ti piace il tempo che fa? Aspetta un minuto\u201d sintetizza l\u2019estrema variabilit\u00e0 climatica a cui \u00e8 soggetto il clima. Tuttavia l\u2019influsso della corrente del Golfo consente temperature medie in linea con citt\u00e0 come New York e Vienna, situate a ben altre latitudini.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua superficie complessiva \u00e8 di 103.000 km\u00b2, \u00e8 la seconda isola pi\u00f9 grande d\u2019Europa, dopo la Gran Bretagna e prima dell\u2019Irlanda. E\u2019 situata a cavallo della dorsale medio-atlantica, ci\u00f2 la rende soggetta ad una costante attivit\u00e0 vulcanica ed altre manifestazioni di vulcanismo secondario come i geyser. La forte presenza di geyser sul territorio islandese ha reso possibile un&#8217;ampia disponibilit\u00e0 di energia geotermica cosicch\u00e9 buona parte della popolazione ha a disposizione acqua calda e riscaldamento a basso costo, nonch\u00e9 energia elettrica prodotta dalle centrali geotermiche. Se a quest\u2019ultima si somma l\u2019energia elettrica prodotta dalle numerose centrali idroelettriche sparse per l\u2019isola, grazie all\u2019abbondante presenza di fiumi e laghi, si arriva ad una copertura del fabbisogno elettrico nazionale del 64%. Ci\u00f2 comporta per l\u2019Islanda una quasi autosufficienza energetica e una dipendenza minore dagli idrocarburi rispetto a molti altri paesi europei, dipendenza che \u00e8 destinata a diminuire ulteriormente nei prossimi anni.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre che dalla presenza di laghi e di fiumi l\u2019Islanda \u00e8 caratterizzata da una costa molto frastagliata, motivo per cui il litorale \u00e8 per la maggiore formato da fiordi. Spesso i fiordi hanno costituito delle anse naturali utilizzate come porti, attorno ai quali sono poi sorte le principali citt\u00e0 islandesi (Reykjav\u00eck, Keflav\u00eck, Akureyri). Come ricordato in precedenza, la posizione geologicamente strategica dell\u2019Islanda fa si che vi siano ben trenta vulcani attivi, buona parte di questi sono sottomarini e il pi\u00f9 celebre \u00e8 sicuramente quello di Surtsey. Fino al novembre 1963 esso era situato a 130m di profondit\u00e0, intorno al 14 di quel mese inizi\u00f2 una costante eruzione che dur\u00f2 per quasi quattro anni e gener\u00f2 l\u2019omonima isola che ad oggi ha un\u2019estensione di 1,4 km\u00b2. L\u2019isolotto di Surtsey \u00e8 stato nominato bene protetto dall\u2019UNESCO ed \u00e8 curioso ricordare che mentre si stava formando, durante una pausa delle eruzioni, fu visitato da tre giornalisti francesi che dichiararono la sovranit\u00e0 francese sull\u2019isola, salvo esser allontanati dall\u2019improvvisa ripresa di violente esplosioni.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ultimis, un altro forte elemento di distinzione dell\u2019Islanda \u00e8 la presenza di pi\u00f9 ghiacciai che, complessivamente, coprono l\u201911% circa del suo territorio. Il pi\u00f9 celebre, nonch\u00e9 il pi\u00f9 esteso, \u00e8 il Vatnaj\u00f6kull, vanta un\u2019estensione di 8.300 km\u00b2, uno spessore medio di 400m e da solo ricopre la somma di tutti i restanti ghiacciai europei. Al di sotto della sua superficie vi sono pi\u00f9 vulcani, fra cui il Gr\u00edmsv\u00f6tn la cui eruzione nel 1996 caus\u00f2 lo scioglimento di 3 km\u00b3 di ghiaccio. Ci\u00f2 comport\u00f2 la formazione di un enorme lago glaciale al di sotto della calotta, un mese circa dopo l&#8217;eruzione si \u00e8 riversato a valle provocando un\u2019alluvione di dimensioni ciclopiche. I danni sono stati limitati in quanto il ghiacciaio si trova in una parte disabitata dell\u2019isola e questo fenomeno (detto <em>j\u00f6kulhlaup<\/em> in islandese, termine poi adottato anche dallo US Geological Survey) ha attirato l\u2019attenzione di centinaia di studiosi. Altri ghiacciai conosciuti sono il Brei\u00f0amerkurj\u00f6kull le cui lingue di ghiaccio arrivano fino al mare e lo Sn\u00e6fellsj\u00f6kull. Quest\u2019ultimo \u00e8 situato nei pressi della costa occidentale dell\u2019Islanda e ricopre per intero il vulcano Sn\u00e6fell, celebre per esser stato il punto di partenza di Otto Lidenbrock, protagonista di \u201cViaggio Al Centro Della Terra\u201d di Jules Verne.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto sopra \u00e8 un sintetico approccio a questo paese, ultimo baluardo dell\u2019Europa prima dei freddi ghiacci polari. L\u2019Islanda \u00e8 stata a lungo ritenuta l\u2019ultimo avamposto di terra esistente, la cosiddetta <em>Ultima Thule<\/em>. Nel Medioevo si era arrivati ad identificare nel vulcano Hekla le porte dell\u2019Inferno, a due passi dai contrafforti ghiacciati del Vatnaj\u00f6kull. Per questo e per molti altri motivi l\u2019Islanda \u00e8 da secoli considerata terra di contrasti, contraddizioni o, pi\u00f9 semplicemente, \u201cla terra del ghiaccio e del fuoco\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Paesaggio nei dintorni di Akureyri<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-73\" style=\"vertical-align: middle;\" title=\"Paesaggio nei dintorni di Akureyri\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG1.png\" alt=\"Paesaggio nei dintorni di Akureyri\" width=\"315\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG1.png 315w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG1-300x259.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ISLANDA, LA STORIA<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scoperta e i primi insediamenti (VIII-IX sec.).<\/strong> L\u2019Islanda \u00e8 stata fra gli ultimi angoli del nostro globo ad esser abitata. La sua presumibile scoperta avvenne fra l\u2019VIII e IX secolo e fu opera di alcuni monaci eremiti provenienti dall\u2019Irlanda, seguaci di San Brendano di Clonfert detto \u201cIl Navigatore\u201d. Secondo la leggenda San Brendano pass\u00f2 buona parte della sua vita in viaggio per l\u2019oceano alla ricerca dell\u2019 \u201cIsola dei Beati\u201d, un luogo mitico dove non esisterebbero n\u00e9 dolore n\u00e9 morte. Seguendo la vocazione del loro santo ispiratore, questi monaci partivano dalle coste irlandesi e si cimentavano in spericolate esplorazioni dell\u2019Atlantico Settentrionale. Per lo pi\u00f9 seguivano a ritroso le rotte degli uccelli migratori che nel periodo estivo giungevano in Irlanda oppure si dirigevano verso i banchi di nuvole che avvistavano, sperando che queste fossero attirate da eventuali catene montuose. In questo modo furono scoperte (o riscoperte) molte isole della Scozia, le Shetland, le Orcadi, le F\u00e6r \u00d8er e la stessa Islanda. In quest\u2019ultima, trattandosi di una terra inospitale e disabitata, non crearono avamposti fissi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una recente scoperta per\u00f2 ha creato confusione su chi siano stati realmente i primi a mettere piede in Islanda. La scoperta sull\u2019isola di monete romane risalenti al III secolo d.c. vicino a Bragdavellir stona con quanto appena detto. Si \u00e8 ipotizzato che fossero stati direttamente i romani a spingersi fino all\u2019 \u201cUltima Thule\u201d, tuttavia delle ipotesi formulate questa \u00e8 la pi\u00f9 improbabile. Un\u2019ipotesi pi\u00f9 credibile prevede che questi reperti furono portati da genti britanniche \u201cromanizzate\u201d e che si erano spinte a nord, ancor prima dei monaci irlandesi o contemporaneamente a loro.<a href=\"#_edn1\">[1]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il Landn\u00e1mab\u00f3k il primo norreno ad approdare in Islanda \u00e8 stato Naddo\u00f0ur, un avventuriero vichingo che durante un suo viaggio verso le F\u00e6r \u00d8er venne spinto pi\u00f9 a nord da una tempesta. Ci\u00f2 avvenne presumibilmente fra l\u2019850 e l\u2019860 e Naddo\u00f0ur battezz\u00f2 l\u2019isola Sn\u00e6land (\u201cTerra della Neve\u201d). Il suo soggiorno dur\u00f2 pochi giorni e ripart\u00ec subito per le F\u00e6r \u00d8er. La figura di Naddo\u00f0ur \u00e8 al centro di numerose leggende infatti stando ad alcune di queste sarebbe stato il primo vichingo a metter piede in Nord America nonch\u00e9 un antenato di Erik il Rosso, padre del Leif Eriksson di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche anno dopo segu\u00ec il viaggio dello svedese Gar\u00f0ar Svavarsson il quale stava compiendo un viaggio verso le isole Ebridi e venne investito da una tempesta al largo delle Orcadi. Anche lui venne spinto fortuitamente verso l\u2019Islanda, ma il suo soggiorno fu pi\u00f9 prolungato rispetto a quello di Naddo\u00f0ur. Svavarsson, che aveva avvistato la parte orientale dell\u2019isola, la circumnavig\u00f2 in senso orario. Arrivato l\u2019inverno prima che lui potesse rientrare in patria decise di svernare nella baia di Skj\u00e1lfandi nel nord del paese. Ribattezz\u00f2 l\u2019isola Gar\u00f0arsh\u00f3lmur (\u201cIsola di Gar\u00f0ar\u201d) e ripart\u00ec alla volta delle Ibridi, di fatto fu il primo a stazionare in Islanda per un periodo prolungato di tempo, ma non vi rimise pi\u00f9 piede.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo alcune fonti durante la permanenza di Svavarsson nella baia di Skj\u00e1lfandi uno dei suoi uomini, N\u00e1ttfari, fugg\u00ec dal rifugio del suo capo insieme ad un servo ed una serva ed and\u00f2 a nascondersi dalla parte opposta della baia dove visse stabilmente. Ancora oggi il paese presso il sito dove si sarebbe stabilito si chiama N\u00e1ttfarav\u00edk (\u201cRuscello di N\u00e1ttfari\u201d), ma secondo il Landn\u00e1mab\u00f3k N\u00e1ttfari non fu un colono permanente.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo viaggio che fu intrapreso prima che partisse la colonizzazione dell\u2019isola fu quello di Fl\u00f3ki Vilger\u00f0arson. Non si sa con precisione quale sia la data del suo viaggio, tuttavia fu sicuramente posteriore a quella di Svavarsson poich\u00e9 part\u00ec appunto per trovare l\u2019 \u201cIsola di Gar\u00f0ar\u201d. Secondo il Landn\u00e1mab\u00f3k il suo viaggio inizi\u00f2 dalle F\u00e6r \u00d8er dove Fl\u00f3ki liber\u00f2 tre corvi. Il primo torn\u00f2 a terra, il secondo torn\u00f2 sulla nave, il terzo invece punt\u00f2 deciso verso nord e fu quello che Fl\u00f3ki segu\u00ec. Per questo motivo \u00e8 stato rinominato Hrafna Fl\u00f3ki (in islandese) o Raven Fl\u00f3ki (in inglese, ma adottato dalla storiografia in generale, significa \u201cFl\u00f3ki il Corvo\u201d). Durante il suo viaggio venne accompagnato da tre amici (\u00de\u00f3r\u00f3lfur, Herj\u00f3lfur e Faxi) ed arriv\u00f2 in una grande baia nel sud ovest del paese che ancora oggi si chiama Faxafloi (\u201cBaia di Faxi\u201d). Non approd\u00f2 sulle rive della baia ma prosegu\u00ec fino alla penisola pi\u00f9 a nord, l\u2019odierna Vatnsfj\u00f6r\u00f0ur, dove rest\u00f2 per circa due anni ed esplor\u00f2 il territorio circostante il suo campo. Durante una delle sue escursioni sal\u00ec sulla vetta di un monte dal quale pot\u00e9 ammirare il panorama dell\u2019isola. Fl\u00f3ki vide i ghiacciai che coprivano buona parte di quella terra nuova e rimase impressionato dagli iceberg che solcavano numerosi le acque dei fiordi. Folgorato da quel panorama di ghiaccio decise di battezzare l\u2019isola con un nuovo nome, nome che \u00e8 tutt\u2019oggi \u00cdsland (\u201cTerra dei Ghiacci\u201d).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il viaggio di Hrafna Fl\u00f3ki si conclude il ciclo di viaggio d\u2019esplorazione di questa isola selvaggia. Coloro che in seguito giunsero in Islanda non erano pi\u00f9 avventurieri o marinai, ma veri e propri coloni. Essi erano soprattutto nobili che scappavano dal nuovo regime instaurato in Norvegia da Harald \u201cBellachioma\u201d nella seconda met\u00e0 del IX secolo, essi erano i primi islandesi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla colonizzazione alla conversione al Cristianesimo (874 \u2013 999).<\/strong> Nella prima met\u00e0 del IX secolo (in pieno periodo di espansione vichinga, generalmente racchiuso fra il 793 e il 1066 d.c.) numerosi\u00a0 guerrieri partiti dalle coste norvegesi approdarono pi\u00f9 volte sulle coste settentrionali di Scozia e Irlanda. Durante le loro razzie vennero a conoscenza delle scoperte geografiche effettuate dai monaci irlandesi qualche decennio prima e cos\u00ec in breve tempo si dedicarono alla colonizzazione di questi avamposti nel mezzo dell\u2019Atlantico Settentrionale, spingendosi fino alla Groenlandia e all\u2019isola di Terranova. Al proposito \u00e8 necessario aprire una breve parentesi infatti, contrariamente a quanto generalmente accettato, i vichinghi arrivarono nel continente americano ben cinque secoli prima di Colombo. Ci\u00f2 \u00e8 narrato sia nella \u201cSaga di Erik il Rosso\u201d sia nella pi\u00f9 attendibile \u201cSaga dei Groenlandesi\u201d, dove vengono raccontate le gesta e i viaggi di Leif Eriksson, ed \u00e8 stato provato con la scoperta nel 1960 di un insediamento vichingo presso l\u2019Anse aux Meadows sull\u2019isola di Terranova.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto di espansione l\u2019Islanda divenne destinazione e anche punto di passaggio per molti emigranti provenienti dalla Norvegia a partire dalla fine del IX secolo. Per la datazione e l\u2019attendibilit\u00e0 dei fatti inerenti alla colonizzazione dell\u2019Islanda ci si affida all\u2019 \u201c\u00cdslendingab\u00f3k\u201d (\u201cLibro degli Islandesi\u201d), un documento vergato da un prete islandese, Ari \u00deorgilsson (1067-1148). \u00deorgilsson riferisce in prosa tutte le informazioni che riesce a raccogliere circa i primi colonizzatori giunti in Islanda qualche decennio prima, la sua opera \u00e8 ritenuta affidabile dagli storici<a href=\"#_edn2\">[2]<\/a> in quanto l\u2019autore si \u00e8 in pi\u00f9 parti premurato di verificare la veridicit\u00e0 delle proprie fonti e, fatto non comune per un\u2019opera di quell\u2019epoca, nell\u2019\u201c\u00cdslendingab\u00f3k\u201d c\u2019\u00e8 una volontaria esclusione di episodi legati al sovrannaturale o pregiudizi religiosi. Per questo motivo gli albori della storia islandese vengono ricondotti soprattutto a questo libro, esso sar\u00e0 di fondamentale importanza anche per la tesi in oggetto dato il suo contenuto vario che narra anche della prima organizzazione assembleare che si danno i coloni.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019\u201c\u00cdslendingab\u00f3k\u201d \u00e8 composto da dieci capitoli, ognuno dei quali tratta rispettivamente de:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La nascita dell\u2019Islanda<\/em><\/strong><strong><em>:<\/em><\/strong> la colonizzazione inizia a seguito di una serie di importanti eventi accorsi durante l\u2019unificazione del Regno di Norvegia sotto Harald \u201cBellachioma\u201d. Costui nell\u2019860 eredit\u00f2 dal padre molti piccoli regni del Vestfold (regione sud-orientale dell\u2019attuale Norvegia), mediante una lunga serie di conquiste e battaglie ampli\u00f2 il suo regno fino alla costa occidentale e dopo la decisiva battaglia di Hafrsfjord divenne \u201cre supremo\u201d. Nonostante i successi militari continu\u00f2 a resistere un fronte interno che si opponeva al nuovo sovrano. Questo fronte era composto prevalentemente dai capi e dalla nobilt\u00e0 dei precedenti stati e Harald, sentendosi costantemente minacciato, esili\u00f2 tutti coloro che riteneva potessero rappresentare una minaccia per lui. Harald \u201cBellachioma\u201d fu cos\u00ec involontariamente uno dei \u201cpromotori\u201d dell\u2019espansione vichinga di quel periodo e soprattutto della colonizzazione dell\u2019Islanda. Secondo \u00deorgilsson il primo esule a creare un insediamento stabile in Islanda fu Ing\u00f2lfur Arnarson che costru\u00ec la sua fattoria nelle vicinanze dell\u2019attuale Reykjav\u00eck nell\u2019874. A lui seguirono molti altri norvegesi che partivano alla volta dell\u2019Islanda con la propria famiglia o anche, chi poteva permetterselo, con i propri schiavi e i propri averi (utensilerie, bestiame).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019eredit\u00e0 delle leggi norvegesi<\/em><em>:<\/em> in breve tempo l\u2019Islanda cominci\u00f2 a popolarsi e venne disseminata di fattorie, le quali venivano stabilite soprattutto in prossimit\u00e0 della costa. Bench\u00e9 in rapporto all\u2019estensione dell\u2019isola il numero degli abitanti era decisamente esiguo (circa 35.000 persone), n\u00e9 sorsero villaggi di grandi dimensioni, si sent\u00ec presto l\u2019esigenza di istituire delle apposite assemblee dove dirimere le contese fra i coloni e disciplinare altre questioni della vita quotidiana. Un uomo di nome Ulflj\u00f3tr import\u00f2 dalla Norvegia le prime leggi mentre un altro, Gr\u00edmr Goatshoe, fece il giro dell\u2019isola per organizzare delle assemblee locali.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019insediamento dell\u2019Al\u00feingi<\/em>: i coloni si diedero un\u2019organizzazione locale, tuttavia nel 930 in una spianta che si trova nella parte sud-occidentale dell\u2019isola venne istituita una camera parlamentare comune: l\u2019Al\u00feingi. Qui iniziarono a riunirsi annualmente i \u201cgo?ar\u201d, ovvero gli uomini di maggior spicco provenienti da ogni parte dell\u2019isola. Il luogo dove si riuniva questa assemblea venne chiamato \u00deingvellir (\u201c<em>pianura del parlamento<\/em>\u201d), i partecipanti eleggevano al proprio interno una sorta di presidente dell\u2019assemblea detto \u201clegislatore\u201d che si occupava di dirigere i lavori. Spesso veniva scelto fra i membri pi\u00f9 anziani e carismatici e, secondo \u00deorgilsson, il primo ad essere scelto per ricoprire questa carica fu lo stesso Ulflj\u00f3tr.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La scelta del calendario<\/em>: i coloni presto si accorsero che il calendario di cinquantadue settimane precise (quindi di trecentosessantaquattro giorni) non era preciso e mancava almeno un giorno ogni anno. \u00deorgilsson narra di un\u2019accesa riunione dell\u2019Al\u00feingi dove i pi\u00f9 saggi riconoscono l\u2019imperfezione del calendario, ma sono altres\u00ec riluttanti a modificarlo e renderlo imperfetto con l\u2019aggiunta di un giorno. La questione venne argutamente risolta da un uomo chiamato \u00deorsteinn e detto Surtr (\u201c<em>il nero<\/em>\u201d) che propose di aggiungere una settimana ogni sette anni, mettendo tutti d\u2019accordo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La divisione dell\u2019Islanda in quadranti giuridici<\/em><em>:<\/em> poich\u00e9 le assemblee locali non bastavano a dirimere le questioni giuridiche pi\u00f9 complesse l\u2019Al\u00feingi fu chiamato a decidere una sorta di riforma del sistema giudiziario. Secondo \u00deorgilsson il problema si pose quando un uomo chiamato \u00de\u00f3r\u00f0r present\u00f2 durante una seduta dell\u2019Al\u00feingi un caso che in sede di assemblea locale non era riuscito a risolvere, questo infatti riguardava persone rappresentate anche in altre assemblee. Si poneva quindi un problema di disciplina delle competenze. La soluzione che venne adottata fu quella di creare una corte di appello e una corte giuridica per ogni tre assemblee locali, quattro nel caso delle assemblee del nord dell\u2019isola. In definitiva le corti saranno quattro, corrispondenti ai punti cardinali, pi\u00f9 la corte di appello.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La scoperta e l\u2019insediamento della Groenlandia<\/em><em>:<\/em> in questo capitolo \u00deorgilsson pone le basi di quella che poi diventer\u00e0 una vera e propria saga, la \u201cSaga di Erik il Rosso\u201d. Eir\u00edkur \u00deorvaldsson detto Rau\u00f0i (\u201c<em>il rosso<\/em>\u201d, appunto) nacque in una famiglia benestante intorno al 940 in Norvegia, paese dal quale fu costretto a fuggire in seguito ad una condanna per omicidio. Come molti prima di lui part\u00ec alla volta dell\u2019Islanda. Bandito pure in Islanda decise di andare alla scoperta di una terra di cui si narrava l\u2019esistenza verso occidente portandosi appresso la propria famiglia e i propri averi. Dopo un viaggio estenuante scopr\u00ec la Groenlandia e la perlustr\u00f2 per tre anni circa in attesa che scadesse il bando che lo teneva lontano dall\u2019Islanda. Una volta tornato in Islanda cerc\u00f2 di convincere altre persone a seguirlo per tornare in Groenlandia e avviare la colonizzazione di quella terra da lui definita verde e rigogliosa. Lo seguirono in molti affascinati dall\u2019entusiasmo con cui Erik descrisse questa nuova terra promessa, non si sa se il nome che gli diede (\u201cGr?nland\u201d vuole appunto dire \u201cterra verde\u201d) corrispondesse alla realt\u00e0 o fosse soltanto un artificio per convincere pi\u00f9 gente a seguirlo. Poich\u00e9 il viaggio di Erik avvenne durante il cosiddetto \u201cPeriodo Caldo Medioevale\u201d (un periodo durante il quale le temperature dell\u2019emisfero settentrionale erano particolarmente elevate) non \u00e8 da escludere che la Groenlandia fosse realmente pi\u00f9 accogliente di quanto non sia oggi. L\u2019ultima parte di questo capitolo \u00e8 dedicata al figlio di Erik, Leif Eriksson, il quale prosegu\u00ec l\u2019esplorazione dell\u2019Atlantico verso occidente andando ad approdare nella mitica Vinland che, con ogni probabilit\u00e0, corrisponde all\u2019attuale isola di Terranova.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Conversione dell\u2019Islanda al Cristianesimo<\/em><em>:<\/em> fin dalla sua colonizzazione in Islanda non esisteva una religione ufficiale e i culti che venivano praticati erano i culti pagani importati dalla madrepatria norvegese. Nel prologo dell\u2019 \u201c<strong>\u00cdslendingab\u00f3k\u201d<\/strong> \u00deorgilsson racconta come all\u2019arrivo dei primi esuli norvegesi, i monaci irlandesi presenti sull\u2019isola preferirono andarsene senza interferire con i nuovi arrivati. Se in questo caso non c\u2019era stata occasione di entrare in contatto con praticanti della religione cristiana la situazione venne stravolta completamente alla fine del X secolo. Nel 995 in Norvegia sal\u00ec al trono Olaf I Tryggvason (bisnipote di Harald \u201cIl Chiaro\u201d), la sua vita e la sua morte sono avvolte in una moltitudine di leggende, certo \u00e8 che il suo regno dur\u00f2 dal 995 fino a quando venne ucciso nel 1000. Nonostante la brevit\u00e0 del suo regno avvi\u00f2 la conversione della Norvegia al cristianesimo, conversione che avvenne in modo tutt\u2019altro che pacifico e cre\u00f2 una forte opposizione interna da parte di chi era pi\u00f9 legato ai culti pagani. Circa i motivi della sua \u201csvolta cristiana\u201d sono state formulate due differenti ipotesi: la prima afferma che Olaf venne in contatto col culto cristiano durante le numerose razzie a cui prese parte in Gran Bretagna e ne fu folgorato quando rischi\u00f2 la vita durante un assalto, la seconda pi\u00f9 verosimile invece rimanda all\u2019interesse a stringere alleanze con i sovrani europei, ormai da lungo tempo cristianizzati, che avrebbero visto di buon occhio il suo tentativo di sottomettere le altre popolazioni della Scandinavia, considerate rozze e ancora legate a culti pagani primitivi. Come la Norvegia, anche l\u2019Islanda rientr\u00f2 nei piani di Olaf il quale vi invi\u00f2 un missionario di origini tedesche, \u00deangbrandr, per raggiungere il suo obiettivo. \u00deangbrandr giunse in Islanda nel 997, riusc\u00ec a convertire alcuni go?ar, ma si trov\u00f2 di fronte pi\u00f9 nemici che alleati. La sua missione and\u00f2 di male in peggio, venne anche sfidato a duello da uno dei caporioni pi\u00f9 influenti e\u00a0 \u00deangbrandr si present\u00f2 allo scontro munito di crocefisso anzich\u00e9 di spada. Altri suoi oppositori ingaggiarono una strega affinch\u00e9 lo eliminasse con qualche sortilegio e questa tent\u00f2 realmente di farlo fuori ma con metodi non molto ultraterreni. Lui si salv\u00f2 per miracolo e alcuni fra i poeti pi\u00f9 famosi dell\u2019isola gli dedicarono alcuni versi per irriderlo delle sue disfatte. \u00deangbrandr se la prese male e persa ormai ogni speranza di portare a termine la sua missione decise di farsi giustizia. Si lanci\u00f2 alla ricerca di Vetrli\u00f0i Sumarli\u00f0ason, uno degli autori dei versi diffamatori, e lo uccise in combattimento. L\u2019episodio \u00e8 immortalato in una delle pi\u00f9 celebri sagre islandesi, la \u201cSaga di Njali\u201d:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<table border=\"0\">\n<tbody style=\"text-align: left;\">\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>Ry\u00f0fj\u00f3nar gekk reynir<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>Lui che prov\u00f2 sul suo scudo la spada<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>randa su\u00f0r \u00e1 landi<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>per le terre del sud vag\u00f2 predicando<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>be\u00f0s \u00ed b\u0153nar smi\u00f0ju<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>lui che i nemici lasciava sul campo<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>Baldrs sigt\u00f3lum halda\u00a0;<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>marci\u00f2 sulla rima incriminata,<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>si\u00f0reynir l\u00e9t s\u00ed\u00f0an<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>forte guerriero della falce da guerra<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>snjallr mor\u00f0hamar gjalla<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>della sua lama di vendetta assetata<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>hau\u00f0rs \u00ed hattar ste\u00f0ja<\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>s\u00ec l\u2019assaggi\u00f2 dell\u2019eroe l\u2019elmo<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em>hjaldrs Vetrli\u00f0a skaldi. <\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em>cranio di\u00a0 Vetrli\u00f0i lo skaldo.<a href=\"#_edn3\"><strong>[3]<\/strong><\/a><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro poeta, \u00deorvaldr detto Veili (\u201cil malaticcio\u201d), saputo della sorte toccata all\u2019amico tent\u00f2 di vendicarlo, ma \u00deangbrandr venne a conoscenza dei suoi propositi e lo uccise prima ancora che questi potesse organizzarsi. Prima di abbandonare l\u2019Islanda ebbe il tempo di macchiarsi di un altro omicidio, dopodich\u00e9 torn\u00f2 alla corte di re Olaf e gli spieg\u00f2 che la speranza di convertire gli islandesi era prossima allo zero. Olaf divenne furibondo e minacci\u00f2 di radere al suolo una per una tutte le fattorie dei coloni, ma fu fermato da Gizurr Teitsson e Hjalti Skeggjason, due membri dell\u2019Al\u00feingi convertiti al cristianesimo, che gli spiegarono le malefatte commesse da \u00deangbrandr e gli promisero di risolvere la questione pacificamente. Durante la seduta del 999 (anche se in certi manoscritti \u00e8 indicata quella del 1000) nell\u2019Al\u00feingi si scatenarono le discussioni fra la fazione cristiana e quella pagana, i contrasti arrivarono a tal punto che ognuna delle due fazioni elesse un proprio legislatore. Tuttavia proprio i due rappresentanti scelti giunsero ad una soluzione pacifica, con \u00deorgeirr Lj\u00f3svetningago\u00f0i (della fazione dei pagani) che pass\u00f2 una notte insonne sotto un cumulo di pelli per pensare ad un compromesso accettabile. L\u2019accordo finale previde che tutti gli islandesi si convertissero al cristianesimo, tuttavia gli era consentito di continuare a praticare riti pagani privatamente. Per suggellare l\u2019accordo \u00deorgeirr si convert\u00ec lui stesso, gett\u00f2 i suoi amuleti nelle cascate vicine alla sua residenza che presero l\u2019attuale nome di Go\u00f0afoss (\u201ccascate degli dei\u201d).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio della colonizzazione dell\u2019Islanda \u00e8 anche preludio e leitmotiv del periodo sanguinoso che seguir\u00e0. Secondo la leggenda infatti Ing\u00f3lfr Arnarson sbarc\u00f2 in Islanda con il suo fratellastro Hj\u00f6rleifur Hr\u00f3\u00f0marsson. Il primo si stabil\u00ec presso l\u2019odierna Reykjav\u00edk mentre il secondo venne assassinato poco tempo dopo da alcuni suoi schiavi irlandesi. Informato di ci\u00f2 Ing\u00f3lfr and\u00f2 alla ricerca degli assassini e li raggiunse in un arcipelago a sud dell\u2019Islanda dove li uccise tutti. Per questo motivo oggi queste isole si chiamano Vestmannaeyjar (\u201cIsole degli uomini dell\u2019ovest\u201d, gli schiavi irlandesi appunto). Questo fu solo il primo di una lunga serie di faide che avrebbe caratterizzato la vita di questa giovane colonia, faide che sarebbero sfociate in una vera e propria guerra civile.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi capitoli dell\u2019 \u201c<strong>\u00cdslendingab\u00f3k\u201d<\/strong> consistono nella biografia e nella genealogia dei primi vescovi d\u2019Islanda e dei legislatori che si erano susseguiti alla guida dell\u2019Al\u00feingi. Sebbene siano state pagine fondamentali per ricostruire la storia dei primi secoli di vita dell\u2019Islanda, \u00e8 impossibile riportare su queste pagine una tale mole di lavoro. Nei paragrafi e nei capitoli successivi verranno comunque riprese queste informazioni quando qualcuno di questi personaggi interverr\u00e0 in maniera decisiva nel proseguo della storia. Un\u2019ultima annotazione relativa all\u2019 \u201c\u00cdslendingab\u00f3k\u201d riguarda la sua versione, originariamente infatti ne esistevano due versioni e quella utilizzata da me (e da tutti gli altri studiosi e appassionati dell\u2019Islanda) \u00e8 la seconda. La prima infatti \u00e8 andata perduta e con essa un ulteriore capitolo dedicato ai sovrani norvegesi che si succedettero in quel periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Go\u00f0afoss, le \u201ccascate degli dei\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-74\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG2.png\" alt=\"Go\u00f0afoss, le \u201ccascate degli dei\u201d\" width=\"266\" height=\"231\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sviluppo e la fine del Libero Stato Islandese \u00a0(999-1262). Se per il primo secolo di vita della colonia islandese ricopre un\u2019importanza fondamentale l\u2019 \u201c\u00cdslendingab\u00f3k\u201d come fonte di dati affidabili, per il periodo successivo \u00e8 decisivo l\u2019apporto di numerose saghe dell\u2019epoca. Nella maggior parte dei casi la stesura delle saghe \u00e8 postuma di qualche decennio agli eventi, in alcuni casi invece l\u2019autore \u00e8 stato anche un attore coinvolto direttamente degli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo sviluppo portato dalla conversione.<\/em> La conversione del 999 rappresenta l\u2019entrata dell\u2019Islanda nell\u2019orbita della civilt\u00e0 occidentale. Attraverso la chiesa infatti gli islandesi abbattono la barriera che, salvo contatti saltuari con la madrepatria norvegese, li aveva tenuti lontani dal resto del mondo. Si tratta di una vera e propria rivoluzione che incider\u00e0 non solo sul credo di questa giovane colonia, ma anche sulla sua organizzazione politica, sociale e soprattutto sulla sua cultura. Dal continente arrivano molteplici influenze: il feudalesimo, lo stile romanico e quello gotico, ma soprattutto l\u2019alfabeto latino.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1117 infatti l\u2019Al\u00feingi decide di codificare le decisioni passate e future prese nella sua sede. Durante l\u2019inverno successivo un\u2019apposita commissione di saggi si riunisce presso la fattoria di Haflidi M\u00e1sson e guidati da Berg\u00fe\u00f3r Hrafnsson, il legislatore di quel periodo, danno alla luce la Gr\u00e1g\u00e1s (letteralmente significa \u201coca selvaggia\u201d). Non si sa con precisione da cosa sia stato giustificato l\u2019uso di tale termine, si \u00e8 ipotizzato che sia stata scelta questa parola per tre motivi diversi: questa raccolta di leggi \u00e8 stata vergata con penna d\u2019oca, \u00e8 stata scritta su pelle d\u2019oca oppure per conferirle una sorta di sacralit\u00e0, le \u00e8 stato dato il nome dell\u2019uccello pi\u00f9 longevo che popolava l\u2019isola.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La nascita della Chiesa Islandese.<\/em> Di pari passo andava sviluppandosi la Chiesa Islandese. Sull\u2019isola iniziavano ad ergersi le prime chiese, spesso erano gli stessi go\u00f0ar ad esserne garanti e promotori e inizia anche a svilupparsi un ceto clericale del posto. Spesso i rappresentanti di questo nuovo ceto provenivano dalle stesse famiglie di spicco che avevano il predominio sull\u2019isola e ci\u00f2 contribu\u00ec ad aumentare sia la stratificazione sociale sia la rivalit\u00e0 fra i vari go\u00f0ar. Come vedremo pi\u00f9 avanti da qui part\u00ec un\u2019escalation di vendette e lotte intestine che avrebbe riportato l\u2019Islanda sotto il diretto controllo della Norvegia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima diocesi fu creata a Sk\u00e0lholt, paese di cui era originario \u00cdsleifur Gizurarson il quale fu nominato primo vescovo d\u2019Islanda nel 1056. Non si tratt\u00f2 di una scelta casuale, \u00cdsleifur altri non era che il figlio di quel Gizurr Teitsson che aveva trattato direttamente con Olaf I, re di Norvegia, la cristianizzazione dell\u2019isola. \u00cdsleifur Gizurarson, uomo colto e cresciuto culturalmente in Germania, fu una figura fondamentale per lo sviluppo di questo processo, anche se ne perpetu\u00f2 una gestione a tratti familiare. Oltre a fondare la prima diocesi nel suo paese natale, ivi apr\u00ec anche la prima scuola d\u2019Islanda da cui usc\u00ec la maggior parte degli attori di spicco degli anni successivi. Fra questi ne distinguiamo due ovvero lo stesso figlio di \u00cdsleifur, Gizurr \u00cdsleifsson, che gli succedette come vescovo di Sk\u00e0lholt e soprattutto J\u00f3n \u00d6gmundarson che fond\u00f2 la seconda diocesi islandese presso H\u00f2lar nel nord del paese. \u00d6gmundarson si distinse per la sua azione contro chi ancora celebrava riti pagani, grazie al suo stretto rigore morale e la sua azione convinta fu l\u2019attore decisivo per l\u2019affermazione definitiva del cristianesimo in Islanda. Arriv\u00f2 anche a cambiare i nomi della settimana, fino a quel momento ancora dedicati ad Odino e Thor, e ad oggi ancora in uso. Tuttavia va ricordato che l\u2019interesse, e probabilmente anche il culto, verso i riti pagani non spar\u00ec definitivamente e gli stessi autori islandesi di spicco dei secoli successivi ne tennero sempre conto.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rapidamente l\u2019influenza della Chiesa si insidi\u00f2 anche nelle sedute dell\u2019Al\u00feingi. Grazie all\u2019influenza di Gizurr \u00cdsleifsson lo stesso Al\u00feingi approv\u00f2 una legge che prevedeva il versamento di un tributo alla Chiesa e le stesse parrocchie potevano godere di alcuni privilegi e donazioni. Tuttavia per queste ultime, visti gli legami che vi erano fra clero locale e famiglie predominanti, si trattava di un benessere relativo che spesso andava a favore delle stesse famiglie. Durante il XII secolo l\u2019azione della Chiesa all\u2019interno dell\u2019Al\u00feingi fu ancora pi\u00f9 intraprendente, grazie anche alla proclamazione di una nuova arcidiocesi che comprendeva la Norvegia e tutte le sue zone di influenza oltremare. Una figura che si distinse in questo periodo fu \u00deorl\u00e1kur \u00de\u00f3rhallsson, vescovo di Sk\u00e0holt dal 1178 fino alla sua morte nel 1193. \u00deorl\u00e1kur \u00de\u00f3rhallsson, che aveva compiuto i suoi studi fra Parigi e Lincoln (Inghilterra centro-orientale), prima fond\u00f2 un monastero dell\u2019ordine agostiniano a \u00deykkvib\u00e6r nel 1161 dopodich\u00e9 tent\u00f2 di riformare la classe clericale, per lui troppo distante dai veri dettami del cristianesimo. \u00de\u00f3rhallsson rifiut\u00f2 pi\u00f9 volte di sposarsi e si batt\u00e9 per sradicare la simonia, largamente diffusa fra i chierici islandesi, per rendere il clero indipendente dalle famiglie dominanti e altres\u00ec per rendere la Chiesa un\u2019entit\u00e0 indipendente e a s\u00e9 stante. Il coraggio che ebbe di andare in controtendenza rispetto ai canoni del tempo gli valse la nomina a santo, proclamata direttamente dall\u2019Al\u00feingi nel 1198. Considerato il proprio santo patrono da parte degli islandesi, lo \u00e8 diventato ufficialmente nel 1984 quando venne canonizzato ufficialmente da Giovanni Paolo II.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Economia e societ\u00e0 del XI-XII secolo.<\/em> Questo \u00e8 probabilmente uno dei momenti migliori per il \u201cCommonwealth Islandese\u201d. L\u2019economia \u00e8 in costante espansione, le mete dei commercianti islandesi sono soprattutto la Gran Bretagna, la Norvegia e l\u2019Irlanda e, grazie agli scambi commerciali, pure la popolazione diventa pi\u00f9 variegata. Il ceppo dominante rimane sempre quello degli esuli norvegesi, ma a questi si aggiungono anche Danesi, Svedesi, Sassoni, persino fiamminghi e soprattutto una consistente colonia di celti. L\u2019economia islandese si basa soprattutto sull\u2019allevamento estensivo (bovini e ovini), la pesca (salmoni, trote, merluzzi e aringhe), la caccia (alle foche e alle balene). Il clima inadatto e una terra inospitale non permettono grandi colture n\u00e9 sono presenti grandi foreste, per questo motivo le importazioni consistono soprattutto in grano e legname. A questi si aggiunge il ferro e, per chi poteva permetterselo, anche vino, abiti di seta e oggetti d\u2019arte.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi due secoli spar\u00ec anche ogni forma di schiavit\u00f9, bench\u00e9 non venga mai ufficialmente abolita. I sovrani norvegesi inoltre sono impegnati costantemente su pi\u00f9 fronti (inglese, danese e svedese) e, al di l\u00e0 dei contatti di natura commerciale, non hanno tempo per curarsi dell\u2019Islanda la quale continua a beneficiare di uno status di pressoch\u00e9 totale autonomia amministrativa. L\u2019economo David Friedman, figlio del premio Nobel Milton, utilizz\u00f2 questi due secoli di \u201cCommonwealth Islandese\u201d per esplicare la sua teoria di anarco-capitalismo. Secondo lui infatti l\u2019Al\u00feingi era pi\u00f9 una camera di commercio che un parlamento atto a legiferare e la totale assenza di un corpo burocratico-amministrativo lasciava nelle mani degli islandesi tutte le prerogative di un\u2019autogestione della loro societ\u00e0.<a href=\"#_edn4\">[4]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 ovviamente non giovava alla quiete pubblica dell\u2019Islanda. Il concetto di \u201cpace\u201d in quel periodo era relativo, infatti fin dal principio della colonizzazione la societ\u00e0 che si cre\u00f2 aveva dei connotati abbastanza violenti. Le persone giravano abitualmente armate e non si facevano molti problemi ad usarle. Una forte e ampia concezione dell\u2019onore che andava dalla sfera familiare, a quella degli affari passando per gli interessi politici, faceva s\u00ec che le dispute e i litigi fossero all\u2019ordine del giorno. Non di rado ci scappava il morto e ci\u00f2 generava regolamenti di conti e faide che spesso coinvolgevano intere famiglie. Da contrappeso fungevano gli interventi di altri caporioni esterni alla faida, ma soprattutto due istituti come il guidrigildo e l\u2019esilio. Tramite il guidrigildo, la famiglia della persone uccisa aveva diritto al rimborso di una somma che era tanto pi\u00f9 elevata tanto pi\u00f9 alto era il censo della vittima e aveva la funzione di dirimere definitivamente una faida. L\u2019esilio invece poteva essere a scadenza, come era stato nel caso di Erik il Rosso, o anche permanente a seconda dell\u2019efferatezza del reato.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019inizio della crisi e i primi scontri del 1208.<\/em> Nonostante questi deterrenti col passare del tempo l\u2019autoregolamentazione non bast\u00f2 pi\u00f9 a gestire i vari regolamenti di conti e vi fu un\u2019escalation di violenza che caratterizz\u00f2 buona parte del XIII secolo. Questa situazione si venne a creare dopo che il potere venne circoscritto da poche famiglie, basti pensare che nel 1220 ben l\u201980% del territorio era controllato da sole cinque famiglie. Ci\u00f2 contribu\u00ec ad accentuare la rivalit\u00e0 fra le diverse fazioni le quali cominciarono a scontrarsi sempre pi\u00f9 spesso e comportarono uno stato vero e proprio di guerra civile. Non solo, le lotte per il potere erano inasprite dalle interconnessioni che i clan avevano con la struttura ecclesiastica. Anche la Chiesa Islandese infatti fu coinvolta in prima persona, avere della propria parte il vescovo di una delle due diocesi spesso poteva risultare decisivo. Fu proprio un dissidio fra un go\u00f0i e il vescovo di H\u00f2lar a dare il fuoco alle polveri nel 1208. In quel momento i clan principali che dominavano l\u2019isola erano<a href=\"#_edn5\">[5]<\/a>:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>gli Haukd\u00e6lir di \u00c1rnes\u00feing.<\/em> Essi avevano il predominio nella parte sud-occidentale del paese. Erano stati fra i primi a convertirsi al cristianesimo e per questo costituivano un punto di riferimento anche per i regnanti norvegesi. Durante la guerra civile l\u2019esponente di maggior spicco fu Gissur \u00deorvaldsson, il quale si batt\u00e9 per promuovere l\u2019annessione dell\u2019Islanda alla Norvegia. Ci riusc\u00ec nel 1262 dopo aspri e continui scontri con membri della famiglia Sturlungar e il trattato fu a lui stesso intitolato: Gissurars\u00e1ttm\u00e1li (\u201ctrattato di Gissur\u201d).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>gli Oddaverjar di Rang\u00e1r\u00feing.<\/em> Fra i primi colonizzatori a giungere in Islanda ne diventano la famiglia pi\u00f9 importante durante il XII secolo. Nel loro quartier generale di Oddi avevano organizzato anche un centro culturale di cui, alla fine di questo secolo, era stato leader un go?i particolarmente importante:\u00a0 J\u00f3n Loftsson. Questi oltre ad essere uno dei politici pi\u00f9 influenti di quel periodo, si cur\u00f2 dell\u2019educazione di Snorri Sturluson della cui importanza parleremo pi\u00f9 avanti.\u00a0 Agli inizi del \u2018200 l\u2019autorit\u00e0 della famiglia \u00e8 in fase discendente e per questo durante la guerra civile non giocheranno un ruolo di primo piano. Solo dopo la firma del Gissurars\u00e1ttm\u00e1li tenteranno di far sentire il proprio peso per opporsi all\u2019ascesa di Gissur \u00deorvaldsson.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>gli \u00c1sbirningar di Skagafj\u00f6r\u00f0ur.<\/em> Era la casata dominante nel nord del paese, noti per la loro abilit\u00e0 come politici e pure come guerrieri. La figura di maggior peso di questo clan \u00e8 Kolbeinn Tumason. All\u2019inizio del XIII secolo era probabilmente l\u2019uomo pi\u00f9 conosciuto ed influente del paese, fu proprio lui nel 1208 a mettere in moto i contrasti che avrebbero portato alla guerra civile. Morto in quell\u2019anno durante la battaglia di V\u00ed\u00f0ines, gli succedette Kolbeinn Arn\u00f3rsson che combatt\u00e9 al fianco di Gissur \u00deorvaldsson contro gli Sturlungar. Egli mor\u00ec a sua volta nel 1245 e la sua casata si dissolse un anno dopo con la morte in battaglia del figlio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>i Vatnsfir\u00f0ingar di \u00cdsafj\u00f6r\u00f0ur<\/em>. La loro influenza si estendeva sulla penisola nord-occidentale, soprattutto durante il XII secolo e non furono fra i protagonisti della guerra civile.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>gli Sv\u00ednfellingar di the Eastfjords.<\/em> I loro possedimenti si trovavano sulla costa est dell\u2019Islanda. La loro famiglia \u00e8 famosa soprattutto perch\u00e9 fra i propri avi annovera dei personaggi eccellenti, dai contorni addirittura epici. Appartenente alla famiglia degli Sv\u00ednfellingar vi \u00e8 infatti Flosi, uno dei protagonisti del \u201cRogo di Njal\u201d, una delle pi\u00f9 celebri saghe islandesi. Anche loro come i Vatnsfir\u00f0ingar non svolgono un ruolo di primo piano durante la guerra civile.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>gli Sturlungar di Hvammur.<\/em> Si tratta di una famiglia numerosa che estende il suo dominio dalla costa ovest ai territori pi\u00f9 a nord ovest dell\u2019isola. La storia della famiglia va a comporre una delle altre celebri saghe islandesi, la \u201cSaga degli Sturlungs\u201d di cui si tratter\u00e0 pi\u00f9 avanti. Il membro di maggior spicco in assoluto fu sicuramente Snorri Sturluson il quale \u00e8 tutt\u2019oggi uno dei personaggi storici islandesi pi\u00f9 importanti. Egli viene infatti annoverato fra i poeti pi\u00f9 importanti della sua epoca in quanto autore delle opere pi\u00f9 conosciute in quel periodo, due su tutte: l\u2019 \u201cEdda\u201d (manuale di epica norrena e poesia islandese, si tratta di un\u2019opera molto complessa che Snorri ha composto attingendo dalle fonti della cultura pagana)\u00a0\u00a0 e l\u2019 \u201cHeimskringla\u201d (raccolta di saghe in prosa che ricopre la dinastia dei re norvegesi del IX e X secolo). Tuttavia \u00e8 anche un fondamentale attore politico islandese del periodo, ricopre per ben due volte la carica di Legislatore e cade vittima della guerra civile. Fra gli Sturlungar vanno ricordati anche Sturla Sighvatsson, figlio del fratello di Snorri, caduto in battaglia e suo fratello \u00de\u00f3r\u00f0ur Sighvatsson detto Kakali (probabilmente \u201cil balbuziente\u201d) il quale riusc\u00ec a interferire notevolmente con i propositi di Gissur \u00deorvaldsson.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra civile islandese generalmente viene collocata fra il 1220, anno in cui Snorri Sturluson viene nominato vassallo del re norvegese Haakon, e il 1264 ovvero l\u2019anno della firma dell\u2019 \u201caccordi di Gissur\u201d. Come detto in precedenza gi\u00e0 all\u2019inizio del secolo si hanno violenti scontri che coinvolgono attori di primo piano. All\u2019inizio del \u2018200 Kolbeinn Tumason \u00e8 infatti uno degli uomini pi\u00f9 influenti del paese e tuttavia avverte quanto la potenza della sua famiglia sia precaria e in bilico. Intuendo l\u2019importanza che rivestiva la Chiesa Islandese vi infiltr\u00f2 molti dei suoi uomini di fiducia salvo che uno di questi gli si rivolt\u00f2 contro una volta insediatosi come vescovo di H\u00f2lar: Gu\u00f0mundur Arason. Costui era riconosciuto come persona pia e devota, spesso dedita all\u2019aiuto dei pi\u00f9 bisognosi. Ci\u00f2 gli invise molti go?ar in quanto le persone da lui aiutate erano spesso debitori dei caporioni pi\u00f9 importanti. Kolbeinn Tumason entr\u00f2 in contrasto con lui proprio quando, per una faccenda di debiti contratti da un predicatore, questi pretese di soggiogare la disputa al suo giudizio, scavalcando l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica che invece era la titolare del potere di dirimere la questione. Gu\u00f0mundur Arason reag\u00ec vergando il primo documento che rivendicava l\u2019autorit\u00e0 della Chiesa sul giudizio di propri esponenti, provocando l\u2019ira del suo ex mentore. Kolbeinn Tumason decise di punirlo, si alle\u00f2 con membri dei clan \u00c1sbirningar e Sv\u00ednfellingar e si diresse alla volta di H\u00f2lmar. Il vescovo per\u00f2 aveva a sua volta riunito intorno a s\u00e9 un piccolo esercito, lo scontro avvenne a V\u00ed\u00f0ines dove Kolbeinn Tumason perse la vita e il suo esercito si disperse.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gu\u00f0mundur Arason non pot\u00e9 goderne a lungo in quanto fu richiamato in Norvegia dall\u2019arcivescovo e al suo ritorno in Islanda fu continuamente perseguitato dagli eredi dei clan da lui sconfitti. Per questo motivo la sua esperienza verr\u00e0 accomunata a quella di Thomas Beckett e tuttavia non riuscir\u00e0 pi\u00f9 ad avere un ruolo politico di primo piano. Inoltre l\u2019esito della battaglia di V\u00ed\u00f0ines, e soprattutto la scomparsa di un attore del peso di Kolbeinn Tumason, aument\u00f2 la rivalit\u00e0 per contendersi il paese. Il vuoto da lui lasciato venne presto colmato da Snorri Sturluson il quale fu presto inviso ai capi degli altri clan e ad alcuni membri della sua stessa famiglia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La guerra civile o era degli Sturlungs.<\/em> Salito sul trono di Norvegia Haakon nel 1217, questi inizi\u00f2 a pensare di annettere formalmente l\u2019Islanda al proprio regno e tent\u00f2 di portare avanti la sua causa in maniera pacifica, cercando continui compromessi con le figure islandesi pi\u00f9 autorevoli. Nel 1220 nomin\u00f2 Snorri Sturluson vassallo di Norvegia, sperando che lo aiutasse nel suo intento, ma Snorri si prest\u00f2 scaltramente a questo compito e non si dimostr\u00f2 all\u2019altezza dei personaggi di cui narrava le gesta. La sua tattica era quella di ricondurre tutti i go?ar sotto la sua autorit\u00e0 e, una volta portato a termine questo progetto, consegnare l\u2019Islanda nelle mani del re. Il suo maggior oppositore era Sturla Sighvatson, figlio di suo fratello Sighvatur Sturluson, col quale entr\u00f2 in aperto contrasto appena ci fu da contendersi la mano di una nipote del defunto J\u00f3n Loftsson. Questo matrimonio avrebbe portato in dote il dominio su alcuni importanti feudi dell\u2019isola e fu cos\u00ec che iniziarono i primi scontri all\u2019interno della stessa famiglia. Snorri organizz\u00f2 due eserciti alla guida rispettivamente di suo nipote B\u00f6\u00f0var \u00de\u00f3r\u00f0arson e di suo figlio \u00d3r\u00e6kja e marci\u00f2 contro suo fratello Sighvatur e il di lui figlio Sturla. Tuttavia Snorri era riluttante a questo scontro e cos\u00ec all\u2019alba della battaglia sciolse il suo esercito e cerc\u00f2 di negoziare con i due. Questi per\u00f2 non abbassarono le loro pretese e costrinsero Snorri a rifugiarsi presso altri go?ar, al ch\u00e9 \u00d3r\u00e6kja riorganizz\u00f2 il suo esercito intraprendendo azioni di guerriglia. Haakon tent\u00f2 cos\u00ec di mediare a distanza, invitando i contendenti islandesi ad una conferenza di pace in Norvegia. Sighvatur colse la palla al balzo, col pretesto di esser disposto a trovare un accordo riusc\u00ec ad attirare in trappola \u00d3r\u00e6kja e i pi\u00f9 importanti alleati di Snorri che, ormai sconfitto, ripar\u00f2 presso il re in Norvegia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diventato Sturla l\u2019anima politica dell\u2019Islanda nel 1235, Haakon conferisce anche a lui la carica di vassallo sottoponendogli lo stesso progetto che aveva proposto a Snorri. Sturla dimostr\u00f2 subito il suo animo aggressivo informando gli altri go?ar dell\u2019intento del re e minacci\u00f2 chi intendeva sottrarvisi. Gli altri clan non tardarono ad organizzarsi e a reagire ai propositi di Sturla. E\u2019 in questo contesto che emerge un\u2019altra figura chiave della guerra civile ovvero quella di Gissur \u00deorvaldsson. Questi era favorevole all\u2019annessione dell\u2019Islanda alla Norvegia, ma aveva ben chiaro che se fosse avvenuto sotto la custodia degli Sturlungar, ci\u00f2 avrebbe significato la sottomissione degli altri clan. \u00deorvaldsson un\u00ec cos\u00ec la sua casata degli Haukd\u00e6lir a quella degli \u00c1sbirnings guidati da Kolbeinn il Giovane e con un esercito di 1200 persone si prepar\u00f2 alla resa dei conti con Sturla e Sighvatur. Questi riuscirono a radunare a loro volta un esercito di 1000 persone, lo scontro avvenne presso \u00d6rlygssta\u00f0ir (1238) e verr\u00e0 ricordata come la pi\u00f9 grande battaglia della storia d\u2019Islanda. Ci furono 50 morti, a cui vanno aggiunte cinque esecuzioni per decapitazione decise per vecchie faide (i nomi di questi ultimi sono ricordati nella \u201cSaga degli Sturlungs\u201d), e gli stessi Sturla e Sighvatur perirono sul campo di battaglia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esito della battaglia di \u00d6rlygssta\u00f0ir decret\u00f2 Gissur e Kolbeinn come i nuovi go?ar predominanti. Nel 1241 la famiglia degli Sturlungar sub\u00ec un ulteriore lutto, quello simbolicamente pi\u00f9 pesante: anche Snorri, tornato quell\u2019anno in Islanda, venne ucciso. L\u2019ordine arriv\u00f2 direttamente dalla Norvegia in quanto il celebre poeta si era schierato a favore della congiura, poi fallita, ordita contro re Haakon. Gissur radun\u00f2 cinque suoi fedelissimi e li invi\u00f2 dove si rifugiava Snorri. Nella \u201cSaga degli Sturlungs\u201d l\u2019episodio viene riportato in tutta la sua tragedia:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cDopo ci\u00f2 essi scoprirono dove si nascondeva Snorri e questi entrarono quindi nella sua cantina: Mark\u00fas Mar\u00f0arson, S\u00edmon kn\u00fatur, \u00c1rni beiskur (\u201cil freddo\u201d), \u00deorsteinn Gu\u00f0inason, \u00de\u00f3rarinn \u00c1sgr\u00edmsson. Simon chiese ad \u00c1rni di ucciderlo. \u201cNon dovresti trafiggermi tu?\u201d disse Snorri. \u201cTrafiggiti tu\u201d gli disse Simon. \u201cNon dovresti trafiggermi tu?\u201d disse Snorri. A questo punto \u00c1rni gli sferr\u00f2 un colpo mortale e dopo sia lui che \u00deorsteinn procurarono altre ferite al suo corpo ormai cadavere\u201d.<a href=\"#_edn6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Neppure con la morte di Snorri gli Sturlungs sparirono dal campo di battaglia infatti appena un anno dopo apparse sulla scena un nuovo protagonista: \u00de\u00f3r\u00f0ur Sighvatsson detto Kakali (\u201cil balbuziente\u201d). Fratello di Sturla e figlio di Sighvatur, fino a quel momento era vissuto in Norvegia e il suo ritorno era destinato a creare ulteriore scompiglio fra le carte dell\u2019interminabile partita che si stava rivelando la guerra civile. Fra il 1242 e il 1244 gir\u00f2 l\u2019isola in lungo e in largo per cercare alleati e allestire un esercito con cui sconfiggere coloro che avevano distrutto la sua famiglia. Radunate sufficienti truppe part\u00ec dal Vestfir\u00f0ir (la penisola a forma di mano a nord-ovest dell\u2019isola) per andare a reclamare le terre della sua famiglia nel nord del paese. Per accelerare i tempi fece imbarcare i suoi uomini su tante piccole golette e il caso volle che durante il tragitto si imbatt\u00e9 nella flotta di Kolbeinn \u201cIl Giovane\u201d, per altro maggiore della sua. Le due flotte si scontrarono presso H\u00fanafl\u00f3i in quella che sar\u00e0 l\u2019unica ed epica battaglia navale islandese, ricordata come Fl\u00f3abardagi e tradotta curiosamente come \u201cGuerra del Golfo\u201d. L\u2019arma principale consisteva in semplici pietre e altri oggetti che venivano scagliate da una nave all\u2019altra, tuttavia ci\u00f2 non imped\u00ec a \u00de\u00f3r\u00f0ur di infliggere notevoli perdite fra le fila di Kolbeinn.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kolbeinn mor\u00ec l\u2019anno successivo, suo figlio Brandur Kolbeinsson prese le redini della famiglia \u00c1sbirningar e, come nel 1238, il suo clan decise di fare fronte comune insieme agli Haukd\u00e6lir di Gissur \u00deorvaldsson. Questa volta per\u00f2 si trovarono ad affrontare un esercito organizzato da un brillante condottiero e quando vi fu la resa dei conti con la battaglia di Haugsnes (1246) \u00de\u00f3r\u00f0ur non diede loro scampo. La battaglia di Haugsnes fu la pi\u00f9 cruenta mai combattuta in Islanda, rimasero al suolo pi\u00f9 di 110 guerrieri e fra questi anche Brandur Kolbeinsson. Il nuovo capitolo che si apre dopo questa battaglia vede sparire definitivamente dai protagonisti gli \u00c1sbirningar e il destino dell\u2019Islanda nelle mani di \u00de\u00f3r\u00f0ur Sighvatsson.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00de\u00f3r\u00f0ur Sighvatsson domin\u00f2 incontrastato sull\u2019Islanda per il triennio 1247-1250 ed evit\u00f2 nuovi scontri con Gissur \u00deorvaldsson consapevole che avrebbero provocato le ire di re Haakon. Tuttavia proprio il re lo richiam\u00f2 in Norvegia poich\u00e9 preferiva avere sotto il suo diretto controllo la figura pi\u00f9 importante di quel tumultuoso possedimento. \u00de\u00f3r\u00f0ur vi rimase per sei anni e mor\u00ec poco prima di esser rispedito in patria. Di tutti gli Sturlungar si era dimostrato il pi\u00f9 pragmatico nonch\u00e9 un eccellente condottiero in grado di sconfiggere pi\u00f9 volte in battaglia gli acerrimi nemici della sua famiglia. Dalla sua vendetta per\u00f2 era rimasto fuori Gissur \u00deorvaldsson che venne immediatamente scelto da Haakon per pacificare l\u2019isola e portarla sotto il suo dominio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stava giungendo inesorabile il tramonto dell\u2019era degli Sturlungar e dell\u2019autonomia islandese. Molti degli uomini rimasti fedeli a \u00de\u00f3r\u00f0ur non erano ancora pronti a dimenticare ed accettare il nuovo leader cos\u00ec tentarono un ultimo colpo di mano. Un gruppo di uomini guidati da Eyj\u00f3lfur \u00deorsteinsson , genero di Sturla e nipote di \u00de\u00f3r\u00f0ur, assaltarono ed incendiarono la residenza di Gissur il 22 di ottobre del 1253. Gissur si salv\u00f2 per miracolo, ma nell\u2019assalto perse moglie, figli ed alcuni dei suoi pi\u00f9 preziosi collaboratori. Vennero fatti anche parecchi prigionieri e presto gli uomini di Eyj\u00f3lfur si accorsero che fra questi vi era anche \u00c1rni \u201cIl Freddo\u201d, l\u2019assassino di Snorri Sturluson. Prima di esser giustiziato dimostr\u00f2 ancora una volta il suo ardore, secondo quanto riportato dalla \u201cSaga degli Sturlungs\u201d, apostrofando cos\u00ec i suoi avventori che lo accerchiarono mentre era steso per terra:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u00c1rni Il Freddo \u00e8 qui davanti a voi e non chiede clemenza. Vedo anche che non lontano da me giace un\u2019altra persona che spero di raggiungere presto\u201d<a href=\"#_edn7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Steso vicino a lui infatti giaceva cadavere Hallur Gissurarson, uno dei figli di Gissur. Sull\u2019isola continuarono gli scontri, ma quanto appena descritto fu l\u2019ultimo atto significativo della guerra civile. Gissur non ebbe vita facile a pacificare l\u2019isola e fu pi\u00f9 volte ripreso da un deluso Haakon. Dopo pi\u00f9 di quarant\u2019anni dall\u2019inizio dei contrasti nel 1264 si arriv\u00f2 alla firma dell\u2019accordo che sanciva la fine dell\u2019autonomia islandese. Gissur \u00deorvaldsson era riuscito ad adempiere al suo compito e nella fase finale fu decisivo l\u2019intervento di un emissario speciale, Hallvar\u00f0ur gullsk\u00f3r, inviato dalla Norvegia. Da quel momento gli islandesi avrebbero dovuto pagare tributi alla Norvegia ed in cambio avrebbero ricevuto un nuovo codice di leggi, garanzie per il mantenimento della pace sull\u2019isola e l\u2019apertura di nuovi canali commerciali. I cittadini norvegesi e islandesi avrebbero goduto eguali diritti nell\u2019uno e nell\u2019altro territorio. Era la fine di un\u2019era di scontri epici e sanguinari e l\u2019inizio di una nuova era che, sotto Norvegia prima e Danimarca poi, sarebbe durata fino al 1944.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019importanza della \u201cSaga degli Sturlungs\u201d.<\/em> Si tratta di un insieme di pi\u00f9 saghe che narrano principalmente la storia del clan degli Sturlungs ed \u00e8 stata scritta da pi\u00f9 autori a cavallo fra il \u2018200 e il \u2018300. La storia inizia nel IX secolo narrando del capostipite Geirmundr Heljarskinn, uno dei tanti sovrani locali che scapp\u00f2 in Islanda per fuggire al crescente potere di Harald \u201cBellachioma\u201d. Il tutto si conclude con la sottomissione dell\u2019Islanda alla Norvegia nel 1264.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli inizi della saga hanno una preminenza di contorni epici e la parte strettamente storica inizia nel 1117 con la \u201c\u00deorgils Saga ok Hafli\u00f0a\u201d. Il nocciolo pi\u00f9 importante \u00e8 racchiuso nell\u2019ultimo libro della saga, l\u2019 \u201cIslendinga Saga\u201d che copre il periodo 1183-1264 e di cui autore \u00e8 Sturla \u00de\u00f3r\u00f0arson. L\u2019epilogo della saga non poteva esser vergato da persona pi\u00f9 azzeccata: Sturla \u00e8 infatti figlio di \u00de\u00f3r\u00f0ur Sturluson, il fratello di Snorri, e allievo prediletto del celebre zio da cui apprende l\u2019arte dello \u201csaga-writer\u201d. Gli storici concordano sull\u2019accuratezza e la franchezza con cui Sturla descrive questo delicato periodo storico di cui \u00e8 lui stesso protagonista. Egli aveva combattuto al fianco di suo cugino \u00de\u00f3r\u00f0ur Sighvatsson e, come Giulio Cesare, quando si cita all\u2019interno del racconto parla di se stesso in terza persona.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imparzialit\u00e0 con cui descrive l\u2019Islanda della guerra civile fa della sua opera un\u2019affidabile punto di riferimento per chiunque sia interessato alla storia dell\u2019isola di quel periodo. Quanto scritto sopra \u00e8 per la maggiore dedotto dalle sue pagine. E\u2019 la storia di una famiglia di guerrieri e di poeti che si batte per il dominio sull\u2019isola, che probabilmente non vede di buon occhio le ingerenze dei re norvegesi e che ci consegna sulle pagine della storia la propria drammatica vicenda.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Statua di Snorri Sturluson a Reykjavik<\/strong><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-75\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG3.png\" alt=\"Statua di Snorri Sturluson a Reykjavik\" width=\"209\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG3.png 209w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG3-198x300.png 198w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dal Trattato di Gissur all\u2019Unione di Kalmar <\/em>(1262-1397). Con il Trattato di Gissur (<em>Gissurars\u00e1ttm\u00e1li<\/em>), nel 1262 si chiuse la parentesi dell\u2019autonomia della colonia islandese che era durata per ben tre secoli. Si chiuse pure l\u2019escalation di violenza che aveva portato alla guerra civile, anche se la pacificazione completa dell\u2019isola non fu immediata e negli anni successivi non mancarono i regolamenti di conti. Con questo trattato i vari <em>go\u00f0ar<\/em> si impegnarono ad esser fedeli alla corona norvegese, rimarcando una tendenza dell\u2019epoca che vedeva il rafforzamento delle monarchie feudali mediante l\u2019annessione dei feudi circostanti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa centralizzazione tuttavia non venne accolta con particolare fervore n\u00e9 dalla popolazione n\u00e9 dall\u2019aristocrazia. Questi accettarono la sovranit\u00e0 norvegese con riluttanza nonostante questa fosse stata raggiunta per vie diplomatiche e senza colpo ferire da parte dell\u2019esercito norvegese. Le nuove leggi (che verranno approfondite in seguito) promosse dall\u2019iniziativa legislativa di Magnus IV, detto appunto \u201cIl Legislatore\u201d, miravano a normalizzare il clima di astio che regnava da decenni sull\u2019isola. Indirettamente contribuirono alla limitazione del potere dei vari clan e l\u2019accrescimento di quello del clero locale.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sviluppi non portarono ad una riduzione della stratificazione sociale anche se il declino delle famiglie pi\u00f9 importanti contribu\u00ec alla formazione di un\u2019aristocrazia locale pi\u00f9 eterogenea. Il cambiamento pi\u00f9 significativo per\u00f2 fu quello comportato dalla nuova classe ecclesiastica. All\u2019interno dei propri feudi (che crebbero notevolmente dalla seconda met\u00e0 del XIII secolo in poi) i ministri della chiesa provvedevano all\u2019amministrazione, dettavano legge, erano i beneficiari delle donazioni dei fedeli e delle risorse che ivi venivano prodotte. In breve tempo divennero le persone pi\u00f9 influenti del paese.<a href=\"#_edn8\">[8]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il regno di Magnus IV e la fine della dinastia dei Bellachioma.<\/em> Un anno dopo la firma del Trattato di Gissur Haakon IV mor\u00ec in una battaglia contro gli scozzesi per il controllo delle isole Ebridi. Egli si era distinto per aver sottratto la Norvegia dalla guerra civile che era durata dal 1130 al 1217. A lui succedette Magnus IV il quale \u00e8 riconosciuto per aver governato \u201cpi\u00f9 con la legge che con la spada\u201d. Sul piano della politica internazionale infatti trov\u00f2 un accordo con gli scozzesi per la cessione delle isole Ebridi e dell\u2019isola di Man in cambio di un\u2019ingente quantit\u00e0 di argento. Allo stesso tempo intrattenne buone relazioni con la corona inglese e soprattutto con quella svedese: per la prima volta vennero infatti definiti i confini fra i due regni. Defilando il suo regno da eventuali conflitti riusc\u00ec a concentrarsi sulla politica interna del suo paese che, come si vedr\u00e0 in seguito, sottopose ad una fitta riforma legislativa. Il suo regno si interruppe bruscamente nel 1280 quando si ammal\u00f2 e mor\u00ec nel giro di poche settimane.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la morte di Magnus IV, sparisce dalla scena uno degli ultimi rappresentanti pi\u00f9 carismatici della dinastia dei Bellachioma. Gli succedettero entrambi i figli, Eirik dal 1280 al 1299 e Haakon V dal 1299 al 1319. Essi si schierarono entrambi nelle guerre intestine al Regno di Danimarca che vedevano contrapporsi il re a Stig Andersen Hvide, un ex ministro. Quest\u2019ultimo per cercare di rovesciare il sovrano danese si diede ad atti di pirateria nella zona del Kattegat (la fascia di mare fra Danimarca e Svezia) e fu sostenuto appunto prima da Eirik e poi da Haakon V per interessi legati alla discendenza dei sovrani danesi. Questi contrasti finirono nel 1309 e Haakon V si dedic\u00f2 soprattutto a rinforzare la sua posizione di re nei confronti della nobilt\u00e0 norvegese, da sempre tumultuosa e divisa in fazioni.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla sua morte nel 1319 l\u2019erede designato, suo nipote Magnus, aveva solo tre anni e cos\u00ec la reggenza pass\u00f2 nelle mani di un potente nobile locale, Erling Vidkunsson. Questi di fatto regn\u00f2 incontrastato in Norvegia per lungo tempo poich\u00e9 Magnus era stato scelto anche come re di Svezia e si era preoccupato maggiormente del trono svedese anche quando ebbe raggiunto la maggiore et\u00e0. Sul trono di Norvegia torn\u00f2 ufficialmente un re nel 1343 quando Magnus scelse suo figlio Haakon, anche questi aveva solo tre anni quando venne nominato, ma poi con l\u2019appellativo di Haakon VI regn\u00f2 fino alla sua morte nel 1380. Si occup\u00f2 anch\u2019egli degli affari interni norvegesi, ma fu coinvolto negli scontri contro suo cugino Alberto III di Meclemburgo che aveva estromesso suo pap\u00e0 dal trono svedese. Reclam\u00f2 invano il trono, per\u00f2 grazie al suo matrimonio con Margherita la figlia del re di Danimarca, il suo figlio e successore Olav IV Haakonsson divenne anche re di Danimarca. Questo e altri precedenti matrimoni di interesse costituirono le basi per l\u2019Unione di Kalmar del 1397.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 notare, l\u2019Islanda ha un ruolo del tutto marginale in questo frangente storico. In questo periodo \u00e8 considerata una mera provincia del Regno di Norvegia e il motivo per cui si distingueva era il florido panorama artistico che offriva. Con la morte di Sturla \u00de\u00f3r\u00f0arson nel 1284 finisce l\u2019era delle grandi saghe islandesi, tuttavia gli scaldi islandesi continuarono ad esser molto apprezzati alla corte del Re. Anche l\u2019arte visiva inizi\u00f2 a svilupparsi in maniera originale nell\u2019isola, mescolando elementi della tradizione vichinga con quelli provenienti dal continente.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo benessere aument\u00f2 leggermente in seguito all\u2019occupazione norvegese, principalmente per il perfezionamento negli spostamenti marittimi e l\u2019avvio della pesca allo stoccafisso che abbondava nel mare circostante. Tuttavia la Norvegia deteneva il monopolio del commercio con l\u2019Islanda impedendole di avere contatti con i mercanti di altri paesi. La pesca stessa era molto difficile perch\u00e9 effettuata con strumenti quasi primitivi; nonostante questo molti abitanti delle zone rurali durante l\u2019inverno si stabilivano sulle coste proprio per imbarcarsi sui pescherecci. Nel corso del XIV secolo gli islandesi dovettero far fronte alle eruzioni del vulcano Hekla che nel 1300, nel 1341 e nel 1389 flagellarono la parte sud-occidentale dell\u2019isola.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il dominio danese e la Riforma Protestante\u00a0 (1397-1662).<\/strong> Nel 1397 Margherita I di Danimarca riun\u00ec sotto la stessa corona i regni di Svezia, Norvegia e Danimarca. Si tratt\u00f2 di un\u2019unione politica singolare in quanto gli stati condividevano lo stesso monarca ma mantenevano la propria indipendenza. Ogni regno manteneva le proprie leggi e le proprie istituzioni, mentre al monarca spettava l\u2019iniziativa sulla politica estera. Margherita era riuscita ad unificare le tre corone avendo ereditato sia il regno di Danimarca (dal padre) sia quello di Norvegia (dal marito) e sconfiggendo in battaglia Alberto di Meclemburgo che sedeva sul trono svedese. In questa occasione fu decisivo il ruolo della Lega Anseatica, una potentissima lobby commerciale del mar Baltico. Gli Anseatici inizialmente sostennero Alberto, tedesco, e quindi pi\u00f9 propenso a tutelare gli interessi commerciali della Lega. Dopo che l\u2019esercito di Margherita riusc\u00ec a catturare Alberto la Lega teneva in scacco Stoccolma, ma quando Alberto non riusc\u00ec a sostenere il costo del proprio riscatto gli Anseatici cedettero la citt\u00e0 (e il regno) alla sovrana danese in cambio di garanzie commerciali.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra mossa di Margherita fu quella di nominare suo successore il nipote Eric di Pomerania in quanto imparentato con tutte le vecchie dinastie dei tre regni. Lei si riserv\u00f2 il ruolo di reggente ma di fatto continu\u00f2 ad esercitare il suo diretto controllo sull\u2019Unione. In politica estera mantenne una linea neutrale evitando di coinvolgere l\u2019Unione in pericolosi conflitti. Inoltre oper\u00f2 importanti operazioni volte a rimpolpare le casse del regno danese recuperando terre che erano state sottratte alla corona durante scontri precedenti e convertendo le correnti monete di rame prive di valore con monete d\u2019argento.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla sua morte improvvisa nel 1412 Eric di Pomerania prese a tutti gli effetti le redini dell\u2019Unione. Andando in controtendenza con quanto fatto da Margherita riprese le ostilit\u00e0 con i territori circostanti, in particolare per annettere lo Jutland Meridionale. L\u2019esito della guerra fu a lui sfavorevole e inizi\u00f2 a creare le prime frizioni fra l\u2019Unione e la Svezia che aveva forti interessi in quelle zone. Il 1430 fu un anno catastrofico per Eric poich\u00e9 in Svezia inizi\u00f2 una violenta ribellione sociale di contadini e minatori, i danesi vennero espulsi dal regno e quando pure i nobili danesi iniziarono a rivoltarglisi contro decise di abbandonare il trono.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019allontanamento di Eric di Pomerania inizi\u00f2 una lunga serie di conflitti fra Danimarca e Svezia le cui casate si contendevano il primato dell\u2019Unione, mentre la Norvegia rimase ai margini degli scontri. L\u2019epilogo si ebbe negli anni \u201920 del XVI secolo dopo un\u2019escalation di violenza fra i due regni. Nel 1520 infatti Cristiano II di Danimarca riusc\u00ec a conquistare la Svezia, in seguito alla sua incoronazione seguirono tre giorni di banchetti fin quando il 7 novembre fece convocare molti leader svedesi per una riunione improvvisa. L\u20198 novembre questi furono arrestati di sorpresa e molti di questi furono giustiziati nei due giorni seguenti con l\u2019accusa di eresia. Perirono in questo modo nobili, consiglieri, borgomastri e anche due vescovi. La scelta delle vittime non fu casuale, molti di questi erano i rappresentanti pi\u00f9 autorevoli della fazione contraria alla permanenza della Svezia nell\u2019Unione e vere e proprie liste di proscrizione erano state stilate dall\u2019arcivescovo svedese Gustavus Trolle che invece era fedele alla corona danese.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo atto cruento Cristiano II si era illuso di estendere definitivamente il suo giogo sulla Svezia, in realt\u00e0 fu il principio della fine dell\u2019Unione e del suo regno. La notizia del \u201cbagno di sangue\u201d si diffuse velocemente nel paese che precipit\u00f2 nel caos, presto si organizz\u00f2 un esercito di liberazione sotto la guida del Nobile Gustav Vasa e nel giro di due anni (dal 1521 al 1523) la Svezia fu liberata. L\u20191 settembre 1524 con il Trattato di Malm\u00f6 la Svezia usc\u00ec ufficialmente dall\u2019Unione di Kalmar decretandone quindi la fine. In Svezia fu eletto re Gustav Vasa che regn\u00f2 con il nome di Gustavo I di Svezia; in Danimarca sal\u00ec al trono Federico I e la Norvegia con i suoi relativi possedimenti (Groenlandia, Islanda e Isole F\u00e6r \u00d8er) passarono sotto il diretto controllo della corona danese.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo periodo l\u2019Islanda rimase coinvolta passivamente nei vari passaggi storici che caratterizzano la Scandinavia di quel periodo. Fra il 1402 e il 1404 un\u2019epidemia di peste colp\u00ec l\u2019isola dimezzando la popolazione e questo evento si ripet\u00e9 alla fine del secolo fra il 1494 e il 1495 causando l\u2019isolamento con la madrepatria. Di questa situazione approfittarono gli inglesi che fin dall\u2019inizio del XV secolo iniziarono ad allacciare contatti con l\u2019isola. Essendo la nuova amministrazione danese parecchio inefficiente, il controllo inglese sull\u2019isola si allarg\u00f2 notevolmente tanto da mettere il re d\u2019Inghilterra nella posizione ideale per subentrare ai danesi nel controllo dell\u2019isola. Questo non avvenne poich\u00e9 i regnanti inglesi non volevano deteriorare i rapporti con la corona danese ed inoltre la situazione mut\u00f2 radicalmente nella seconda met\u00e0 del secolo con lo sbarco sulle coste islandesi della Lega Anseatica.<a href=\"#_edn9\">[9]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ricordato in precedenza la Lega Anseatica era una lobby commerciale potentissima che operava soprattutto nel mar Baltico e gestendo i traffici fra Russia, Scandinavia, Polonia e Germania fin dal tardo medioevo. La Lega possedeva scali propri in molti porti dell\u2019Atlantico e del Baltico e la sua influenza era cos\u00ec notevole che riusciva a trattare direttamente ed influenzare la politica delle case regnanti del nord Europa. La sua potenza era invisa alla nobilt\u00e0 sua contemporanea e ci\u00f2, con l\u2019avvento della Riforma Protestante, l\u2019ascesa dei commercianti olandesi e fiamminghi e le lotte intestine che la attanagliavano, ne decreto l\u2019implosione verso la fine del XVII secolo. Tuttavia il suo avvento in Islanda permise al re danese di avvantaggiarsi della rivalit\u00e0 fra i commercianti della Lega e quelli inglesi per consolidare la sua amministrazione dell\u2019isola.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Riforma Protestante<\/em>. Con l\u2019avvento del Luteranesimo nella prima met\u00e0 del XVI secolo si ebbe un risveglio dell\u2019identit\u00e0 islandese in contrapposizione al monarca danese che voleva imporre il nuovo credo. Sul trono danese sedeva infatti Cristiano III il quale, prima di essere incoronato re di Danimarca (1533), aveva viaggiato a lungo per la Germania e non aveva mai fatto mistero della sua simpatia per il movimento portato avanti da Lutero. Con la sua ascesa al trono, in patria incontr\u00f2 la forte opposizione dei potentati locali di fede cattolica e dello stesso consiglio di stato, anch\u2019esso di maggioranza cattolica. Cristiano III risolse questi contrasti soffocandoli nel sangue con un colpo di stato nell\u2019agosto del 1536 grazie all\u2019intervento di truppe mercenarie tedesche. Confisc\u00f2 le propriet\u00e0 dei vescovi danesi ed estese l\u2019ordinanza di conversione anche all\u2019Islanda.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizi\u00f2 ad inviare sull\u2019isola dei suoi ufficiali col compito di prendere il controllo dei monasteri, ma questi venivano attaccati e uccisi. A guidare la rivolta c\u2019era il carismatico vescovo di H\u00f3lar J\u00f3n Arason, un abile diplomatico e padre di numerosi figli nonostante ci\u00f2 fosse vietato dai dettami della Chiesa di Roma. Inizialmente la sua fu una posizione difensiva nei confronti delle truppe danesi, ma quando la pressione danese aument\u00f2 il suo atteggiamento cambi\u00f2 radicalmente e nel 1548 un\u00ec le sue forze a quelle del vescovo \u00d6gmundur di Sk\u00e1lholt. Il supporto dell\u2019altro vescovo islandese tuttavia non fu consistente. Questi, ormai anziano e cieco, abbandon\u00f2 presto la battaglia e fu costretto all\u2019esilio in Danimarca. J\u00f3n Arason non si perse d\u2019animo e cerc\u00f2 di fomentare un primitivo sentimento nazionalista facendo leva sull\u2019offesa che i danesi arrecavano occupando le terre e sulla perdita culturale che avrebbe portato la Riforma. Lo stesso papa Paolo III gli scrisse per incoraggiarlo a resistere contro i luterani, probabilmente ignorando che la battaglia che Arason portava avanti aveva altri connotati oltre quello religioso.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scontri che si svilupparono sull\u2019isola furono notevoli tanto da richiamare il clima della guerra civile, sull\u2019isola infatti era presente anche una fazione filo-danese guidata da Da\u00f0i Gudmundsson. La volont\u00e0 e il fervore di J\u00f3n Arason fu sostenuto anche dai suoi figli illegittimi che lo seguirono in molte battaglie. La loro rivolta si interruppe bruscamente nel 1550 quando caddero in un tranello nel tentativo di catturare il capo della fazione rivale. Arason fu portato dal boia danese insieme a due dei suoi figli con i quali venne decapitato. Il credo luterano fu cos\u00ec imposto all\u2019Islanda, ma la tragica fine del vescovo fece di lui un eroe e il simbolo della lotta contro l\u2019imperialismo danese.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto e il suo epilogo spinsero il re danese a dispiegare il suo esercito sull\u2019isola che, per la prima volta nella sua storia, fu occupata da armate straniere. Agli islandesi fu vietato di portare armi e la schiacciante vittoria militare imped\u00ec il formarsi di una resistenza locale. Il re acquis\u00ec le propriet\u00e0 ed i beni del clero locale cosicch\u00e9 circa met\u00e0 dell\u2019isola fin\u00ec in suo possesso. I possedimenti delle altre terre erano ancora nelle mani delle famiglie benestanti, ma il loro numero era notevolmente ridotto. Inoltre spesso si tende a dimenticare come la \u201ccaccia alle streghe\u201d che imperversava sul continente e portata avanti sia dai tribunali della Chiesa di Roma che da quelli protestanti, in Islanda veniva utilizzata come strumento politico. L\u2019Islanda infatti fu uno dei pochi paesi dove la maggior parte delle persone che vennero mandate al rogo era di sesso maschile.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente alla Riforma Protestante ci fu anche un forte cambiamento culturale. Per celebrare la messa si opt\u00f2 per il danese (cos\u00ec come veniva fatto anche in Norvegia e nelle F\u00e6r \u00d8er). Questo in generale comport\u00f2 una modifica della lingua scritta (e probabilmente anche di quella parlata) che era stata sottoposta all\u2019influenza di quelle scandinave e tedesche. La scrittura di saghe era da lungo tempo in decadenza ed era stata soppiantata dalla composizione di <em>dansar<\/em> ovvero liriche con cui accompagnare la danza. Alcune venivano tradotte dal norvegese e dal danese, altre erano di matrice islandese. Alcune ballate venivano anche composte in maniera pi\u00f9 letteraria, venivano chiamate <em>r\u00edmur <\/em>e la loro tradizione si estese dal XV al XIX secolo. La peculiarit\u00e0 delle <em>r\u00edmur <\/em>islandesi era la ripresa del vocabolario che veniva usato nella poesia scaldica e anche le tematiche epiche spesso erano ricche di soggetti appartenenti alle saghe islandesi. Si iniziarono anche a stampare i primi testi grazie alla prima pressa che era stata importata proprio da J\u00f3n Arason intorno al 1540. Per ben due secoli fu l\u2019unica stampante sull\u2019isola e inizialmente fu utilizzata dal vescovo di H\u00f3lar, Gu\u00f0brandur \u00deorl\u00e1ksson. Questi, oltre che uomo di fede, era anche un uomo di cultura e appassionato di cartografia. Utilizzando la pressa di Arason stamp\u00f2 la prima bibbia in islandese oltrech\u00e9 il codice delle leggi e numerosi altri volumi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ulteriore e importante revisione apportata dai danesi sull\u2019isola fu la disciplina del commercio. Come era successo in precedenza sotto la corona norvegese, anche il re danese decise di ripristinare gradualmente il monopolio. Per prima cosa venne istituita una tassa verso chi veleggiava verso l\u2019Islanda e in seguito inizi\u00f2 anche a vendere delle apposite licenze per poter commerciare con l\u2019isola. Ovviamente ai commercianti danesi erano riconosciute delle agevolazioni, i mercanti tedeschi iniziarono ad abbandonare l\u2019Islanda e cos\u00ec intorno al 1600 il commercio era interamente in mano danese. Alle compagnie che ottenevano le licenze erano affidati dei singoli scali e in generale questo monopolio era in linea con l\u2019idea di favorire la crescente classe capitalista del paese. Inoltre, nonostante il controllo e la regolazione dei prezzi, l\u2019assenza di competizione con commercianti di altre nazioni non giov\u00f2 affatto agli islandesi che poche ricchezze traevano da qualsiasi tipo di commercio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definitiva sottomissione dell\u2019Islanda alla corona danese fu sancita nel 1662 con l\u2019assemblea tenutasi a K\u00f3pavogur dove il vescovo Brynj\u00f3lfur Sveinsson e il legislatore \u00c1rni Oddsson firmarono il documento che\u00a0 abrogava il Trattato di Gissur del 1262. La sottoscrizione del nuovo trattato non avvenne in un clima sereno. Sia Sveinsson che Oddsson erano consapevoli delle conseguenze politiche che implicava e l\u2019atto della firma ebbe luogo in presenza dei soldati del re i quali avevano un ruolo prettamente intimidatorio. Di fatto l\u2019Islanda non godeva pi\u00f9 di pari diritti politici nei confronti della Danimarca.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le grandi catastrofi e l\u2019assolutismo illuminato (1662-1815).<\/strong> Il XVII e il XVIII secolo furono dei momenti estremamente critici per gli islandesi, essi si trovarono a fronteggiare una molteplicit\u00e0 di catastrofi naturali e non.<a href=\"#_edn10\">[10]<\/a> Documentandosi su cosa \u00e8 accorso in questi anni \u00e8 difficile trovare ulteriori disgrazie che non si erano ancora verificate.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra il 4 e il 19 luglio del 1627 una flotta di pirati attacc\u00f2 ripetutamente le coste dell\u2019Austurland (costa est dell\u2019Islanda), la baia di Reykjavik e l\u2019arcipelago del Vestmannaeyjar (costa sud occidentale). Questi erano guidati da un avventuriero e pirata olandese convertito all\u2019Islam di nome Jan Janszoon. I pirati furono guidati fino all\u2019isola da un membro danese dell\u2019equipaggio (composto da persone di differenti nazionalit\u00e0, in maggioranza provenienti dall\u2019Africa settentrionale) con l\u2019obiettivo di rubare del pesce salato e delle pelli. Le incursioni per\u00f2 si trasformarono in una razzia che rimase scolpita negli annali islandesi con il nome di <em>Tyrkjar\u00e1ni\u00f0<\/em> (\u201c<em>rapimenti dei turchi<\/em>\u201d). Furono rapite circa quattrocento persone, chiunque oppose resistenza fu trucidato e durante una loro sortita rinchiusero le persone pi\u00f9 anziane in una chiesa e le diedero fuoco.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Islanda \u00e8 tuttora molto popolare la storia di Gu\u00f0r\u00ed\u00f0ur S\u00edmonard\u00f3ttir, una fra le donne che venne rapita durante questa razzia. Come tutti coloro che erano stati rapiti fu venduta come schiava e concubina in Algeria, ma lei fu fra le poche persone ad esser riscattata dal re danese Cristiano IV. Riusc\u00ec a ritornare sull\u2019isola circa una decade dopo il suo rapimento, ma fu mandata in Danimarca con altri ex schiavi per apprendere nuovamente la propria lingua madre e la religione. Qui conobbe Hallgr\u00edmur P\u00e9tursson il quale, oltre ad essere un pastore protestante, era uno dei poeti islandesi pi\u00f9 famosi del suo periodo. Dopo esser rimasta incinta di lui tornarono insieme in Islanda dove si sposarono, ma il fatto che Gu\u00f0r\u00ed\u00f0ur fosse pi\u00f9 anziana di Hallgr\u00edmur di ben sedici anni non le rese la vita facile.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alle catastrofi che attanagliarono l\u2019Islanda in questo periodo merita menzione la notevole serie di eruzioni che si verific\u00f2 nel \u2018600 e nel \u2018700. Come ricordato nell\u2019introduzione l\u2019Islanda si trova a cavallo fra la dorsale nord americana e quella eurasiatica, lo sfregamento di queste ha provocato un\u2019intensa attivit\u00e0 vulcanica in quel periodo. L\u2019Hekla erutt\u00f2 per ben quattro volte di cui una volta per sette mesi di fila (1693) e un\u2019altra per pi\u00f9 di due anni (1736-1738). Si contano anche le eruzioni dell\u2019 \u00d6r\u00e6fi nel 1727, del Katla (uno dei pi\u00f9 temibili vulcani al mondo) e soprattutto quella disastrosa del Laki nel 1785.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze di queste eruzioni erano tremende non tanto per la distruzione che provocarono nelle zone circostanti, ma per gli effetti devastanti che avevano sui raccolti, sul bestiame e anche sulla pesca dei pesci di acqua dolce. Provocavano quindi disagi all\u2019agricoltura e all\u2019allevamento che spesso si traducevano in lunghe carestie. Un\u2019altra conseguenza delle eruzioni era il fenomeno del <em>j\u00f6kulhlaup <\/em>ovvero le devastanti alluvioni che erano dovute al repentino scioglimento dei ghiacciai dei vulcani.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia l\u2019eruzione del Laki del 1783 fu cos\u00ec terrificante che le ripercussioni si ebbero non solo in Islanda, ma anche in buona parte dell\u2019Europa. Il contatto fra il magma e l\u2019acqua del sottosuolo apr\u00ec una faglia con circa centotrenta crateri. Questi eruttarono 14\u00a0km<sup>3 <\/sup>di lava, le fontane di lava raggiunsero un\u2019altezza compresa fra gli 800 m e i 1400 m e la nube di polveri e gas si innalz\u00f2 fino a 15 km di altezza. Tuttavia l\u2019effetto peggiore che produsse fu un\u2019enorme nube di diossido di zolfo. Questa nube era cos\u00ec estesa che scompens\u00f2 il clima dei due anni seguenti portando un estate caldissima e un inverno molto rigido in tutta Europa, si pensa che influ\u00ec anche sui monsoni indiani (che furono pi\u00f9 deboli) e sulla portata del Nilo (che si ridusse notevolmente). La nube fu portata dai venti verso sud est giungendo in Norvegia e poi estendendosi su tutto il continente da Praga a Parigi passando per la Gran Bretagna. Come si pu\u00f2 ben immaginare le conseguenze per l\u2019Islanda furono tragiche: la popolazione si ridusse di un quarto e il bestiame si dimezz\u00f2, molte persone morirono intossicate ma la maggior parte per\u00ec in seguito alla grave carestia che ne segu\u00ec.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo l\u2019Islanda una terra di contrasti, la furia del fuoco dei vulcani venne combinata al freddo portato da quella che gli studiosi chiamano Piccola Era Glaciale. Questo periodo \u00e8 compreso fra il XIV e il XIX, ma \u00e8 fra il 1650 e il 1850 che si ha il suo massimo riscontro. Vista la latitudine dell\u2019isola questo periodo di gelo si manifest\u00f2 in maniera abbastanza feroce tanto che in alcuni momenti dell\u2019anno l\u2019isola era completamente circondata dai ghiacci e di fatto isolandola dal resto del continente. La Danimarca cess\u00f2 i commerci sia con l\u2019Islanda sia con la Groenlandia, dimenticandosi quasi dei propri possedimenti. Il clima fu cos\u00ec rigido che quando i danesi nel 1722 tornarono in Groenlandia la trovarono disabitata, nessuna delle vecchie colonie era sopravissuta. In Islanda invece nel 1703 si tenne il primo censimento che cont\u00f2 circa 50.300 abitanti ovvero poco pi\u00f9 delle persone che si supponeva abitassero l\u2019isola circa un secolo dopo l\u2019inizio della colonizzazione. Il freddo, il disastro portato dall\u2019eruzione del Laki e l\u2019epidemia di vaiolo che flagell\u00f2 l\u2019Europa e anche l\u2019isola nel corso del XVIII secolo fecero calare ulteriormente la popolazione a 40.600 abitanti nel 1785 ovvero il dato pi\u00f9 basso mai registrato nei censimenti effettuati dal 1703 in poi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Il vulcano Hekla\u00a0 (1488m) coperto dai ghiacci<\/strong><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-76\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG4.png\" alt=\"Il vulcano Hekla (1488m) coperto dai ghiacci\" width=\"236\" height=\"231\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte della popolazione viveva ancora in campagna nelle proprie fattorie, ancora non esistevano veri e propri villaggi, ma solo semplici assembramenti temporanei che si formavano durante la stagione della pesca. Tuttavia in una societ\u00e0 dall\u2019apparenza rurale si stava formando un\u2019identit\u00e0 precisa. Anche gli studiosi danesi e svedesi stavano scoprendo ci\u00f2 che si annidava in questo sperduto angolo del regno di Danimarca. Nell\u2019isola era sita una cultura ben definita e senza eguali, che si era prestata a fare la guardia all\u2019eredit\u00e0 della cultura norrena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dalle riforme danesi al colpo di stato di J\u00f8rgen J\u00f8rgensen.<\/em> Il XVIII secolo per l\u2019Islanda \u00e8 un periodo di passaggio. Nel momento in cui gli islandesi si trovarono a far fronte alla serie di catastrofi di cui si \u00e8 prima parlato, la Danimarca inizi\u00f2 una serie di riforme sul piano dell\u2019educazione scolastica, della burocrazia e anche del commercio. Sull\u2019isola non erano ancora presenti n\u00e9 scuole elementari n\u00e9 figure professionali che potessero fungere da insegnanti. L\u2019insegnamento era ancora affidato al clero locale che girava le fattorie, tuttavia l\u2019afflusso di testi stampati inizi\u00f2 a facilitare l\u2019educazione dei giovani isolani. Lo stesso livello di preparazione del clero era notevolmente migliorato ed un sempre maggior numero di studenti islandesi frequentava l\u2019Universit\u00e0 di Copenhagen, la quale formava la nuova classe amministrativa del paese.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pari passo infatti la struttura della burocrazia danese si svilupp\u00f2 e si radic\u00f2 maggiormente in tutto il regno. L\u2019ideale, influenzato dal mercantilismo e dall\u2019illuminismo del tempo, era di sviluppare un governo dei vari possedimenti di tipo paternalistico che avrebbe portato maggiore ricchezza. Ci\u00f2 ebbe ripercussioni anche sul piano economico e dei commerci infatti l\u2019amministrazione dell\u2019isola si impegn\u00f2 per ricevere maggiori contributi ed abolire il monopolio commerciale, cosa che avvenne nel 1787.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito alle catastrofi accorse in quegli anni la colonia islandese sembrava quasi sul punto di dover soccombere invece, grazie anche a questa ondata di riforme inizi\u00f2 un periodo di ripresa. Il motore per\u00f2 era sempre la filosofia illuminata che prevaleva in Danimarca in quei tempi. Altre iniziative significative furono l\u2019unione delle due diocesi di Sk\u00e1lholt e H\u00f3lar nella singola diocesi di Reykjavik. Proprio Reykjavik fu il primo centro islandese che si pot\u00e9 iniziare a definire come citt\u00e0, in poco tempo era diventato anche la sede dell\u2019amministrazione. Ivi furono trasferite anche le nuove istituzioni giuridiche e ci\u00f2 signific\u00f2 la chiusura dell\u2019Al\u00feingi a \u00deingvellir che ne era stato la sede dal 930 fino al 1799.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene queste riforme costituissero una novit\u00e0 notevole, non sortirono immediatamente grandi vantaggi per l\u2019isola. Ad esempio la revoca del monopolio non port\u00f2 grandi stimoli all\u2019economia islandese in quanto la libert\u00e0 di commercio era ancora molto limitata. Inoltre il destino dell\u2019Islanda era sempre legato a doppia mandata a quello della Danimarca la quale, all\u2019inizio del 1800 attravers\u00f2 una congiuntura storica decisamente sfavorevole.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Regno di Danimarca-Norvegia opt\u00f2 per mantenere una neutralit\u00e0 armata nei confronti della guerra che era in atto fra la Gran Bretagna e le armate napoleoniche. Le continue vittorie di quest\u2019ultimo e la paura che, se la Danimarca fosse entrata in guerra, la Gran Bretagna si sarebbe trovata fra due fuochi spinsero gli inglesi ad un\u2019azione intimidatoria nei confronti dei danesi. Non solo, buona parte dei rifornimenti per Napoleone arrivavano proprio dai paesi scandinavi, motivo per cui lo schieramento della Danimarca diventava decisivo. Il 2 aprile 1801, dopo inutili trattative diplomatiche, la flotta britannica si schier\u00f2 davanti al porto di Copenhagen per quella che doveva essere una semplice dimostrazione di forza. Dopo alcune scaramucce per\u00f2 l\u2019ammiraglio Horatio Nelson prese l\u2019iniziativa, sbaragli\u00f2 la flotta danese e cannoneggi\u00f2 la citt\u00e0 offrendo poi la resa agli avversari.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fu solo il primo atto dei contrasti fra le due potenze, infatti segu\u00ec un secondo attacco alla capitale danese nell\u2019agosto 1807. Anche in questa circostanza gli inglesi temevano le mire della Francia sulla Danimarca, il cui schieramento era decisivo sia per i traffici inglesi nel mar Baltico sia per i contatti con gli alleati svedesi. Dopo che la Danimarca si rifiut\u00f2 di stringere alleanza con la Gran Bretagna, questa decise di distruggerle la flotta per impedire che finisse nelle mani di Napoleone. Le forze del Duca di Wellington sbaragliarono in breve tempo quelle danesi e circondarono Copenhagen. Dopo che i danesi rifiutarono la resa la flotta inglese bombard\u00f2 la citt\u00e0 per tre giorni di fila impossessandosi di tutta la flotta nemica.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo momento per la Danimarca fu molto pi\u00f9 difficile controllare i traffici con l\u2019Islanda la quale a sua volta pag\u00f2 con un crollo delle importazioni. L\u2019isola rimaneva cos\u00ec pressoch\u00e9 indifesa e alla merc\u00e9 degli inglesi i quali, per la seconda volta nella storia, evitarono di sottomettere l\u2019Islanda al proprio dominio onde evitare ulteriori attriti con la corona danese. Non solo, si occuparono anche di minare un colpo di stato che era riuscito ad un avventuriero danese di nome J\u00f8rgen J\u00f8rgensen. Questi era sbarcato in Islanda con una nave mercantile inglese e, dopo che gli fu impedito di fare affari a causa del conflitto in atto fra Gran Bretagna e Danimarca, decise di arrestare il governatore danese dell\u2019isola con l\u2019aiuto dell\u2019equipaggio autonominandosi \u201cProtettore\u201d. Dichiar\u00f2 l\u2019indipendenza dell\u2019Islanda e promise di riaprire l\u2019Al\u00feingi per permettere agli islandesi di governarsi autonomamente. La sua idea era quella di dar vita ad una societ\u00e0 liberale secondo i venti rivoluzionari che stavano spirando in quel periodo. Tuttavia la sua iniziativa dur\u00f2 solo due mesi dopodich\u00e9 fu arrestato dagli inglesi.<a href=\"#_edn11\">[11]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il Trattato di Kiel, stipulato il 14 gennaio 1814, la Svezia che era uscita dalle guerre napoleoniche sul carro del vincitore riusc\u00ec ad ottenere la Norvegia da parte della Danimarca che invece faceva parte degli sconfitti. In Norvegia ci fu un tentativo per ottenere l\u2019indipendenza (sostenuto clandestinamente dalla Danimarca), ma la Svezia riusc\u00ec a spuntarla imponendo il proprio sovrano. Durante la stesura del trattato gli ex possedimenti della Norvegia non vennero comprese nell\u2019accordo, ragion per cui l\u2019Islanda continu\u00f2 a restare sotto la corona danese.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Federico VI di Danimarca, re dal 1808 al 1839<\/strong><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-77\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG5.png\" alt=\"Federico VI di Danimarca, re dal 1808 al 1839\" width=\"144\" height=\"231\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cammino verso l\u2019indipendenza e le due guerre\u00a0 (1815-1944).<\/strong> La prima met\u00e0 del XIX secolo vide in Europa l\u2019affermarsi del romanticismo, dei movimenti liberali e l\u2019ascesa dei nazionalismi. Lo stato nazionale era visto come l\u2019unica vera forma di forum per la politica e il governo. Anche la Danimarca fu inclusa in questo processo, ma agli islandesi riusciva difficile identificarsi con il nazionalismo danese. Uno sparuto gruppo di intellettuali inizi\u00f2 a fomentare la convinzione che l\u2019Islanda doveva godere di una propria autonomia e di proprie istituzioni.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo passo verso il costituzionalismo danese fu la creazione di istanze elettive che fungessero da corpo consultivo. In un primo momento agli islandesi erano stati attribuiti alcuni seggi all\u2019interno dell\u2019assemblea danese, tuttavia nel 1845 si decise di riaprire l\u2019Al\u00feingi e di situarlo a Reykjavik. Anche se ci furono dei reclami affinch\u00e9 fosse ripristinata l\u2019assemblea che si riuniva a \u00deingvellir, questo passo costitu\u00ec la pietra miliare verso un governo autonomo e democratico dell\u2019Islanda. Questa concessione da parte dei danesi pu\u00f2 essere letta in due modi. In primo luogo, i danesi ritenevano pi\u00f9 conveniente discutere dei propri affari interni senza dover interagire con rappresentanti islandesi. In secondo luogo, in Danimarca si aveva un romantico rispetto della secolare cultura islandese e non a torto l\u2019isola era ritenuta il gioiello appuntato sulla corona del regno.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben presto la voce dell\u2019autonomia islandese venne identificata in un giovane storico e filologo di nome J\u00f3n Sigur\u00f0sson. Nel 1848 in Danimarca con la <em>Grundlov<\/em> si abol\u00ec l\u2019assolutismo e si introdusse un nuovo sistema bicamerale limitando notevolmente i poteri del re. Tuttavia Sigur\u00f0sson si opponeva all\u2019estensione della nuova legge all\u2019Islanda perch\u00e9 puntava su un altro principio che raccolse subito molto entusiasmo nel suo paese: l\u2019abolizione del Trattato di K\u00f3pavogur del 1662 e il ripristino del trattato di Gissur. Di fatto significava il riconoscimento del legame con la corona danese, ma non con il popolo danese e quindi il riconoscimento di un\u2019entit\u00e0 islandese a s\u00e9 stante. Nello stesso tempo formul\u00f2 delle idee per costituire una base istituzionale islandese in modo da limitare il controllo danese, ma durante l\u2019assemblea costituzionale (<em>\u00dej\u00f3\u00f0fundur<\/em>) tenutasi in Islanda nel 1851 le sue posizioni furono fortemente osteggiate dai rappresentanti danesi che erano disposti a concedere solo un\u2019autonomia molto limitata.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fu l\u2019inizio della \u201cbattaglia per l\u2019indipendenza\u201d (cos\u00ec definita dagli islandesi), ma che tuttavia non prevedeva nessuna forma di violenza e disubbidienza civile. I contrasti politici fra Islanda e Danimarca furono molto sostanziosi e provocarono lo slittamento di molte riforme. Nonostante questo nel 1855 cadde\u00a0 definitivamente il monopolio danese e l\u2019Islanda era libera di poter commerciare con tutti gli altri paesi. Nel 1857 venne anche adottata la legge che disciplinava l\u2019elezione dei rappresentanti islandesi. Un importante compromesso si raggiunse nel 1874 quando, nella ricorrenza del millennio della colonizzazione dell\u2019isola, il re danese concesse come \u201cregalo personale\u201d una costituzione scritta e maggiore autonomia. Il controllo su alcune materie\u00a0 tornava nelle mani dell\u2019Al\u00feingi, tuttavia il controllo sugli affari interni restava nelle mani di un ministero danese che poteva esercitare il potere di veto. Un successo che venne ottenuto nel 1901 fu quello di trasferire il ministero che si occupava degli affari islandesi da Copenhagen all\u2019isola.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune riforme avvennero di pari passo con ci\u00f2 che avveniva in Danimarca dove il Rigsdag andava sempre pi\u00f9 limitando il potere regio. Quando il re accett\u00f2 il principio della legge parlamentare e deleg\u00f2 il partito di maggioranza a formare un governo, ci\u00f2 ebbe da applicarsi alla stessa Islanda. La scelta del ministro degli affari islandesi spettava cos\u00ec all\u2019Al\u00feingi e nel 1904 Hannes Hafstein, politico e poeta, divenne il primo Primo Ministro Islandese. I passi da compiere per ultimare il cammino verso l\u2019indipendenza erano sempre meno e anche sul piano economico l\u2019Islanda stava raggiungendo una propria autonomia. La rivoluzione industriale unita alla fine del monopolio danese avevano contribuito ad uno sviluppo economico notevole dell\u2019isola che si basava soprattutto sull\u2019esportazione dei prodotti derivanti dalla pesca e dall\u2019allevamento di ovini.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avvento della Grande Guerra l\u2019Islanda cadde nuovamente sotto l\u2019influenza britannica anche grazie all\u2019inconsistenza militare danese che infatti si era dichiarata neutrale. Gli inglesi avevano interesse per le esportazioni islandesi e la peculiarit\u00e0 di questo rapporto \u00e8 che trattavano direttamente con le autorit\u00e0 islandesi bypassando quelle danesi. Con i negoziati del 1918 la Danimarca riconosce la sovranit\u00e0 islandese sull\u2019isola e l\u2019accordo che venne stilato prevedeva la possibilit\u00e0 di terminare il rapporto con la corona danese dopo 25 anni dalla firma dello stesso, previo referendum (che doveva raggiungere un quorum ed ottenere una maggioranza qualificata molto elevati).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avvento degli anni \u201920 vi fu un ulteriore sviluppo della flotta di pescherecci a discapito dell\u2019industria, l\u2019agricoltura occupava ancora una parte rilevante dell\u2019economia e teneva banco l\u2019introduzione della corona islandese (1918) che tuttavia si stentava a tener agganciata alla corona danese. L\u2019avvento della Grande Depressione fu molto sentito dall\u2019economia islandese, essendo questa basata quasi esclusivamente sulle esportazioni. Non solo, la Guerra Civile spagnola rese inaccessibile il pi\u00f9 grande mercato per il pesce salato, ragion per cui la crisi in Islanda si protrasse fino alla soglia degli anni \u201940 e impegn\u00f2 le neonate amministrazioni islandesi a fronteggiare un tasso di disoccupazione elevato.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda guerra mondiale fu decisiva per l\u2019indipendenza islandese. La Germania occup\u00f2 la Danimarca il 9 aprile 1940 nonostante questa avesse dichiarato la propria neutralit\u00e0, di fatto cessarono i rapporti con l\u2019Islanda che nel frattempo era diventata un avamposto per le truppe alleate. L\u2019Al\u00feingi inizi\u00f2 ad elaborare una nuova costituzione e la presenza di inglesi e americani gioc\u00f2 anch\u2019essa un ruolo fondamentale per il raggiungimento dell\u2019indipendenza. Questi infatti si impegnarono nella promozione del riconoscimento internazionale dell\u2019isola che nel frattempo aveva sostenuto il referendum previsto dal trattato del 1918. Pass\u00f2 con maggioranza schiacciante e il 17 giugno 1944, anniversario della nascita di J\u00f3n Sigur\u00f0sson, a \u00deingvellir venne ratificata davanti agli occhi di quasi tutti gli islandesi la nuova costituzione che sanciva in maniera definitiva l\u2019indipendenza dell\u2019isola. Era appena nata una delle pi\u00f9 piccole democrazie del panorama internazionale, ma che tuttavia poteva gi\u00e0 contare su una forte identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Repubblica d\u2019Islanda e il nuovo millennio (1944-2009).<\/strong> Con la fine della seconda guerra mondiale e l\u2019inizio della guerra fredda l\u2019Islanda fin\u00ec nella sfera d\u2019influenza occidentale grazie anche al forte legame che era nato con le forze alleate negli anni precedenti. L\u2019Islanda fu fra i paesi beneficiari del piano Marshall (sebbene non fosse stata toccata dal conflitto) e partecip\u00f2 all\u2019atto di fondazione della NATO. L\u2019Islanda per\u00f2 continuava ad essere uno stato sprovvisto di forze armate e l\u2019apertura della base NATO di Keflav\u00eck fu il motivo di un aspro confronto politico che dur\u00f2 molti anni. L\u2019importanza strategica di questa base, mediante la quale si potevano controllare tutti i transiti del Nord Atlantico, era irrinunciabile per gli Stati Uniti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo la guerra aveva portato un benessere inusitato all\u2019isola e aveva raggiunto standard di benessere fra i pi\u00f9 alti dell\u2019occidente. Venne cos\u00ec avviato un programma per consolidare questo status con rilevanti interventi pubblici e il potenziamento della flotta da pesca. Proprio la pesca, che copriva una grande percentuale del PIL dell\u2019isola, fu il motivo di ripetuti contrasti con la Gran Bretagna. Fra gli anni \u201950 e gli anni \u201970 ci furono le cosiddette \u201cguerre del merluzzo\u201d che coincisero con ogni decisione dell\u2019Islanda di estendere le miglia dalla costa entro le quali aveva il diritto di pesca. Il momento di maggior attrito ci fu nel 1975 quando gli islandesi decisero di estendere tale limite dalle 50 alle 200 miglia nautiche. La Gran Bretagna si rifiut\u00f2 di accettare tale limite e continu\u00f2 a pescare entro i confini islandesi che risposero schierando la propria guardia costiera. Gli inglesi decisero allora di far intervenire una ventina di sue fregate per proteggere la pesca dei propri pescherecci, ci furono anche alcune scaramucce che portarono allo speronamento di qualche nave ma al massimo ci fu solo qualche ferito. La questione si risolse quando l\u2019Islanda minacci\u00f2 di far chiudere la base NATO di Keflav\u00eck al ch\u00e9 gli inglesi accettarono di rispettare il limite delle 200 miglia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo la politica del paese era mirata a ridurre la propria dipendenza dall\u2019esportazione di pesce. Si iniziarono cos\u00ec a diversificare le esportazioni puntando sull\u2019industria e investendo sulle molteplici fonti di energia alternativa che l\u2019isola offriva, anche con l\u2019istituzione della Landsvirkjun, la compagnia nazionale per l\u2019elettricit\u00e0. Con gli anni \u201970, come sul resto del continente, c\u2019\u00e8 un forte sviluppo di ideologie di sinistra che portano a manifestazioni contro la guerra in Vietnam, contro la NATO e di conseguenza contro la permanenza della base di Keflav\u00eck.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1980 avviene un fatto politicamente molto significativo infatti alle elezioni presidenziali viene eletta Vigd\u00eds Finnbogad\u00f3ttir che diventa la prima donna al mondo a diventare capo di stato. Rester\u00e0 in carica per ben quattro mandati e, sebbene il ruolo di presidente non comporti importanti prerogative politiche, Vigd\u00eds si \u00e8 impegnata a fondo per la promozione del suo paese nel mondo. Negli anni \u201980 e \u201990 continua il processo di diversificazione economica dell\u2019isola che procede nonostante periodi di recessione e altri di forte inflazione. Il settore energetico diventa sempre pi\u00f9 strategico per l\u2019economia islandese, il turismo e il settore finanziario iniziano a prendere campo mentre non sortiscono gli effetti sperati i tentativi di avviare l\u2019allevamento dei pesci. L\u2019industria paga il dazio all\u2019instabilit\u00e0 del sistema bancario islandese, ma con l\u2019avvento del nuovo millennio l\u2019Islanda diventa un centro di una speculazione finanziaria formidabile. Il simbolo di questa scalata nell\u2019olimpo della finanza \u00e8 rappresentato dall\u2019acquisizione dei centri commerciali \u201cMagasin du Nord\u201d e \u201cHotel d\u2019Angleterre\u201d di Copenhagen e quindi propriet\u00e0 appartenute agli ex colonizzatori danesi.<a href=\"#_edn12\">[12]<\/a> Tuttavia si \u00e8 trattato di un\u2019illusione di breve durata, con l\u2019avvento della recessione che ha colpito l\u2019economia globale a fine 2008 l\u2019Islanda \u00e8 stata il primo paese a capitolare. In tutti i mesi successivi sono seguite proteste e manifestazioni contro la precariet\u00e0 dell\u2019azione del governo, comportandone la caduta. Con le elezioni (anticipate di due anni) tenutesi il 25 aprile 2009 \u00e8 stato formato un nuovo governo composto dai Socialdemocratici e dai Verdi e guidato da J\u00f3hanna Sigur\u00f0ard\u00f3ttir. Per la prima volta dopo 18 anni il Partito dell\u2019Indipendenza, formazione di centrodestra, non entra nella coalizione di governo, inoltre J\u00f3hanna Sigur\u00f0ard\u00f3ttir diviene il primo capo di governo dichiaratamente omosessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Il Primo Ministro J\u00f3hanna Sigur\u00f0ard\u00f3ttir<\/strong><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-78\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG6.png\" alt=\"Il Primo Ministro J\u00f3hanna Sigur\u00f0ard\u00f3ttir\" width=\"296\" height=\"231\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Attualmente il paese sta ancora pagando dazio alla recessione globale. Una novit\u00e0 positiva che la crisi ha portato per l\u2019Islanda \u00e8 stato l\u2019avvio dei negoziati di ammissione all\u2019Unione Europea, novit\u00e0 che se andr\u00e0 in porto, render\u00e0 l\u2019isola pi\u00f9 vicina al continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Veduta della baia di Reykjavik<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-79\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG7.png\" alt=\"Veduta della baia di Reykjavik\" width=\"265\" height=\"231\" \/><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">L\u2019ORGANIZZAZIONE ISTITUZIONALE NEL CORSO DEI SECOLI<\/h2>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli albori: il libero stato islandese\u00a0 (930-1262).<\/strong> Le informazioni principali sulla colonizzazione dell\u2019Islanda, per quanto riguarda fatti luoghi e tempi, sono contenute nell\u2019\u00cdslendingab\u00f3k e nel Landn\u00e1mab\u00f3k. Del primo si \u00e8 gi\u00e0 parlato nella parte relativa alla storia del paese, ma anche quest\u2019ultimo \u00e8 di fondamentale importanza per l\u2019oggetto della tesi vista la consistenza di informazioni dettagliate che contiene.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questo libro ne esistono tre versioni, la prima e la pi\u00f9 affidabile viene attribuita a Sturla \u00de\u00f3r\u00f0arson ed \u00e8 curioso notare che, quando si parla del principio della societ\u00e0 islandese, si finisca sempre per imbattersi in qualche membro della famiglia degli Sturlungs. Sturla infatti \u00e8 figlio di \u00de\u00f3r\u00f0ur Sturluson e quindi nipote di Snorri Sturluson, del quale era uno degli allievi prediletti. Sturla nasce nel 1214 e muore nel 1284 per cui i fatti di cui parla risalgono a circa cinque generazioni precedenti la sua. Bench\u00e9 non disponga di dati di prima mano e la maggior parte delle informazioni da lui raccolte fossero state tramandate oralmente, i fatti di cui parla sono ritenuti affidabili dagli studiosi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Landn\u00e1mab\u00f3k vengono citati oltre 1.400 insediamenti e pi\u00f9 di 3.000 nomi di persone, fra i quali quelli dei primi 435 coloni che popolarono l\u2019isola. I primi si stabilirono soprattutto nella parte sud occidentale e settentrionale del paese e nel giro di pochi decenni arrivarono altri esuli, soprattutto dalla Norvegia. Questi colonizzarono le rimanenti parti abitabili del paese che erano site nella fascia costiera dell\u2019isola. Nel corso dell\u2019 \u201cEt\u00e0 della Colonizzazione\u201d (874-930) si stima che la popolazione arriv\u00f2 ad essere compresa fra le 15.000 e le 20.000 persone. Sebbene i coloni fossero sparsi lungo le coste dell\u2019isola e non esistevano veri e propri villaggi nacque ben presto l\u2019esigenza di darsi un\u2019organizzazione politica e soprattutto giudiziaria.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La societ\u00e0 islandese e la figura del go\u00f0i.<\/strong> La struttura e l\u2019ordinamento della societ\u00e0 islandese nei suoi primi tre secoli di vita rappresentava un modello originale nel panorama del medioevo europeo. Essa era costituita da numerosi clan detti <em>go\u00f0or\u00f0<\/em> alla cui testa vi era il <em>go\u00f0i<\/em> (<em>go\u00f0ar<\/em> al plurale). Questi doveva tutelare i vassalli a lui fedeli, dirimere le controversie fra di loro ed applicare le decisioni che venivano prese dai vari tribunali. La peculiarit\u00e0 di questo modello \u00e8 che il clan non era distribuito secondo dei canoni geografici, ma si trattava di un gruppo di pi\u00f9 persone che decideva di affidarsi a questo o a quel <em>go\u00f0i<\/em>. Ai vassalli era consentito passare da un clan all\u2019altro, se ci\u00f2 era possibile sulla carta nella realt\u00e0 poteva comportare faide e rappresaglie.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dignit\u00e0 del <em>go\u00f0i<\/em> spesso risaliva alla collocazione che si aveva in madrepatria. Chi in Norvegia aveva nobili origini poteva essere un potenziale <em>go\u00f0i<\/em>, chi invece era contadino spesso era destinato a rimanere tale. La carica di <em>go\u00f0i<\/em> tuttavia non era semplicemente ereditabile, essa dipendeva da come un soggetto riusciva a farsi largo nella societ\u00e0 accumulando onore, prestigio e autorevolezza. Inoltre non era neppure elettiva, non era possibile ad esempio per un gruppo di vassalli riunirsi e nominare fra di loro un <em>go\u00f0i<\/em>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso le antiche popolazioni norrene il <em>go\u00f0i<\/em> era colui che officiava i riti pagani, il termine <em>go\u00f0i<\/em> infatti deriva da <em>\u201cgo\u00f0\u201d<\/em> che significa <em>\u201cdio\u201d.<\/em> In Islanda per\u00f2 queste persone venivano chiamate <em>\u201chofgo\u00f0i\u201d<\/em> (dove <em>\u201chof\u201d<\/em> significa <em>\u201ctempio\u201d<\/em>). Probabilmente per indicare i capi-clan si mantenne il termine <em>go\u00f0i<\/em> per conferire a questa figura una sorta di aurea ultraterrena, che ne giustificasse la superiorit\u00e0 e il fatto che i vassalli e la popolazione di ceto inferiore ne accettassero l\u2019autorit\u00e0. <a href=\"#_edn13\">[13]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si intuisce che la societ\u00e0 islandese era stratificata in diversi ceti, i quali spesso erano stati \u201cimportati\u201d dalla Norvegia. Non esistevano blocchi fra una classe all\u2019altra e il salto di qualit\u00e0 dipendeva dall\u2019intraprendenza del colono, ad esempio chi pass\u00f2 dal coltivare la terra ai commerci pot\u00e9 aumentare la propria ricchezza e con questa scalare posizioni nella piramide sociale. Tuttavia era difficile riuscire ad intaccare le posizioni pi\u00f9 altolocate poich\u00e9 era anche necessario dimostrare l\u2019importanza delle proprie origini in quanto nobili in madrepatria o discendenti dei primi colonizzatori. La stessa classe clericale che si form\u00f2 a partire dall\u2019XI secolo, essendo strettamente connessa con le famiglie dei <em>go\u00f0i<\/em>, non permetteva di compiere grandi salti nella scala del benessere.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando nel 930 si decise di fondare un\u2019assemblea permanente fu spontaneo che fosse composta dai vari go\u00f0ar. Essi erano i punti di riferimento per ogni tipo di attivit\u00e0 che si svolgeva sull\u2019isola e di conseguenza le decisioni dovevano dipendere da loro. Poich\u00e9 i soli go\u00f0ar avevano nelle loro mani tale potere decisionale, ci\u00f2 conferiva a questa struttura una connotazione oligarchica. Tuttavia, essendo i go\u00f0ar dei rappresentanti della popolazione e rappresentandola all\u2019interno di una camera inter pares, ha fatto s\u00ec che questo modello sia stato considerato, non unanimemente, il primo esempio di parlamento risalente all\u2019Alto Medioevo: l\u2019Al\u00feingi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><strong>L\u2019importanza dell\u2019onore.<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando i tavoli furono imbanditi, Ofeig pos\u00f2 il suo pugno sul tavolo e disse:<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cGudmund, quanto ti sembra grosso questo pugno?\u201d<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cBello grosso\u201d rispose.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cPensi che ci sia un po\u2019 di forza dentro questo?\u201d domand\u00f2 Ofeig.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cSicuramente\u201d disse Gudmund.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cPensi che potrebbe far male?\u201d chiese nuovamente Ofeig.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cSi, molto male\u201d replic\u00f2 Gudmund.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cSecondo te cosa potrebbe riuscire a fare?\u201d continu\u00f2 Ofeig<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cRompere ossa o anche sferrare un colpo mortale\u201d rispose Gudmund.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cPensi che una fine simile possa interessarti?\u201d insistette Ofeig.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cAssolutamente no, non la sceglierei per niente\u201d disse Gudmund.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ofeig disse: \u201cBene, allora non sederti al mio posto\u201d.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCome desideri\u201d disse Gudmund, e si sedette al suo fianco.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I presenti ebbero l\u2019impressione che Ofeig non volesse rinunciare al posto d\u2019onore,<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>che da un po\u2019 di tempo stava occupando.<a href=\"#_edn14\"><strong>[14]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019episodio \u00e8 racchiuso nella Lj\u00f2svetninga Saga e narra di una festa organizzata da uno dei vassalli di Gudmund a cui partecipa anche Ofeig, il quale da tempo era la figura preminente della zona. Quando tutti gli ospiti si erano accomodati a tavola, Gudmund si era seduto nel posto pi\u00f9 in vista provocando la reazione di Ofeig.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo episodio \u00e8 un esempio per comprendere meglio il concetto di onore e le relative ripercussioni in campo sociale che il conferimento di questo aveva. Essere persone dotate di onore ed avere autorevolezza sufficiente per esercitare il proprio potere comportava una sorta di sfida permanente per non perdere questo status e, possibilmente, per accrescerlo. La conseguenza di ci\u00f2 fu una societ\u00e0 che definire litigiosa \u00e8 un puro eufemismo. Come ricordato in precedenza faide e delitti d\u2019onore erano all\u2019ordine del giorno, la creazione di istanze giudiziarie era necessaria non solo per dirimere le controversie, ma era di vitale importanza per l\u2019esistenza stessa della societ\u00e0 islandese. Per una societ\u00e0 afflitta da continui scontri interni, l\u2019assenza di organismi giudiziari avrebbe comportato una rapida autodistruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>L\u2019Al\u00feingi e i tribunali giudiziari.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Al\u00feingi<a href=\"#_edn15\">[15]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-80\" style=\"vertical-align: top;\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/althingi.jpg\" alt=\"L\u2019Al\u00feingi e i tribunali giudiziari\" width=\"571\" height=\"738\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/althingi.jpg 571w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/althingi-232x300.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019organizzazione della nuova colonia \u00e8 stata fortemente influenzata dal bagaglio sociale e culturale che si portavano appresso coloro che vi immigravano. Gli studiosi hanno ragione di credere che il modello di governance che venne creato durante l\u2019Icelandic Commonwealth fu fortemente ispirato a quello dell\u2019antica societ\u00e0 norrena.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pietra miliare di questo ordinamento \u00e8 la costituzione di un\u2019assemblea per tutta l\u2019Islanda, <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019Al\u00feingi,<\/span> che si riuniva per due settimane all\u2019anno a partire dal solstizio d\u2019estate a \u00deingvellir nel sud ovest del paese. Un secondo passo che venne compiuto fu quello di suddividere l\u2019isola in quattro quadranti, uno per punto cardinale, per il quale erano previste tre assemblee locali. Per il quadrante del nord ne furono previste quattro sia in quanto era il pi\u00f9 popolato sia per rimarcare la sua importanza storica essendo quello di colonizzazione pi\u00f9 antica. Queste assemblee locali, chiamate <span style=\"text-decoration: underline;\">Var\u00feings<\/span> (<em>assemblea di primavera<\/em>), si riunivano per l\u2019appunto durante la primavera per occuparsi delle dispute fra i coloni e delle questioni amministrative. Ogni assemblea era presieduta da tre capiclan locali i quali conducevano i lavori e sceglievano chi doveva occuparsi di giudicare le varie controversie. Ogni capofamiglia che prendeva parte alla seduta doveva dichiarare a quale dei tre capoclan faceva riferimento, in questo modo si instaurava una sorta di rapporto di vassallaggio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi erano anche altri raduni di natura formale. Ad esempio due settimane dopo la riunione dell\u2019 Al\u00feingi venivano convocate delle assemblee locali chiamate <span style=\"text-decoration: underline;\">Haust\u00feing<\/span> (<em>assemblea d\u2019autunno<\/em>) durante le quali venivano annunciate le decisioni prese in occorrenza dell\u2019Al\u00feingi e stilato il calendario per gli eventi dell\u2019anno successivo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <span style=\"text-decoration: underline;\">Corti dei Quadranti<\/span> (<em>Fj\u00f3r\u00f0ungsd\u00f3mur<\/em>) vennero istituite verso il 965 e servivano come prima istanza per giudicare le dispute ed i problemi che coinvolgevano soggetti afferenti a Var\u00feings diversi. Potevano anche rimpiazzare la funzione dei Var\u00feings\u00a0 quando questi non riuscivano ad esprimersi su una determinata questione. Essi erano composti da trentasei delegati, ovvero da dodici persone di fiducia per ogni capoclan. Le decisioni potevano esser prese solo con una maggioranza di trentun delegati su un totale di trentasei. E\u2019 importante ricordare che la possibilit\u00e0 di scegliere spettava solo a chi godeva di prestigio e onore da pi\u00f9 generazioni, questo era un modo per far si che chi aveva nobili origini prima di emigrare in Islanda potesse mantenere in qualche modo il suo status.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">All<em>\u2019<\/em>inizio dell\u2019XII secolo fu istituita la <span style=\"text-decoration: underline;\">Quinta Corte<\/span> (<em>fimmtard\u00f3mur<\/em>), una sorte di corte suprema composta da quarantotto delegati. Anche essi erano nominati dai capiclan che presiedevano le varie assemblee locali, nel frattempo erano aumentati di numero (tre in pi\u00f9 per ogni Quadrante) in quanto era stata aggiunta una nuova assemblea locale ai Quadranti di Sud, Ovest ed Est per pareggiare il conto con il Quadrante del Nord. La Quinta Corte disciplinava i casi che non si riuscivano a risolvere nelle Corti dei Quadranti ed inoltre si occupava di giudicare casi relativi a corruzione, a coloro che davano asilo a fuorilegge e schiavi fuggiaschi o che riguardavano membri del clero. Le decisioni venivano prese a maggioranza semplice, ma prima del giudizio ognuna delle due parti in causa poteva estromettere sei giudici.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il L\u00f6gr\u00e9tta<\/span> invece era la sede dove ci si occupava delle questioni amministrative, di promulgare nuove leggi e di interpretarle qualora ci fossero state delle discordanze. Al suo interno sedevano il <em>l\u00f6gs\u00f6guma\u00f0ur<\/em> (una sorta di presidente dall\u2019assemblea), i quarantotto capiclan delle assemblee locali (che potevano farsi accompagnare da due vassalli in qualit\u00e0 di consiglieri) e a volte i due vescovi. Il <em>l\u00f6gs\u00f6guma\u00f0ur<\/em> veniva eletto dall\u2019assemblea per un periodo di tre anni e aveva il compito di imparare tutte le leggi a memoria per riportarle in assemblea quando ve ne era la necessit\u00e0. Le persone che dovevano rivestire questo compito avevano indubbiamente una memoria prodigiosa in quanto avevano l\u2019obbligo di:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>recitare tutte le sezioni in modo cos\u00ec esteso e preciso pi\u00f9 di chiunque altro. Se la sua conoscenza non arriva a ci\u00f2, prima di recitare la sezione in dubbio deve incontrarsi il giorno prima con cinque o pi\u00f9 esperti di diritto che lo istruiscono sulle parti mancanti. Chiunque si intromette disturbando il lavoro sar\u00e0 multato.<a href=\"#_edn16\"><strong>[16]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il l\u00f6gs\u00f6guma\u00f0ur<\/span> era anche l\u2019unico soggetto ad esser pagato fra quelli che partecipavano alle varie attivit\u00e0 politiche dell\u2019isola, di fatto era l\u2019unico \u201cdipendente\u201d del Commonwealth. Non \u00e8 un aspetto di poco conto perch\u00e9 come si nota nello schema all\u2019inizio del capitolo, nella suddivisione dei poteri manca quello esecutivo. Ci\u00f2 era prerogativa dei vari <em>go\u00f0ar<\/em>, l\u2019applicazione delle norme amministrative e della giustizia era basata su processi di autoregolazione. Se la dottrina dell\u2019onore imponeva il rispetto di certe decisioni, la situazione inizi\u00f2 a precipitare quando il potere si concentr\u00f2 nelle mani di poche famiglie e gli interessi in gioco divennero troppo compromettenti. Era naturale che questo vuoto venisse riempito in qualche modo e i regnanti norvegesi ebbero gioco facile dopo la fine della guerra civile.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I Hreppr, la Decima e il ruolo della Chiesa.<\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Hreppr<\/span> costituiva un\u2019unit\u00e0 amministrativa indipendente dalla struttura assembleare legata ai capiclan. Era un\u2019unit\u00e0 locale, organizzata sul territorio e la sua funzione principale era di garantire un supporto a chi cadeva in povert\u00e0. Ad ogni <em>hreppr<\/em> dovevano partecipare almeno venti famiglie (salvo deroga del l\u00f6gr\u00e9tta) e prevedeva tre incontri l\u2019anno, pi\u00f9 di tre se ritenuto necessario. Durante questi raduni esso aveva il compito di raccogliere le decime e gli altri contributi obbligatori che poi venivano distribuiti ai poveri. Il trasferimento di queste risorse spesso era diretto: le persone che avevano problemi di sussistenza venivano assegnate ad una famiglia benestante, il numero di persone che venivano affidate ad ogni famiglia era proporzionale alla ricchezza della stessa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro ruolo importante giocato dai <em>hreppr<\/em> era l\u2019amministrazione del \u201csistema assicurativo\u201d.<a href=\"#_edn17\">[17]<\/a> Esso costituiva un fondo di garanzia per chi incappava in malattie, incendi o altre disgrazie. Non si sa con precisione se il sistema fosse applicato come era inteso dalla legge, tuttavia la legge stessa era molto puntuale circa il suo funzionamento. Ad esempio chi perdeva pi\u00f9 di un quarto del suo gregge a causa di un\u2019epidemia aveva diritto ad esser rimborsato per la met\u00e0 della perdita subita. Vi era una sorta di copertura assicurativa per quanto riguardava la propria dimora, per la precisione riguardava la met\u00e0 del valore di soggiorno, cucina o dispensa. Ognuno durante la riunione del <em>hreppr<\/em> primaverile doveva specificare quale stanza intendeva assicurare. Questo meccanismo all\u2019apparenza complicato era dovuto alla semplicit\u00e0 delle case di quel tempo che spesso erano costituite da un singolo vano. Ogni persona non poteva accedere a questo fondo di garanzia per pi\u00f9 di tre volte l\u2019anno. Se i danni che aveva subito non potevano esser coperti istantaneamente, potevano esser ripianati a rate.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla conversione dell\u2019Islanda al Cristianesimo ne consegu\u00ec l\u2019introduzione della decima, contributo necessario per lo sviluppo della Chiesa nel paese. Contrariamente a quanto avveniva nell\u2019Europa continentale dove la decima veniva applicata ai raccolti, in Islanda essa era applicata all\u2019un percento della propriet\u00e0. Le persone che avevano oltre sessanta anni erano tenute a dichiarare sotto giuramento durante lo svolgimento del <em>hreppr<\/em> quale fosse il loro stato di salute, il mentire o lo sminuire le proprie capacit\u00e0 era disincentivato da pene rigide e anche dall\u2019 \u201ceconomia dell\u2019onore\u201d accennata nei capitoli precedenti. Dalla decima erano esentati i possedimenti del clero e parte di quelli delle famiglie dei capiclan. Ci\u00f2 forniva un sotterfugio alle stesse famiglie benestanti per poter pagare meno tasse: essendo molti rappresentanti ecclesiastici appartenenti a queste famiglie, i capiclan \u201cdonavano\u201d parte dei loro possedimenti alla Chiesa, possedimenti che in realt\u00e0 erano poi gestiti da membri della stessa famiglia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra forma di contributo che spettava alla Chiesa da parte dei singoli era una collaborazione attiva nella diffusione del culto, nella fattispecie consisteva nell\u2019aiuto nell\u2019edificazione dei luoghi di culto. Le persone contribuivano di buon grado in quanto <em>\u201cuna persona ha diritto a tante stanze in paradiso tanti quanti sono i posti che ci sono nella chiesa che ha costruito\u201d.<a href=\"#_edn18\"><strong>[18]<\/strong><\/a> <\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La divisione giuridica delle sedi vescovili si deline\u00f2 nel giro di cinquanta anni (1056 e 1106), gli anni in cui vengono fondate le due sedi di Sk\u00e0lholt nel sud e H\u00f2lar nel nord. Durante il vescovato di P\u00e1ll J\u00f3nsson (1195-1211) la diocesi di Sk\u00e0lholt contava gi\u00e0 220 chiese, tuttavia vi era mancanza di predicatori per cui non si riusciva a coprire tutto il territorio. Nacque cosi una figura, quella del <em>\u00feingaprestr<\/em> (<em>predicatore di distretto<\/em>) che aveva il diritto di vendere le sue prestazioni nel modo opportunamente configurato dalla legge. C\u2019era un limite annuo che poteva contrattare e il compenso dipendeva dall\u2019estensione e dalla facilit\u00e0 di attraversamento del distretto in cui doveva operare. Spesso erano figure che emergevano dai feudi il cui padrone possedeva anche una chiesa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine le pratiche religiose e le ammende dovute all\u2019omissione del loro corretto svolgimento erano disciplinate all\u2019interno della <em>Gr\u00e1g\u00e1s<\/em>. Questa \u00e8 una sorta di codice che si occupa di regolare pressoch\u00e9 ogni aspetto della vita del colono e da questi non viene esclusa la parte spirituale. Tuttavia le mancanze relativamente alle pratiche religiose erano annoverate per lo pi\u00f9 fra i reati minori. Ad esempio comportava sanzioni il rifiuto di battezzare i propri figli, chi si rifiutava di prestare dei mezzi di trasporto per portare un bambino ad esser battezzato, chi aveva una capacit\u00e0 mentale normale ma non era in grado di recitare il <em>Credo<\/em> e il <em>Pater Noster<\/em>. Anche la pratica di riti pagani era sanzionata in tono minore e anzi, stando a quanto riportato in varie saghe per lungo tempo si era stati propensi a chiudere un occhio in situazioni del genere. Ben altra era la situazione sul continente, la situazione anomala dell\u2019Islanda era dovuta soprattutto alla sua recente conversione. Questo clima di tolleranza muta con il passare degli anni, in particolare dopo che Cristiano IV di Danimarca accett\u00f2 la riforma protestante e incoraggi\u00f2 la pratica della \u201ccaccia alle streghe\u201d. Anche in questo caso l\u2019Islanda presenta delle peculiarit\u00e0 in quanto fu uno dei pochi stati dove le persone mandate al rogo erano in maggioranza di sesso maschile, tuttavia l\u2019isola non godeva pi\u00f9 della propria autonomia a vantaggio del regno danese e la <em>Gr\u00e1g\u00e1s<\/em> aveva perso il suo valore.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Costituzione del Commonwealth: la Gr\u00e1g\u00e1s.<\/strong> Da quanto detto finora si nota come la legge e la disciplina delle dispute occupasse un posto di primo piano nella societ\u00e0 islandese ed avessero poco da invidiare ai sistemi che si erano sviluppati sul continente. Ci\u00f2 risulta ancora pi\u00f9 curioso se si pensa che l\u2019Islanda era una colonia di recente formazione.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Gr\u00e1g\u00e1s <\/em>era articolata in un modo che non aveva eguali nelle altre culture contemporanee e altrettanto si pu\u00f2 dire del comportamento dei coloni islandesi i quali argomentavano le loro posizioni in egual maniera. Essa inoltre contrastava con i codici raffazzonati dei sistemi anglosassoni e continentali in genere, dai quali si distingueva per il raggio di copertura che aveva su molti aspetti della vita quotidiana e il livello del suo dettaglio. Si prenda ad esempio il seguente passo nel quale viene disciplinato il ricollocamento di un cimitero:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se una chiesa viene spostata un mese prima dell\u2019inverno o \u00e8 cos\u00ec danneggiata che non pu\u00f2 essere utilizzata, i corpi e le ossa devono esser rimossi un mese prima del prossimo ottobre. I corpi e le ossa devono essere portati in una chiesa per il quale il vescovo permette la loro sepoltura. Se una persona vuole spostare le ossa, il proprietario del terreno deve chiamare nove vicini e i loro servi come se si trattasse del varo di una nave. Devono avere con loro le vanghe e i badili, egli stesso deve procurarsi le pelli in cui portare le ossa e le bestie per trasportarle. Deve inoltre chiamare coloro che vivono pi\u00f9 vicino al posto dove devono essere portate le ossa alla luce e deve farlo sette giorni o pi\u00f9 in precedenza di quando ci\u00f2 deve esser fatto. Devono ritrovarsi a met\u00e0 della mattinata. Un capofamiglia deve andare con i suoi servi in miglior salute, tutti tranne il pastore. Devono iniziare a scavare nella parte pi\u00f9 esterna della chiesa e devono cercare le ossa come se stessero cercando delle monete che si aspettano di trovare proprio l\u00ec. Il parroco che \u00e8 coinvolto in ci\u00f2 si deve recare sul posto con l\u2019acqua consacrata e cantare sopra le ossa. Le ossa vengono quindi portate nella chiesa dove \u00e8 il vescovo ha dato il permesso; qui \u00e8 legale che ne possa esser fatto ci\u00f2 che pi\u00f9 si desidera, scavare una fossa comune per tutte le ossa o fare pi\u00f9 tombe.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se il proprietario del terreno non avesse spostato le ossa come quanto detto, o se quegli uomini che erano stati chiamati non avessero partecipato, devono esser multati di tre monete e denunciati da chiunque li voglia perseguire. La convocazione in questo caso deve esser fatta localmente e cinque vicini della persona indagata devono essere chiamati all\u2019assemblea, la corte deve condannarli con il giudizio di spostare le ossa e portarle nella chiesa adibita entro quindici giorni dal giudizio dell\u2019assemblea.<a href=\"#_edn19\"><strong>[19]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo appena citato \u00e8 ricco di passaggi anche suggestivi come la metafora della ricerca delle ossa come se fossero monete preziose e l\u2019esclusione di pastori dalle operazioni (probabilmente perch\u00e9 ritenuti di rango non abbastanza elevato per compiere un\u2019azione del genere). Tuttavia vi sono anche considerazioni pi\u00f9 importanti da fare. In primo luogo, l\u2019inclusione nella <em>Gr\u00e1g\u00e1s <\/em>del diritto ecclesiastico. In seconda battuta, lo stile stesso della <em>Gr\u00e1g\u00e1s <\/em>la quale sembra stata scritta per lo pi\u00f9 basandosi su casi specifici che formulata per aspetti generali<a href=\"#_edn20\">[20]<\/a>. Inoltre, anche da un\u2019azione comune come il dissotterramento di ossa, da questa semplice disciplina emerge una precisa definizione della censo sociale e della sua implicazione nei vari compiti da assolvere.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto generale che si coglie sfogliando la <em>Gr\u00e1g\u00e1s<\/em> \u00e8 quello di un codice per una societ\u00e0 extrasanzionata. La minuzia con cui \u00e8 stato redatto il passaggio precedente era applicata alla quasi totalit\u00e0 delle pratiche della vita quotidiana: contratti di matrimonio, vendite di beni, riscossione di prestiti, garanzie su terreni e bestiame e via dicendo. Alla minuzia dei particolari era complementare anche la disciplina delle sanzioni. La tendenza in questo senso era di avere una relativa bonomia verso i reati minori mentre per i reati pi\u00f9 gravi prevedeva punizioni molto rigide come la confisca dei terreni e il contemporaneo esilio di tre anni dall\u2019Islanda o l\u2019esilio permanente.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stile della <em>Gr\u00e1g\u00e1s<\/em> evidenzia una sorta di predisposizione culturale alla legiferazione e in molti passaggi sono presenti dei barocchismi che fanno pensare ad un sottile piacere nella formulazione della legge. Sono presenti alcuni passaggi che sono difficilmente collegabili a pratiche della vita quotidiana, per questo si \u00e8 supposto che fossero pi\u00f9 dei momenti in cui chi legiferava si era abbandonato alle proprie pulsioni estetiche. Ci\u00f2 non toglie che il sistema legale che si era sviluppato in Islanda era impressionante per la sua epoca: corti, esperti in legge, regole articolate ne erano i capisaldi. Tutto questo per\u00f2 si svilupp\u00f2 in completa assenza di uno Stato e di un istituzione coercitiva in caso di trasgressione. Non c\u2019era un apparato burocratico che controllasse quello amministrativo e non c\u2019era nessun organismo permanente oltre il <em>l<\/em><em>\u00f6gr\u00e9tta.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la maggiore, si suppone che molte leggi erano considerate una sorta di modello di riferimento per le rispettive pratiche. Presumibilmente essere erano redatte in modo cos\u00ec complesso in modo da fungere come \u201clibretto delle istruzioni\u201d per svolgere un determinato lavoro, una precisa mansione o una specifica cerimonia. Tuttavia la <em>Gr\u00e1g\u00e1s<\/em> non \u00e8 da intendere esclusivamente in maniera opzionale. Ad esempio per quanto riguardava la disciplina degli omicidi e delle ferite da combattimento (quindi delle risse in generale) essa costituiva un punto di riferimento e chi uccideva il proprio rivale per una specifica ragione era cosciente della sanzione in cui sarebbe incorso.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo non bisogna dimenticare il contesto in cui la legge doveva operare. Leggendo le varie saghe vi sono numerosi passaggi in cui la legge viene a dir poco calpestata e non poche volte ci\u00f2 avveniva impunemente. Al proposito \u00e8 illuminante il seguente passaggio preso dalla Vatnsd\u0153la Saga, \u00e8 la reazione del fratello di un capoclan dopo che questi era stato offeso:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Noi possiamo anche non essere esperti in legge, per\u00f2 siamo pronti a risolvere la questione con le nostre asce.<a href=\"#_edn21\"><strong>[21]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa citazione non lascia spazio a fraintendimenti e probabilmente rappresentava la realt\u00e0 della quotidianit\u00e0 islandese. Non sempre le questioni venivano risolte nelle apposite corti. Non solo, spesso confronti violenti si avevano anche all\u2019interno delle assemblee, Al\u00feingi incluso. Molto del tempo che veniva speso per preparare le conclusioni di una causa era adibito all\u2019organizzazione del \u201cservizio d\u2019ordine\u201d. Durante il giudizio, coloro che erano oggetto di giudizio, reclutavano dei supporter che li sostenessero e ci\u00f2 incideva anche sull\u2019esito finale.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conclusione di questa parte si pone l\u2019accento sul netto contrasto che c\u2019\u00e8 fra un\u2019insieme di leggi, la <em>Gr\u00e1g\u00e1s<\/em>, fra i pi\u00f9 evoluti del proprio tempo e una societ\u00e0, quella islandese, altrettanto violenta. Le turbolenze che caratterizzavano la colonia avevano dato l\u2019impulso per tentare di dirimere le controversie in maniera pacifica, ma questo tentativo, per quanto d\u2019avanguardia, \u00e8 stato soffocato nel sangue. Ci\u00f2 che \u00e8 mancato \u00e8 stata l\u2019istituzione di organismo che detenesse il monopolio dell\u2019uso della forza. Non c\u2019erano prigioni, n\u00e9 polizia n\u00e9 sceriffi a mantenere l\u2019ordine. L\u2019uso della forza non era ad appannaggio di nessuno e per questo, per contrappasso, \u00e8 come se fosse stato ad appannaggio di tutti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>L\u2019anfiteatro naturale di \u00deingvellir<\/strong><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-81\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG28.png\" alt=\"L\u2019anfiteatro naturale di \u00deingvellir\" width=\"528\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG28.png 528w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG28-300x166.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 528px) 100vw, 528px\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019amministrazione norvegese<\/strong><em>. <\/em>Con la sottoscrizione del Trattato di Gissur nel 1262 l\u2019organizzazione istituzionale dell\u2019isola non cambi\u00f2 radicalmente come ci si potrebbe aspettare. La grande distanza che separava l\u2019Islanda dalla Norvegia impediva a quest\u2019ultima di esercitare il proprio giogo e di portare modifiche significative. Ci\u00f2 era dovuto soprattutto all\u2019impossibilit\u00e0 del re norvegese di poter schierare il proprio esercito sull\u2019isola essendo questo spesso impegnato in dispute nella penisola scandinava. L\u2019assenza dell\u2019esercito impediva una pressione diretta sulla popolazione e sull\u2019aristocrazia locali, tuttavia ci\u00f2 non imped\u00ec al regnante norvegese di imporre i propri amministratori.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Al\u00feingi continu\u00f2 ad esistere svolgendo la funzione di collettore dell\u2019attivit\u00e0 governativa dell\u2019isola. I vari capiclan che prima componevano l\u2019assemblea furono sostituiti da <span style=\"text-decoration: underline;\">ufficiali di distretto<\/span> (<em>syslumandur<\/em>) i quali per\u00f2 continuavano ad esser reclutati fra le famiglie pi\u00f9 importanti. Essi potevano liberamente contrattare ed opporsi alla corona durante i lavori dell\u2019assemblea, soprattutto sulla tassazione e sulle regole commerciali, tuttavia la funzione dell\u2019Al\u00feingi rimaneva essenzialmente giuridica.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amministratore principale dell\u2019isola era il <span style=\"text-decoration: underline;\">governatore<\/span> (<em>hirdstjori<\/em>) la cui figura ricorda molto quella dei podest\u00e0 che in quel periodo amministravano molte citt\u00e0 del nord Italia. Infatti il governatore era spesso uno straniero che amministrava l\u2019isola in cambio di una retribuzione da parte della monarchia norvegese. Questo fu uno dei passi principali che venne compiuto per pacificare l\u2019isola. Era troppo rischioso lasciare che questa mansione fosse ricoperta da un rappresentante dell\u2019isola poich\u00e9 tutte le principali famiglie erano ancora legate da rancori neanche troppo remoti. Qualunque aristocratico islandese avesse ricoperto quel ruolo, avrebbe potuto abusare della propria posizione e riaccendere la miccia di una polveriera che dava ancora l\u2019impressione di poter deflagrare da un momento all\u2019altro.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era questo il timore dei regnanti norvegesi i quali avevano ben altri problemi di cui occuparsi in madrepatria e quindi poche risorse da destinare all\u2019Islanda. La linea che questi seguirono per la pacificazione dell\u2019isola era quindi \u201cmorbida\u201d, non del pugno duro. Un altro passo che venne compiuto con moderato successo fu creare dei pattugliamenti dell\u2019isola e tentare di far rispettare la legge. Risse e vendette continuarono a rimanere una costante della societ\u00e0 islandese, ma in modo decisamente minore rispetto a quanto accadeva durante il Commonwealth.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fulcro di tutte queste novit\u00e0 fu con l\u2019avvicendamento sul trono di Norvegia subito dopo la firma del Trattato di Gissur. Come visto in precedenza, alla morte di Haakon il Vecchio nel 1263 succedette sul trono Magnus IV il Legislatore il quale caratterizz\u00f2 il suo regno con un\u2019intensa attivit\u00e0 legislativa. Come primo passo decise di unificare i codici delle leggi della Norvegia e tutti suoi possedimenti fra cui le Shetland, le F\u00e6r \u00d8er e ovviamente l\u2019Islanda. Il nuovo codice introdusse il concetto che il crimine era un\u2019offesa in primo luogo verso lo stato, inoltre limit\u00f2 notevolmente i casi in cui era ammessa la vendetta personale. Un secondo passo fu la redazione della legge municipale che era a beneficio delle citt\u00e0 la cui amministrazione divenne pi\u00f9 indipendente rispetto alle zone rurali (dove invece erano responsabili dell\u2019amministrazione i vari vassalli del re). Un ulteriore aspetto di questa fase di riforme fu quella che riguardava la successione al trono. I contrasti per la successione erano stati molto cruenti nelle decadi precedenti e avevano portato anche ad una guerra civile. Magnus IV nomin\u00f2 come successore il suo figlio primogenito e affibbiando il titolo di duca al suo secondo figlio, rendendo inequivocabile quale sarebbe stata la linea di successione. Queste nuove leggi inoltre portarono Magnus IV a scontrarsi con l\u2019arcivescovo norvegese il quale mirava a mantenere il proprio potere temporale e la propria influenza sulla casa regnante. Gli aspri scontri fra i due portarono a varie ripercussioni: la chiesa norvegese continu\u00f2 a mantenere una propria autonomia soprattutto in materia giudiziaria, per\u00f2 il Regno di Norvegia non venne pi\u00f9 considerato un feudo che cadeva sotto l\u2019autorit\u00e0 della Chiesa Cattolica.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Islanda queste modifiche vennero recepite nel 1281 tramite l\u2019approvazione da parte dell\u2019Al\u00feingi del <span style=\"text-decoration: underline;\">J\u00f3nsb\u00f3k<\/span> redatto da J\u00f3n Einarsson. Come si pu\u00f2 immaginare le ripercussioni si ebbero soprattutto in campo giuridico per quanto riguarda la restrizione della vendetta, fu una delle norme che contribu\u00ec a normalizzare la situazione islandese dopo la guerra civile. Un altro ambito in cui vi fu un cambiamento significativo furono i rapporti con la chiesa islandese. L\u2019Al\u00feingi approv\u00f2 un nuovo codice ecclesiastico proposto da \u00c1rni \u00deorl\u00e1ksson, vescovo di Sk\u00e1lholt, su suggerimento dell\u2019arcivescovo norvegese. Innanzitutto veniva ribadita l\u2019autorit\u00e0 indipendente della Chiesa di Roma. Non meno importante era il passaggio che prevedeva la conversione dei terreni delle chiese pi\u00f9 benestanti in feudi ecclesiastici. Ci\u00f2 implic\u00f2 un notevole trasferimento di risorse dalle famiglie pi\u00f9 importanti dell\u2019isola al clero locale. Le gerarchie ecclesiastiche in questo modo si sottrassero al controllo diretto dei vari <em>go\u00f0ar<\/em> e raggiunsero una notevole autonomia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti gli accordi presi con il Trattato di Gissur e il J\u00f3nsb\u00f3k vennero rinnovati nel 1302 con la sottoscrizione del \u201cVecchio Trattato\u201d (<em>Gamli s\u00e1ttm\u00e1li<\/em>). Essi sancivano l\u2018unione dell\u2018Islanda alla Norvegia che sarebbe durata fino Unione di Kalmar del 1397 con l\u2018annessione della Norvegia (e quindi anche dell\u2018Islanda) al Regno di Danimarca.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019amministrazione danese e le riforme per l\u2018autonomia.<\/strong> L\u2019amministrazione danese in Islanda attraversa essenzialmente tre diverse fasi:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0 dal 1397 al 1662 con il passaggio sotto l\u2019Unione di Kalmar fino all\u2019avvento della monarchia assoluta.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0 dal 1662 al 1798, anno della chiusura dell\u2019Al\u00feingi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0 dal 1798 al 1944, anno dell\u2019indipendenza.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi due periodi l\u2019interesse dei regnanti danesi per l\u2019Islanda \u00e8 relativamente moderato, in certi momenti pressoch\u00e8 nullo, e di conseguenza gli interventi sull\u2019apparato amministrativo islandese si possono definire modesti. Ci\u00f2 fu dovuto soprattutto alle continue guerre a cui la Danimarca partecip\u00f2 in questi periodi, ma anche alla difficolt\u00e0 nel mantenere i contatti con l\u2019isola per i motivi analizzati nei precedenti capitoli. Inizialmente l\u2019organizzazione rimase quella pattuita nei precedenti accordi con la Norvegia, l\u2019Al\u00feingi restava il fulcro dell\u2019attivit\u00e0 legislativa e giudiziaria dell\u2019isola in compartecipazione con la corona. Il l\u00f6gr\u00e9tta infatti era soggetto all\u2019 \u201cassenso reale\u201d per le leggi che varava, viceversa le leggi promosse dal re necessitavano il consenso di questa istituzione.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scarso interesse manifestato per questa remota colonia venne meno durante il processo della Riforma Protestante nel XVI secolo, ma le ripercussioni furono pi\u00f9 di carattere sociale che politico-amministrativo. La Danimarca mantenne il monopolio commerciale con l\u2019isola ed impedendole contatti con il continente, gli ufficiali amministrativi venivano istruiti in Danimarca mentre il clero (che era la classe pi\u00f9 importante) continuava ad esser istruito in Islanda e spesso sapeva parlar meglio latino che danese. Le decisioni pi\u00f9 importanti che riguardavano questa colonia erano prese in Danimarca, ma da persone che sovente conoscevano poco o per niente il paese. L\u2019isolamento costituiva per l\u2019Islanda una sorta di \u201cautonomia amministrativa implicita\u201d e la situazione non mut\u00f2 in modo significativo neppure in seguito <span style=\"text-decoration: underline;\">all\u2019Assemblea di K\u00f3pavogur<\/span> del 1662 dove l\u2019Islanda perse la sua posizione paritaria nei confronti della casa regnante.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La firma del trattato fu imposta dal re Federico III che voleva estendere il dominio della propria corona. L\u2019Al\u00feingi perse la sua funzione legislativa rimanendo principalmente un\u2019istanza giuridica. Con la sigla del trattato l\u2019Islanda riconosceva la propria sottomissione ai regnanti danesi e alle sue istituzioni, la parte pi\u00f9 significativa prevedeva la perdita del potere di iniziativa e negoziazione legislativa da parte dell\u2019Al\u00feingi. Indubbiamente si tratt\u00f2 di modifiche sostanziose, ma la Danimarca non ebbe modo (n\u00e9 volont\u00e0) di giovarne per almeno un altro secolo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu un periodo di modifiche anche per l\u2019ordinamento danese. Dal 1320 il <span style=\"text-decoration: underline;\">Consiglio di Danimarca<\/span>, o <em>Rigsraadet<\/em>, era l\u2019unica istituzione che affiancava il re nella regia del paese. Questa istanza era composta da un numero di membri variabile (sempre intorno alla ventina) provenienti dalla nobilt\u00e0 danese, aveva molteplici ruoli fra cui il principale era quello di controllare il re e con lui regolare l\u2019amministrazione del regno. Il Consiglio aveva anche il compito di ratificare e formulare i trattati internazionali che la Danimarca concludeva, inoltre al suo interno, fino alla Riforma del 1536 sedevano tutti i vescovi danesi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto fra il Consiglio e il re nel corso della storia \u00e8 stato altalenante e, sebbene l\u2019autorit\u00e0 del Consiglio fosse indiscutibile, sovente il re ricorreva a scappatoie per poterne aggirare le decisioni. La prerogativa pi\u00f9 importante del Consiglio riguardava la scelta della successione al trono dei regnanti o di eventuali reggenti. Per questo motivo, quando Federico III decise di imporre la monarchia assoluta al suo paese approfittando della sua popolarit\u00e0, il Consiglio fu abolito proprio per sancire questo passaggio. La monarchia danese cessava cos\u00ec di essere una monarchia elettiva.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi interventi sensibili nell\u2019architettura istituzionale islandese iniziarono a prendere corpo alla fine del XVIII secolo, in particolar modo quando l\u2019Al\u00feingi venne chiuso nel 1798 con un decreto regio. Si trattava di una tappa intermedia per una riforma del sistema giudiziario dell\u2019isola che prevedeva il concentramento delle istituzioni principali nel primo agglomerato urbano che si era formato, quello di Reykjavik. Con lo stesso decreto regio si istitu\u00ec <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019Alta Corte<\/span>, un\u2019istituzione composta da tre giudici che si riunivano regolarmente e che rappresentava la pi\u00f9 alta istanza di giudizio del paese. L\u2019Alta Corte continu\u00f2 ad operare fino al 1920 quando fu sostituita dalla Corte Suprema Islandese.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1843 venne mosso il primo passo significativo verso la self-governance dell\u2019Islanda, un decreto regio dell\u20198 marzo 1843 infatti stabiliva la riapertura di un <span style=\"text-decoration: underline;\">nuovo Al\u00feingi<\/span> a cui sarebbe spettata la funzione di camera consultiva. L\u2019isola venne divisa in venti distretti, ognuno dei quali eleggeva un proprio rappresentante. A questi venti membri se ne aggiungevano sei di nomina reale facendo s\u00ec che questa assemblea fosse composta da ventisei membri. L\u2019elezione avvenne seguendo il modello danese di quel tempo, prevedeva la partecipazione al voto della popolazione maschile benestante superiore ai venticinque anni di et\u00e0. Ci\u00f2 significava che al voto partecip\u00f2 il 5% circa della popolazione. Il nuovo Al\u00feingi si riuniva annualmente ogni primo giorno di luglio in sessioni di quattro settimane che potevano essere prolungate in caso di necessit\u00e0. Come detto, in questo periodo la nuova assemblea funzionava come semplice organo consultivo, al suo interno si discutevano le proposte di legge e ogni membro poteva porre domande. Erano previste due letture del della legge, una iniziale ed una finale, le quali erano intermezzate dalla fase interlocutoria. Le modifiche proposte che venivano accettate erano chiamate petizioni.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1851 al posto dell\u2019annuale seduta dell\u2019Al\u00feingi si tenne un\u2019assemblea che doveva deliberare una nuova forma di governo per l\u2019Islanda. Dal dibattito emersero i contrasti fra le posizioni autonomiste dei rappresentanti islandesi (guidati da J\u00f3n Sigur\u00f0sson) e quelli della corona danese. In seguito al dibattito non vennero apportate significative modifiche e l\u2019assemblea continu\u00f2 la sua opera di miglioramento della legislazione e dell\u2019amministrazione locale.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1871 il Parlamento danese approv\u00f2 unilateralmente una legge che dichiarava l\u2019Islanda una parte inseparabile del Regno di Danimarca, la quale tuttavia poteva godere di qualche privilegio in materia di autogoverno. Questa legge era chiamata \u201clegge di Stato\u201d.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Ritratto di J\u00f3n Sigur\u00f0sson<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-82\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG29.png\" alt=\"Ritratto di J\u00f3n Sigur\u00f0sson\" width=\"258\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG29.png 258w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG29-174x300.png 174w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1874, con la ricorrenza del millesimo anniversario della colonizzazione dell\u2019isola, il re concesse una nuova costituzione con la quale stabiliva la condivisione delle decisioni per quanto concerneva gli affari islandesi. Il numero dei membri fu innalzato a trentasei, trenta erano eletti in elezioni generali e gli altri sei erano sempre di nomina regia. L\u2019Al\u00feingi venne diviso in una <span style=\"text-decoration: underline;\">Camera Alta<\/span>, dove sedevano sei membri eletti e i sei rappresentanti del re, e in una <span style=\"text-decoration: underline;\">Camera Bassa<\/span>, dove sedevano i restanti ventiquattro. La composizione della Camera Alta dava la possibilit\u00e0 ai sei deputati danesi di bloccare l\u2019attivit\u00e0 legislativa in quanto in numero pari di quelli islandesi. Le due camere potevano anche riunirsi in una sessione plenaria che prendeva il nome di <span style=\"text-decoration: underline;\">Al\u00feingi Riunito<\/span>. Nel complesso si trattava di un passo avanti rispetto al precedente status, ma il re aveva mantenuto il potere di veto su quanto formulato dall\u2019assemblea. Inoltre la nuova costituzione era pur sempre basata sulla \u201clegge di Stato\u201d che di fatto spegneva le speranze della formazione di uno stato islandese indipendente.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1874 al 1915 l\u2019assemblea nominava commissioni su specifiche materie, dal 1915 in poi invece ogni camera inizi\u00f2 a nominare sette commissioni permanenti. I lavori si protraevano in regolari sessioni annuali da sei fino ad otto settimane a partire dal primo giorno di luglio, nel 1886 venne aggiunta un\u2019altra sessione e queste divennero sempre pi\u00f9 frequenti con il procedere degli anni. La figura pi\u00f9 rappresentativa del governo islandese era il <span style=\"text-decoration: underline;\">Governatore Generale <\/span>che doveva rispondere del suo operato ad un membro del governo danese, il <span style=\"text-decoration: underline;\">Consigliere per l\u2019Islanda<\/span>, che sedeva a Copenhagen.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come visto in precedenza nel 1901 in Danimarca si forma un governo di sinistra per la prima volta dopo parecchi anni che nel 1903 port\u00f2 ad un\u2019altra svolta fondamentale con la promulgazione della cosiddetta \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Home Rule<\/span>\u201d. Essa garantiva all\u2019Islanda un governo di tipo parlamentare guidato da un ministro che doveva contare sull\u2019appoggio della maggioranza dell\u2019Al\u00feingi. In mancanza della maggioranza parlamentare o in seguito ad un voto di sfiducia il ministro doveva presentare le proprie dimissioni. Qualche anno successivo, nel 1908 per la precisione, viene anche modificata la legge elettorale. Fino a quel momento infatti i votanti dovevano dichiarare ad alta voce il proprio voto, dal 1908 invece si inizi\u00f2 a procedere per votazione segreta. Allo stesso tempo subentrarono altre due importanti modifiche: le elezioni erano da tenersi in un unico giorno in tutto il paese e il numero di membri dell\u2019Al\u00feingi fu portato a quaranta unit\u00e0.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1915, parallelamente all\u2019inasprirsi del dibattito sull\u2019indipendenza, vengo ratificate altre due importanti modifiche. Per la prima volta infatti anche le donne ottengono il diritto di voto all\u2019interno del paese (la prima donna verr\u00e0 eletta nel 1922) e i sei rappresentanti danesi che sedevano nella Camera Alta vengono sostituiti da sei rappresentanti locali eletti con un sistema proporzionale. Questi sei rappresentanti vengono eletti con una scadenza ventennale.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra il 1918 e il 1944 si muovono i passi finali verso l\u2019agognata indipendenza dell\u2019isola. Il primo passo \u00e8 sancito dall\u2019 \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Atto d\u2019Unione<\/span>\u201d, in vigore dall\u20191 dicembre 1918 il quale, per la prima volta nella storia dell\u2019isola, ne sancisce la sovranit\u00e0 islandese. Questa fu una svolta per l\u2019Islanda all\u2019interno della comunit\u00e0 internazionale. Dal 1874 poteva infatti esercitare una sovranit\u00e0 limitata solo in specifiche materie, con l\u2019Atto d\u2019Unione invece rimase prerogativa danese la politica internazionale, la sorveglianza delle coste e le politiche legate alla pesca. Da questo momento l\u2019Al\u00feingi prese in mano l\u2019iniziativa legislativa e il primo atto fu quello di approvare una nuova costituzione (nel 1919), sciogliersi ed eleggere dei nuovi rappresentanti per adottare definitivamente la nuova costituzione (erano infatti necessari passaggi in due legislature differenti per poterla adottare). La \u201cCostituzione del Regno d\u2019Islanda\u201d, con qualche emendamento nel corso di questi anni, traghett\u00f2 l\u2019isola fino all\u2019indipendenza del 1944. Investiva il re danese di concludere accordi internazionali per il beneficio dell\u2019isola, il numero di membri dell\u2019Al\u00feingi fu portato prima a quarantadue, poi a quarantanove e infine a cinquantadue con una nuova ripartizione proporzionale e l\u2019abbassamento dell\u2019et\u00e0 necessaria per votare a ventuno anni. Infine gli stranieri non potevano diventare cittadini islandesi se non con un apposito atto e i diritti sulle loro propriet\u00e0 erano specificati in un\u2019apposita legge.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Atto d\u2019Unione era presente un passaggio il quale affermava che l\u2019Atto stesso poteva esser rivisitato si dalla Danimarca che dall\u2019Islanda dopo venticinque anni dalla stesura della costituzione. Se nei tre anni successivi i due paesi non avessero stilato nessun nuovo accordo, ambi e due i paesi potevano ritirarsi unilateralmente dall\u2019Unione. All\u2019ultimazione di questi passaggi contribu\u00ec l\u2019occupazione nazista della Danimarca che nel 1940 acceler\u00f2 il distacco finale dell\u2019Islanda dalla corona danese. In seguito all\u2019occupazione della Danimarca, l\u2019Al\u00feingi dichiar\u00f2 la propria responsabilit\u00e0 nella gestione degli affari esteri islandesi e nella sorveglianza delle proprie coste. Il 17 maggio 1941 pass\u00f2 una risoluzione che ammetteva:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>questa \u00e8 l\u2019opinione che l\u2019Islanda abbia acquisito il diritto di terminare il proprio rapporto con la Danimarca.<a href=\"#_edn22\"><strong>[22]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esattamente un anno dopo venne formata un\u2019apposita commissione che doveva occuparsi di emendare la Costituzione in modo da traghettarla verso il compito di essere la costituzione di un nuovo stato indipendente. Il 7 aprile 1943 la commissione present\u00f2 all\u2019Al\u00feingi la propria proposta sotto forma di progetto di legge per la \u201cCostituzione della Repubblica Islandese\u201d. Le modifiche apportate rispetto alla precedente Costituzione del 1921 erano inerenti alla dichiarazione della propria indipendenza e il cambiamento del capo dello stato, non pi\u00f9 il re danese ma un presidente eletto dall\u2019Al\u00feingi. La nuova Costituzione fu adottata il 17 giugno 1944 con una seduta che si tenne a \u00deingvellir. A distanza di poco pi\u00f9 di mille anni dall\u2019apertura del primo Al\u00feingi, nella \u201c<em>pianura del parlamento<\/em>\u201d prendeva vita la nuova Repubblica d\u2019Islanda.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica d\u2019Islanda. La Repubblica Islandese affonda le sue radici nella Costituzione approvata a \u00deingvellir nel 1944. Il cammino della Costituzione tuttavia risulta abbastanza impervio in quanto in origine era supposta come provvisoria e la volont\u00e0 di modificarla si manifest\u00f2 fin dai primi giorni di vita della Repubblica. Nel 1945 l\u2019Al\u00feingi nomin\u00f2 una nuova commissione che affiancasse quella formatasi nel maggio 1942. Prima ancora che questa finisse il suo compito fu affiancata da una terza commissione la quale aveva il compito di revisionare la Costituzione recependo il mandato delle due precedenti commissioni, una volta che queste avessero terminato il proprio. La terza commissione esaur\u00ec il proprio compito qualche anno dopo anch\u2019essa senza apportare sostanziose modifiche. Nel maggio 1972 viene nominata una nuova commissione ma anche questa esaurisce il proprio mandato senza un nulla di fatto.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella primavera del 1978 l\u2019Al\u00feingi nomin\u00f2 una nuova commissione guidata da una delle figure politiche pi\u00f9 prominenti del tempo: Gunnar Thoroddsen. Il lavoro questo nuovo organismo stil\u00f2 due rapporti. Il primo riguardava la revisione della Costituzione, il secondo della ripartizione dei seggi elettorali. Fra il 1984, con Gunnar Thoroddsen che nel frattempo era stato anche Primo Ministro ed era mancato nel 1983, e il 1991 queste indicazioni vennero man mano recepite. Nel 1995 \u00e8 stata emendata la parte relativa ai diritti umani e l\u2019ultima modifica risale al 1999 con una ridefinizione delle circoscrizioni elettorali e della ripartizione dei seggi. Nei paragrafi seguenti si analizzeranno le peculiarit\u00e0 della Costituzione, i suddetti emendamenti pi\u00f9 nel dettaglio ed il ruolo svolto dal Capo dello Stato il quale viene scelto mediante suffragio universale.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I punti cardine della Costituzione Islandese. La Costituzione adottata nel 1944, con i successivi emendamenti che sono stati adottati, \u00e8 la base dell\u2019ordinamento costituzionale islandese. Essa \u00e8 divisa in sette capitoli:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la forma di governo e le regole base della Costituzione<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">II.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il Presidente e il potere esecutivo<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">III.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la suddivisione elettorale, le elezioni, il diritto di voto ed eleggibilit\u00e0<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">IV.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019Al\u00feingi e le sue funzioni<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">V.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il potere giudiziario<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">VI.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la Chiesa Nazionale, le altre confessioni religiose e la libert\u00e0 di culto<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">VII.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i diritti umani e le condizioni per emendare la Costituzione<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questi sette capitoli emergono altrettanti punti cardine che ne costituiscono l\u2019essenza, accomunandola alle Costituzioni delle altre democrazie occidentali e, nel medesimo tempo, facendone risaltare le peculiarit\u00e0. Uno dei maggiori contributi nello studio della Costituzione islandese \u00e8 stato dato da \u00d3lafur J\u00f3hannesson, politico islandese di lungo corso e Primo Ministro in due occasioni negli anni \u201970 (dal 1971 al 1974 in seguito fra il 1978 e il 1979). I suoi studi costituiscono un punto d\u2019appoggio fondamentale per l\u2019approfondimento della Costituzione islanedse.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il costituzionalismo.<\/em> Comparate con la legislazione tradizionale, le clausole costituzionali determinano situazioni particolari. Ad esempio le modifiche alla Costituzione per essere effettive richiedono la ratifica da parte di due legislature differenti e che nel mezzo vi sia stata almeno una tornata elettorale.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2 e nonostante la Costituzione islandese appaia pi\u00f9 elaborata rispetto a quella di altri paesi, in realt\u00e0 appartiene al gruppo delle costituzioni il cui emendamento risulta meno difficoltoso. Qualunque sia l\u2019oggetto della materia in discussione, non sono necessarie maggioranze qualificate affinch\u00e9 il progetto di legge venga approvato. Per contro, ad esempio, negli altri stati nordici sono previste maggioranze qualificate al pari della doppia approvazione in due legislature differenti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1944 ad oggi inoltre non si sono mai tenuti di referendum per il suo emendamento. Gli unici casi in cui \u00e8 previsto un referendum sono se il Presidente pone il suo veto su una proposta di legge, se l\u2019Al\u00feingi decide di intervenire sull\u2019organizzazione della Chiesta di Stato e se il Parlamento chiede le dimissioni del Capo dello Stato.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito \u00e8 necessario ricordare che da quando \u00e8 in vigore l\u2019attuale Costituzione il Presidente ha esercitato il proprio veto solamente una volta e per altro in tempi molto recenti. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto il 2 giugno 2004 quando l\u2019attuale presidente \u00d3lafur Grimsson ha posto il veto su una proposta di legge relativa ai mass media votata in Parlamento. Sebbene ci\u00f2 sia previsto dall\u2019art. 26 della Costituzione, Grimsson non \u00e8 stato esentato da critiche e gli stessi islandesi hanno manifestato il proprio disappunto alle urne per la tornata presidenziale successiva. Infatti, per le elezioni presidenziali tenutesi lo stesso anno, c\u2019\u00e8 stata un\u2019affluenza al voto inferiore di quasi il 20% che \u00e8 stata letta come il dissenso degli islandesi verso la sua azione. Va infine ricordato che, nonostante il veto posto dal presidente, si \u00e8 evitato il referendum anche in questa circostanza grazie all\u2019intervento del governo che ha provveduto ha modificare la proposta di legge.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La forma di governo repubblicana.<\/em> Il primo articolo della Costituzione sancisce che:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Islanda \u00e8 una Repubblica con un governo parlamentare<a href=\"#_edn23\"><strong>[23]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00d3lafur J\u00f3hannesson scrisse che in una Repubblica il Capo dello Stato deve essere nominato direttamente o indirettamente dai cittadini. Allo stesso tempo per\u00f2 affermare che uno stato \u00e8 dotato di una forma di governo parlamentare non \u00e8 sufficiente per stabilirne i suoi fondamenti legati al parlamentarismo. In realt\u00e0 quanto espresso nel primo articolo enuncia solo una piccola parte della forma di governo dell\u2019Islanda, la quale viene disciplinata in maniera pi\u00f9 approfondita negli articoli successivi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La separazione dei tre poteri. <\/em>Gli studiosi concordano sul fatto che il principio di separazione dei poteri abbia influenzato la stesura della Costituzione islandese. Il secondo articolo della Costituzione riporta che:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Al\u00feingi congiuntamente al Presidente dell\u2019Islanda esercitano il potere legislativo. Il Presidente e altre autorit\u00e0 governative, come previsto da questa Costituzione e in altre leggi, esercitano il potere esecutivo. I Giudici esercitano il potere giudiziario.<a href=\"#_edn24\"><strong>[24]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre J\u00f3hannesson per\u00f2 afferma che la separazione dei poteri, cos\u00ec come descritta nel secondo articolo, risulta imperfetta poich\u00e9 il potere esecutivo \u00e8 intuitivamente definito come il denominatore comune di ci\u00f2 che non rientra nel potere legislativo e in quello giudiziario.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre l\u2019esperienza ultrasessantennale di applicazione della Costituzione ha evidenziato diversi squilibri nel bilanciamento dei poteri. Ad esempio la forza dell\u2019Al\u00feingi, oltre che nella sua applicazione legislativa, viene espressa anche per l\u2019importanza che riveste nelle decisioni di tipo finanziario, come del resto avviene in tutti i sistemi parlamentari. Tuttavia nel caso islandese l\u2019importanza del Parlamento pu\u00f2 essere compresa solo riferendosi al suo percorso storico. Dal 1845 in poi infatti l\u2019Al\u00feingi \u00e8 stato l\u2019unica istanza dove si \u00e8 svolta la battaglia per ottenere l\u2019indipendenza dalla Danimarca e il potere esecutivo non fu trasferito sull\u2019isola se non nel 1903 quando Hannes Hafstein divent\u00f2 il Ministro per gli Affari Islandesi. Per lungo tempo quindi l\u2019Al\u00feingi \u00e8 stato il fulcro e l\u2019unico punto di riferimento politico per l\u2019isola.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra problematica relativa alla separazione dei poteri riguarda la disciplina giudiziaria islandese. Per molto tempo infatti nessuno obiett\u00f2 sul fatto che spettava alla stessa parte investigare e giudicare su un caso. Lo stesso J\u00f3hannesson puntualizz\u00f2 nei suoi studi che era necessario in futuro distinguere pi\u00f9 chiaramente fra queste due funzioni e disciplinare la materia in un altro modo. Tuttavia nel caso di tal J\u00f3n Kristinsson la stessa Corte Suprema non ebbe niente da obiettare al riguardo che la Corte di Distretto si occupasse sia delle indagini che del giudizio e il suo avvocato non poteva trovare conforto nel secondo articolo della Costituzione citato in precedenza.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo difetto venne scardinato dall\u2019avvocato difensore di Kristinsson che fece notare come questa procedura configgesse con il sesto articolo della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell\u2019Uomo e delle Libert\u00e0 Fondamentali. La Corte Suprema non accett\u00f2 questa argomentazione cosicch\u00e9 l\u2019avvocato di Kristinsson si rivolse alla Commissione Europea per i Diritti Umani. Questa concluse che la violazione del sesto articolo sussisteva e le autorit\u00e0 islandesi modificarono la legge che entr\u00f2 in vigore nel 1992.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parlamentarismo.<\/em> Il parlamentarismo in Islanda \u00e8 basato primariamente su una tradizione che \u00e8 in voga fin dall\u2019insediamento del Ministro per gli Affari Islandesi nel 1904. La Costituzione non prevede un reinsediamento del Governo dopo la perdita della maggioranza o un voto di sfiducia da parte dell\u2019Al\u00feingi. Lo stesso J\u00f3hannesson, quando ricopriva il ruolo di Primo Ministro, fu aspramente criticato quando sciolse il Parlamento e fu accusato di aver dimostrato disprezzo verso una delle regole base dell\u2019ordine costituzionale islandese. L\u2019accusa era mossa sull\u2019idea che J\u00f3hannesson avesse sciolto il Parlamento per mantenere il governo nonostante non fosse pi\u00f9 in possesso della maggioranza parlamentare.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia all\u2019interno della Costituzione il concetto di parlamentarismo \u00e8 rilevato relativamente. Il primo articolo che cita come l\u2019Islanda sia una Repubblica Parlamentare \u00e8 ricavato dalla precedente Costituzione del 1921 dove nel primo articolo si sanciva come l\u2019Islanda fosse una monarchia limitata da un governo parlamentare. L\u2019esperienza al riguardo \u00e8 stata altalenante e contingente alle situazioni verificatesi. J\u00f3hannesson ha denotato come il ruolo del Parlamento abbia una priorit\u00e0 bench\u00e9 questa non sia esplicitata dalla Costituzione, ad esempio nel caso dell\u2019articolo 15:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Presidente nomina i Ministri e li solleva dal loro incarico. Egli ne determina il numero e il ruolo che devono ricoprire.<a href=\"#_edn25\"><strong>[25]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 l\u2019Al\u00feingi non venga citato, in tali situazioni ha fatto sentire il proprio peso. Tuttavia l\u2019incostanza dell\u2019esperienza, la mancanza di un dibattito sul tema e di una legislazione pi\u00f9 specifica rende impossibile indicare una prassi al riguardo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Democrazia.<\/em> Nella Costituzione islandese non c\u2019\u00e8 alcun passaggio che afferma esplicitamente che l\u2019Islanda debba essere una democrazia. Vi sono alcuni riferimenti che affermano che la rappresentativit\u00e0 democratica \u00e8 uno dei principi di base dell\u2019ordinamento democratico islandese, tuttavia dire che la Costituzione non abbia una chiara tendenza verso la democrazia non risulterebbe scorretto. Ci\u00f2 \u00e8 vero nel merito che alcuni passaggi relativi a questa questione avrebbero dovuto esser sviluppati maggiormente.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra divergenza che si nota in questo senso \u00e8 che, come gi\u00e0 notato in precedenza, nella Costituzione l\u2019istanza del referendum non \u00e8 prevista al di fuori di specifiche circostanze. Quando in Parlamento vengono\u00a0 proposti degli emendamenti alla Costituzione, la proposta di legge solitamente \u00e8 accompagnata alla richiesta di un referendum. Il non essere mai ricorsi a questa istanza \u00e8 stato visto dagli studiosi come un implicito messaggio di fiducia da parte dei cittadini islandesi nei confronti dei propri rappresentanti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Autodeterminazione.<\/em> Diversamente da quanto concepito da altre costituzioni, la Costituzione islandese afferma che i poteri di governo affondano le loro radici nella gente. D\u2019altronde, il plebiscito con cui a \u00deingvellir venne accolta la Costituzione del 1944 spiega e aiuta a comprendere le ragioni di questo passaggio. La Costituzione \u00e8 stata fortemente supportata e voluta poich\u00e9 legata allo stabilimento di una nuova Repubblica indipendente. I passaggi sulle elezioni del Parlamento e, soprattutto, del Capo dello Stato da parte dei cittadini (terzo articolo della Costituzione) esprimono questo concetto.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tutela dei diritti umani.<\/em> Questa parte verr\u00e0 approfondita nel paragrafo successivo relativo agli emendamenti costituzionali. La disciplina della Costituzione relativa ai diritti umani infatti \u00e8 stata emendata di recente (1995), questa era immutato dal 1874 ed era addirittura ispirata alla parte sui diritti umani contenuta nella Costituzione Danese del 1847.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli emendamenti costituzionali. Dal 1944 ad oggi la Costituzione islandese \u00e8 stata emendata per quattro volte ed in tempi recenti (1984, 1991, 1995 e 1999)<a href=\"#_edn26\">[26]<\/a>, ci\u00f2 per\u00f2 non deve fuorviare dal fatto che il dibattito circa la sua natura e le possibili modifiche da apportare ha avuto origine fin dalla sua adozione. Questo dibattito era stato inizialmente avviato da due eminenti protagonisti dalla politica islandese del periodo post bellico, il social democratico Gylfi G\u00edslason e il gi\u00e0 citato \u00d3lafur J\u00f3hannesson attestato su posizioni pi\u00f9 centriste. Quest\u2019ultimo era a favore di un irrobustimento del potere del Presidente, di limitare il portafoglio dei singoli membri del Parlamento e dell\u2019introduzione di un sistema elettorale basato su collegi uninominali. Per contro G\u00edslason proponeva un Presidente eletto dal popolo con il compito di nominare il governo, intendeva impedire ai deputati dell\u2019Al\u00feingi di proporre nuove spese a meno che questi proponessero allo stesso tempo il modo in cui reperire le risorse, voleva impedire ai partiti politici di nominare i propri favoriti a capo delle commissioni parlamentari ed era a favore della divisione dell\u2019isola in cinque circoscrizioni elettorali per mantenere la proporzionalit\u00e0 del voto.<a href=\"#_edn27\">[27]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante fossero due posizioni apparentemente molto distanti il loro fine era comune, ovvero quello di evitare l\u2019ingovernabilit\u00e0 politica dell\u2019isola. A questo proposito va ricordato che era ancora molto recente l\u2019esperienza del governo tecnico che Sveinn Bj\u00f6rnsson era stato costretto a nominare fra il 1942 e il 1944 a causa della litigiosit\u00e0 dei partiti. Nonostante il dibattito avviato le uniche modifiche che vennero apportate in questo periodo sono un ampliamento dei confini delle circoscrizioni elettorali e l\u2019eliminazione dei collegi dove venivano elette solo una o due persone (1959) e l\u2019abbassamento del diritto di voto alle persone di 20 anni compiuti (1969).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione cambi\u00f2 sensibilmente quando dieci anni pi\u00f9 tardi viene messo a capo della commissione costituzionale un politico di lungo corso, Gunnar Thoroddsen. Il lavoro della commissione fu notevole e partor\u00ec molte novit\u00e0 e cambiamenti da introdurre a cui per\u00f2 non segu\u00ec un dibattito parlamentare. Ad ogni modo era solo questione di tempo, l\u2019insieme di proposte partorite dalla commissione Thoroddsen fu lo spunto per gli emendamenti che vennero ratificati nel 1984 e nel 1991.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curiosamente fu Vilmundur Gylfason, figlio di Gylfi G\u00edslason, a riaprire il dibattito nel 1982, periodo nel quale l\u2019Islanda stava attraversando un momento di forte inflazione. Le sue proposte erano di concedere pi\u00f9 poteri al Primo Ministro e di migliorare la separazione dei pubblici poteri per ridurre i problemi di corruzione che li affliggevano. Sebbene sia Gylfason che Thoroddsen mancarono nel 1983, l\u2019anno successivo la Costituzione fu finalmente emendata e le modifiche pi\u00f9 importanti furono le seguenti:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0 un ulteriore perfezionamento della divisione delle circoscrizioni elettorali e il passaggio da 60 a 63 deputati<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019abbassamento del limite d\u2019et\u00e0 per usufruire del diritto di voto a 18 anni<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0 condizioni pi\u00f9 severe per l\u2019introduzioni di leggi provvisorie<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0\u00a0\u00a0 introduzione della figura dell\u2019ombudsman (che sar\u00e0 effettiva dal 1987)<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste modifiche furono ultimate nel 1991:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0 abolizione della suddivisione in Camera Alta e Camera Bassa dell\u2019Al\u00feingi e passaggio ad un sistema di tipo unicamerale<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019immediata separazione del potere amministrativo da quello legislativo e giudiziario nel governo dei distretti (anche in riferimento al succitato caso Kristinsson)<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0 il cambiamento della durata dei lavori dell\u2019Al\u00feingi, la loro convocazione, l\u2019aggiornamento e il scioglimento di quest\u2019ultimo<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successivo emendamento risale al 1995 e, come riferito in precedenza, ha come materia esclusiva quella della tutela dei diritti umani. Gi\u00e0 \u00d3lafur J\u00f3hannesson nel 1946 aveva sollevato dei dubbi e manifestato la necessit\u00e0 di modificare questa disciplina.<a href=\"#_edn28\">[28]<\/a> La sua era una posizione condivisa, ma affinch\u00e9 si muovesse qualcosa si \u00e8 dovuto attendere fino al 1991. In quell\u2019anno si form\u00f2 una coalizione di governo formata da Partito dell\u2019Indipendenza e Partito Social Democratico e il loro manifesto di intenti fu il seguente:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Durante questo mandato l\u2019Islanda festegger\u00e0 i cinquanta anni dell\u2019avvento della Repubblica. Il governo suggerir\u00e0 all\u2019Al\u00feingi di nominare un\u2019apposita commissione per la ricorrenza in modo da celebrarla nella dovuta maniera. Fra i pi\u00f9 importanti progetti da completare vi \u00e8 quello della revisione della Costituzione, il Governo far\u00e0 quanto in suo potere affinch\u00e9 ci\u00f2 sia realizzato entro il 1994.<a href=\"#_edn29\"><strong>[29]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa comunione di intenti in realt\u00e0 fu parzialmente realizzata. Il 17 giugno 1994 l\u2019Al\u00feingi con una sessione che si tenne a \u00deingvellir emend\u00f2 il capitolo della Costituzione sui diritti umani.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 aprile dello stesso anno era stato presentato un progetto di legge atto a modificare il suddetto capitolo, ma nessun accordo era stato raggiunto prima della sessione della cerimonia e come questa fu finita si riprese a lavorare su un nuovo testo. I negoziati ripresero in maniera molto riservata e al riguardo si ebbero poche notizie finch\u00e9 non fu nuovamente presentato il 19 dicembre 1994. Il testo fu spedito ad alcune organizzazioni ed associazioni che lo analizzassero entro il 21 gennaio. La commissione costituzionale ricevete numerosi commenti e il testo fu caldamente discusso dai media locali. L\u2019argomento di maggior discussione fu che, visto che la commissione non aveva ancora promosso la proposta di legge, poteva essere adottato il testo della Convenzione Internazionale sui Diritti Umani che l\u2019Islanda aveva ratificato. Nel confronto con la Costituzione del 1944 il nuovo testo era stato completato con l\u2019aggiunta dei seguenti punti:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0 eguaglianza di tutte le persone di fronte alla legge<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0 le condizioni per la perdita della cittadinanza islandese<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019impossibilit\u00e0 della negazione della libert\u00e0 a chiunque, eccetto che per il perseguimento di una legge. In questo caso la persona arrestata deve essere informata circa le ragioni dell\u2019arresto. Se una persona viene privata erroneamente della propria libert\u00e0, questa ha diritto ad una compensazione<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0\u00a0\u00a0 la proibizione di maltrattamenti e punizioni, la proibizione dei lavori forzati<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.\u00a0\u00a0\u00a0 la proibizione di atti penali retroattivi<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">6.\u00a0\u00a0\u00a0 il diritto a condizioni minime per la sopravvivenza<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">7.\u00a0\u00a0\u00a0 la privacy della casa e della famiglia<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">8.\u00a0\u00a0\u00a0 la libert\u00e0 di espressione<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">9.\u00a0\u00a0\u00a0 la libert\u00e0 negativa di associazione (ovvero la possibilit\u00e0 di rifiutare l\u2019associazione a qualsiasi tipo di organizzazione)<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. i diritti delle persone concernenti lavoro e ferie devono essere disciplinati per legge<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">11. la cura e la protezione dei bambini deve essere assicurata<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">12. proibizione della retroattivit\u00e0 della tassazione<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune importanti modifiche vennero apportato prima che la proposta di legge fosse approvata per la seconda volta dal Parlamento. Ad esempio \u00e8 stata aggiunta una parte sulla proibizione di ogni forma di discriminazione fra uomo e donna e un\u2019altra relativa alla libert\u00e0 di espressione e l\u2019impossibilit\u00e0 della sua soppressione se non in circostanze particolari e disciplinate dalla legge. Con queste aggiunte la Costituzione Islandese si \u00e8 preparata per affrontare le insidie del nuovo millennio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l\u2019emendamento del 1999 delinea le sei nuove circoscrizioni elettorali e introduce ulteriori modifiche al sistema elettorale che \u00e8 quello in vigore tutt\u2019oggi. Di questo argomento si tratter\u00e0 nel capitolo successivo relativamente all\u2019Al\u00feingi e alla distribuzione dei deputati.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Al\u00feingi. La storia e l\u2019evoluzione del Parlamento Islandese fino ai giorni pi\u00f9 recenti \u00e8 stata analizzata nei capitoli precedenti. Per quanto riguarda la composizione attuale dell\u2019Al\u00feingi vi siedono 63 deputati, eletti da tutti i cittadini islandesi legalmente domiciliati sull\u2019isola e con et\u00e0 maggiore di 18 anni. L\u2019Islanda conta generalmente su un\u2019ampia partecipazione al voto, alle elezioni del 2003 su un elettorato di 211.000 persone si \u00e8 recato ai seggi ben l\u201987,7%.<a href=\"#_edn30\">[30]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima delle ultime elezioni del 2003 \u00e8 stato apportata una modifica al sistema delle <span style=\"text-decoration: underline;\">circoscrizioni elettorali.<\/span> Sono attualmente sei:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circoscrizione del nord-est<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circoscrizione nord ovest<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">III.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circoscrizione sud<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IV.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circoscrizione sud ovest<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">V.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circoscrizione di Reykjavik Nord<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">VI.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circoscrizione di Reykjavik Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-83\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG30.png\" alt=\"Circoscrizioni elettorali\" width=\"262\" height=\"224\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_edn31\">[31]<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni circoscrizione elettorale elegge sei deputati i quali sono selezionati secondo il metodo d\u2019Hondt (ovvero il numero dei voti ottenuti da ogni partito viene progressivamente diviso per uno, due, tre, ecc fino a giungere al numero di seggi da assegnare, assegnando i seggi disponibili in base ai risultati decrescenti). I restanti 9 posti, chiamati \u201c<em>seggi equalizzatori<\/em>\u201d, vengono distribuiti ai partiti politici in modo da rendere la rappresentanza in Parlamento il pi\u00f9 proporzionale possibile rispetto all\u2019esito del voto. La disciplina della Costituzione al riguardo, adottata nel 1999, prevede che ad ogni circoscrizione elettorale vengano assegnati non meno di sei seggi e non pi\u00f9 di sette. Sebbene i confini delle circoscrizioni siano fissati dalla legge, il comitato elettorale nazionale \u00e8 autorizzato a fissarne di nuovi per quanto riguarda la zona di Reykjavik e della sua periferia. La definizione dei confini e la disposizione dei seggi parlamentari pu\u00f2 essere modificata solo mediante approvazione da parte dei due terzi dell\u2019Al\u00feingi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito ad ogni elezione se il numero degli elettori di un seggio elettorale \u00e8 rappresentato da un numero di deputati (inclusi quelli \u201dequalizzanti\u201d) minore della met\u00e0 di quello di quello di un qualsiasi altro seggio elettorale, il comitato elettorale nazionale \u00e8 chiamato ad intervenire per ridurre questo squilibrio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 inoltre uno sbarramento del 5% per poter usufruire dei cosiddetti seggi equalizzanti. Stando alle ultime elezioni tenutesi il 25 aprile 2009 in Parlamento siedono cinque partiti<a href=\"#_edn32\">[32]<\/a>:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<table style=\"text-align: justify; width: 605px;\" border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody style=\"text-align: left;\">\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><strong>PARTITO<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><strong>VOTI<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><strong>%<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><strong>SEGGI<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"227\">\n<p style=\"text-align: left;\">Alleanza Socialdemocratica<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"142\">\n<p style=\"text-align: left;\">55.758<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"123\">\n<p style=\"text-align: left;\">29.8<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"113\">\n<p style=\"text-align: left;\">20<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"227\">\n<p style=\"text-align: left;\">Partito dell\u2019Indipendenza<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"142\">\n<p style=\"text-align: left;\">44.369<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"123\">\n<p style=\"text-align: left;\">23.7<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"113\">\n<p style=\"text-align: left;\">16<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"227\">\n<p style=\"text-align: left;\">Sinistra &#8211; Movimento dei Verdi<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"142\">\n<p style=\"text-align: left;\">40.580<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"123\">\n<p style=\"text-align: left;\">21.7<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"113\">\n<p style=\"text-align: left;\">14<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"227\">\n<p style=\"text-align: left;\">Partito Progressista Islandese<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"142\">\n<p style=\"text-align: left;\">27.699<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"123\">\n<p style=\"text-align: left;\">14.8<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"113\">\n<p style=\"text-align: left;\">9<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"227\">\n<p style=\"text-align: left;\">Movimento dei Cittadini<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"142\">\n<p style=\"text-align: left;\">13.519<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"123\">\n<p style=\"text-align: left;\">7.2<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"113\">\n<p style=\"text-align: left;\">4<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"227\">\n<p style=\"text-align: left;\">Partito Liberale Islandese<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"142\">\n<p style=\"text-align: left;\">4148<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"123\">\n<p style=\"text-align: left;\">2.2<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"113\">\n<p style=\"text-align: left;\">0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"227\">\n<p style=\"text-align: left;\">Movimento Democratico<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"142\">\n<p style=\"text-align: left;\">1107<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"123\">\n<p style=\"text-align: left;\">0.6<\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" valign=\"top\" width=\"113\">\n<p style=\"text-align: left;\">0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Stando alla Costituzione <span style=\"text-decoration: underline;\">il ruolo dell\u2019Al\u00feingi<\/span> \u00e8 quello, insieme al Presidente della Repubblica, di detenere il potere legislativo. Tuttavia i dibattiti che si svolgono al suo interno possono andare anche oltre la discussione sui progetti di legge. Ad esempio si svolgono interrogazioni ai ministri del governo su specifiche materie e questi sono tenuti a rispondere oralmente o per iscritto. Sempre i ministri sottopongono al Parlamento, di loro iniziativa o per richiesta di quest\u2019ultimo, vari resoconti su materie di pubblico interesse.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nella Costituzione e nelle leggi procedurali sono disciplinate le funzioni dell\u2019Al\u00feingi, la sua organizzazione, il lavoro delle commissioni, la conduzione dei lavori, le procedure delle sedute e l\u2019attivit\u00e0 dei partiti.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Le sessioni parlamentari<\/span> vengono convocate il primo di ottobre di ogni anno, momento in cui inizia una nuova sessione legislativa e terminano lo stesso giorno dell\u2019anno successivo. L\u2019apertura di ogni sessione spetta al Presidente della Repubblica e, stando ad una tradizione che \u00e8 rimasta invariata dal 1845 ad oggi, i deputati si radunano nella cattedrale di Reykjavik. In precedenza l\u2019apertura della sessione spettava ad un rappresentante dell\u2019amministrazione reale.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">I dibattiti si tengono nella camera dell\u2019Al\u00feingi, all\u2019inizio di ogni sessione i deputati prendono posto nei rispettivi scranni mentre i ministri si siedono nelle apposite poltrone ministeriali. I dibattiti sono presieduti dal <span style=\"text-decoration: underline;\">Presidente dell\u2019Al\u00feingi<\/span> il quale \u00e8 assistito dal Segretario Generale e dal suo staff. Il ruolo primario del Presidente dell\u2019Al\u00feingi \u00e8 quello di far s\u00ec che tutte le regole procedurali vengano rispettate. In secondo luogo \u00e8 una delle figure, insieme al Primo Ministro e al Presidente della Corte Suprema, deputate alla sostituzione del Capo dello Stato in caso di sua assenza.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L\u2019elezione del Presidente della camera \u00e8 il primo atto che viene compiuto all\u2019inizio di ogni sessione dell\u2019Al\u00feingi, viene scelto mediante un accordo preso in precedenza dai partiti politici e ha diritto di voto. Il Presidente decide l\u2019agenda dell\u2019assemblea di comune accordo con i suoi vice e i portavoce dei partiti presenti in Parlamento. Tuttavia \u00e8 sua l\u2019ultima parola e il suo staff si occuper\u00e0 delle preparazioni per i vari dibattiti. Il suo compito \u00e8 quello di tutelare e proteggere gli interessi di ogni parte politica e riservare eguale trattamento a tutti i deputati. Per partecipare alla discussione deve cedere temporaneamente la sua poltrona ad uno dei vice presidenti. Infine egli rappresenta l\u2019Al\u00feingi al di fuori dell\u2019assemblea.<a href=\"#_edn33\">[33]<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Come gi\u00e0 affermato in precedenza <span style=\"text-decoration: underline;\">il dibattito parlamentare<\/span> \u00e8 disciplinato da precise regole come quante volte pu\u00f2 intervenire un deputato e per quanto tempo. Il deputato o il portavoce di una commissione che propone il disegno di legge pu\u00f2 intervenire non pi\u00f9 di tre volte durante il dibattito mentre a tutti gli altri deputati sono concessi solo due interventi. Per quanto concerne il ministro competente in materia invece pu\u00f2 intervenire ogni qual volta lo ritenga necessario. Il tempo dell\u2019intervento \u00e8 limitato solo per quanto concerne la prima lettura, per la seconda e la terza lettura invece non vi sono limiti temporali.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Discussioni impreviste necessitano del consenso del Presidente dell\u2019Al\u00feingi che le pu\u00f2 ammettere se le ritiene importanti o necessarie di una discussione urgente. Si dividono in due tipi, di corta durata o di lunga durata. In quelle di corta durata la discussione dura al massimo mezzora. In quelle di lunga durata il deputato che propone la discussione e il ministro competente hanno a disposizione mezzora a testa per il proprio intervento, gli altri deputati hanno diritto a quindici minuti di intervento e ognuno pu\u00f2 intervenire al massimo per due volte.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L\u2019Al\u00feingi pu\u00f2 anche dichiarare la propria posizione su argomenti su cui non si \u00e8 ancora legiferato. Ci\u00f2 avviene mediante la risoluzione parlamentare per spingere il governo ad intervenire in un preciso ambito. Per le risoluzioni parlamentari sono previste due letture nel mezzo delle quali sono inviate alle rispettive commissioni. Per la prima lettura il tempo \u00e8 limitato, per la seconda invece non ci sono limiti.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ai dibattiti spesso prende parte un numero relativamente esiguo di deputati. Il motivo di ci\u00f2 \u00e8 che i partiti tendono a dividere le responsabilit\u00e0 in specifiche materie fra i propri rappresentanti cosicch\u00e9 alle discussioni partecipano coloro che sono pi\u00f9 preparati sull\u2019oggetto in discussione. In seconda battuta spesso gli accordi fra le varie parti politiche vengono prese ancora prima che il dibattito abbia luogo. Infine i deputati che non partecipano al dibattito possono seguire il lavoro sulla televisione a circuito chiuso collegata con l\u2019aula, permettendo loro nel frattempo di prepararsi a successivi interventi o elaborare resoconti per le commissioni di cui fanno parte.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La procedura di voto<\/span> gode di alcuni aiuti elettronici. Quando si sta per tenere una votazione il Presidente attiva un segnale che si diffonde in tutto lo stabile per richiamare i deputati al voto. Senza la presenza di almeno la met\u00e0 dei deputati il Parlamento non pu\u00f2 legiferare.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Le decisioni sono prese a maggioranza e in caso di voto elettronico ogni deputato ha a disposizione tre bottoni da premere: un bottone per dichiararsi a favore, uno per dichiararsi contrario e uno per astenersi. Si vota anche per alzata di mano o tramite la \u201croll call\u201d ovvero la chiamata del Presidente di ogni singolo deputato il quale deve esprimere il proprio voto e pu\u00f2 anche spiegare brevemente il motivo della sua posizione.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel caso vi sia una maggioranza risicata ed \u00e8 chiaro che dei deputati non abbiano potuto votare per motivi di forza maggiore, i capigruppo dei partiti si riuniscono e chiedono ad uno o pi\u00f9 deputati della minoranza di allontanarsi al momento del voto. Questo viene fatto perch\u00e9 solitamente l\u2019assenza di un singolo membro non basta per cambiare l\u2019esito del voto. Sebbene possa essere una pratica di difficile comprensione per chi \u00e8 abituato alle continue schermaglie che avvengono nelle aule del Parlamento italiano, in Islanda e negli altri paesi limitrofi la collaborazione fra i vari capigruppo \u00e8 un costume diffuso.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nel caso in cui il Presidente si aspetti che tutti i deputati votino a favore di un accordo, pu\u00f2 proporre di passare direttamente alle conclusioni se nessuno ha niente da obiettare. Questa procedura \u00e8 usata sovente per le questioni inerenti all\u2019ordine dei lavori.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">I diversi deputati che rappresentano un partito in Parlamento formano un gruppo e scelgono a loro interno <span style=\"text-decoration: underline;\">un capogruppo<\/span> che ha il compito di trattare con il Presidente dell\u2019assemblea, con gli altri capigruppo e i deputati degli altri partiti. Per formare <span style=\"text-decoration: underline;\">un gruppo parlamentare<\/span> \u00e8 necessario che questo sia composto da almeno due deputati e un singolo deputato non pu\u00f2 essere affiliato a pi\u00f9 di un gruppo. Come anticipato nei paragrafi precedenti, all\u2019interno del singolo gruppo parlamentare vengono disciplinate le competenze dei singoli deputati affinch\u00e9 ognuno di questi si occupi di materie specifiche. Ovviamente l\u2019azione del gruppo parlamentare varia sensibilmente nel caso che questi si trovi al governo o all\u2019opposizione.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">All\u2019interno del gruppo vengono anche individuati i deputati da inserire nelle varie commissioni e chi scegliere come portavoce a seconda della materia che si discute durante una seduta. I gruppi parlamentari si riuniscono sovente per fissare la propria agenda politica da sottoporre all\u2019Al\u00feingi, fare il punto della situazione sui lavori portati avanti dalle commissioni e le posizioni da adottare o gli emendamenti da proporre sulle proposte di legge al vaglio. In questo modo ci sono anche scambi di informazioni fra i vari deputati che seguono materie differenti. Di solito la cadenza con cui si riuniscono \u00e8 di due volte alla settimana e, nella maggior parte dei casi, ogni singolo gruppo si presenta in aula con una posizione ben definita.<a href=\"#_edn34\">[34]<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nei paragrafi precedenti si \u00e8 pi\u00f9 volte accennato al lavoro delle commissioni all\u2019interno del Parlamento. Nell\u2019Al\u00feingi siedono undici <span style=\"text-decoration: underline;\">commissioni permanenti <\/span>che sono rispettivamente:<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">I. commissione generale<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">II. commissione dell\u2019economia e del commercio<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">III. commissione per gli affari sociali<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">IV. commissione per il bilancio<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">V. commissione per la salute e la sicurezza sociale<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">VI. commissione per l\u2019industria<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">VII. commissione per l\u2019agricoltura<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">VIII. commissione per l\u2019educazione<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">IX. commissione per i trasporti e le comunicazioni<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">X. commissione per la pesca<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">XI. commissione per l\u2019ambiente<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">XII. commissione per gli affari esteri<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">A queste va aggiunta la commissione per le credenziali la quale ha il compito di investigare le credenziali dei nuovi eletti o dei deputati che subentrano a legislatura in corso.<a href=\"#_edn35\">[35]<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019elezione delle commissioni<\/span> avviene all\u2019inizio della sessione parlamentare e riflette le proporzioni dei partiti che siedono in Parlamento. Nel caso un gruppo parlamentare non sia rappresentato all\u2019interno di una commissione, i membri di questa commissione possono accettare che il partito in questione invii un proprio osservatore che assista ai lavori. Ogni commissione elegge un proprio presidente ed un proprio vice presidente che possono essere rappresentanti sia della maggioranza che dell\u2019opposizione. Ogni commissione si riunisce quattro volte alla settimana durante le sedute dell\u2019Al\u00feingi a parte che per la commissione per gli affari esteri la quale, vista l\u2019importanza strategica della materia che tratta e l\u2019importanza dei suoi consigli per il governo, pu\u00f2 decidere di riunirsi indipendentemente dall\u2019attivit\u00e0 del Parlamento.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il lavoro delle commissioni<\/span> si svolge in apposite camere. I membri di una commissione possono richiedere ad altri deputati o a specialisti di inviare pareri scritti sulla materia oggetto di studi o invitarli ad assistere ad alcune riunioni. Quando la commissione conclude la propria discussione sulla proposta di legge o sulla risoluzione da adottare, sovente allega un parere scritto con il quale consiglia ai membri dell\u2019Al\u00feingi come affrontare la questione. Nel caso accada che all\u2019interno della commissione non emerga una posizione unitaria, pu\u00f2 succedere che questa presenti pi\u00f9 di un\u2019opinione. Se la commissione riceve una proposta di legge dopo la seconda lettura, questa pu\u00f2 allegare un\u2019ulteriore opinione con la quale i suoi membri si possono schierare a favore o contro la posizione emersa durante il dibattito. Infine la commissione pu\u00f2 presentare una proposta di legge su un argomento riguardante la propria materia di competenza.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">I membri dell\u2019Al\u00feingi collaborano in maniera diretta anche alla cooperazione internazionale mediante le relative associazioni a cui l\u2019Islanda \u00e8 affiliata come ad esempio l\u2019EFTA, la NATO, il Consiglio Nordico, ecc. In totale sono nove le delegazioni permanenti di queste organizzazioni, ad ognuna delle quali partecipano dai tre ai sette deputati. Questi devono preparare rapporti delle materie che trattano, risoluzioni e anche nuove proposte. Il lavoro che viene svolto all\u2019interno delle <span style=\"text-decoration: underline;\">commissioni internazionali<\/span> serve per esternare il punto di vista islandese sulle varie questioni per cui spesso si superano le tensioni fra partiti. Ogni commissione internazionale deve stilare un rapporto annuale da presentare in Parlamento circa l\u2019attivit\u00e0 svolta, i viaggi intrapresi e gli accordi conclusi.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">A questi lavori partecipano anche le commissioni permanenti citate in precedenza. Alla luce della recente crisi affrontata dall\u2019Islanda, un lavoro fondamentale \u00e8 svolto dalla commissione per gli affari esteri che \u00e8 in contatto permanente con il Parlamento Europeo. Questa importanza \u00e8 dettata a maggior ragione dalla volont\u00e0 dell\u2019attuale governo, guidato dalla leader socialdemocratica Johanna Sigurdardottir, di avviare <span style=\"text-decoration: underline;\">i negoziati d\u2019adesione all\u2019Unione Europea<\/span> nel pi\u00f9 breve tempo possibile (si parla di un eventuale ingresso gi\u00e0 nel 2011).<a href=\"#_edn36\">[36]<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Infine l\u2019Al\u00feingi \u00e8 affiancato da altre due istituzioni di propria nomina. Queste sono <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019ufficio nazionale per la revisione<\/span> dei conti e l\u2019ombudsman. Il primo ha una funzione di vigilanza verso tutti gli enti che percepiscono fondi statali come i servizi pubblici o quelle imprese che sono controllate per il 50% o pi\u00f9 da parte dello Stato. Il suo compito \u00e8 quello di vegliare sul corretto utilizzo dei fondi e pu\u00f2 lavorare di comune accordo con le commissioni parlamentari che si occupano di finanza pubblica. I revisori sono nominati dal Presidente dell\u2019Al\u00feingi e dai suoi vice per un mandato di sei anni. I revisori svolgono il loro lavoro autonomamente e non sono soggetti al controllo da parte del Parlamento, tuttavia quest\u2019ultimo pu\u00f2 richiedere resoconti sull\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ufficio.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Per quanto riguarda l<span style=\"text-decoration: underline;\">\u2019ombudsman<\/span> \u00e8 un\u2019istituzione tipica delle democrazie dei paesi del nord. In Islanda \u00e8 attivo a partire dal 1987 e il suo compito \u00e8 quello di controllare\u00a0 e supervisionare il lavoro che viene svolto dagli enti locali e nazionali, proteggendo i cittadini da eventuali disfunzioni delle suddette amministrazioni. La sua azione \u00e8 determinata da richieste indirizzate direttamente a lui e che lui stesso si occupa di selezionare, nel suo lavoro non prende ordini da nessun organismo, nemmeno dal Parlamento. Gode di un ampio margine d\u2019azione, pu\u00f2 rivolgere domande alle autorit\u00e0 coinvolte ed avere accesso a documenti, rapporti e a tutto il materiale passibile d\u2019attenzione per la sua indagine. Le sue conclusioni sono generalmente accettate dalle autorit\u00e0 coinvolte e quando ci\u00f2 non avviene, l\u2019ombudsman pu\u00f2 consigliare alla parte in causa di procedere con un\u2019azione legale. Chiunque vi si pu\u00f2 rivolgere mediante una richiesta scritta ed esiste anche un apposito staff che aiuta il richiedente a redigere la propria lamentela. L\u2019ombudsman viene nominato per un periodo di quattro anni dall\u2019Al\u00feingi.<a href=\"#_edn37\">[37]<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il Presidente e l\u2019esecutivo. L\u2019Islanda, come specificato nel primo articolo della sua Costituzione, gode di una forma di governo parlamentare. Tuttavia l\u2019elezione a suffragio universale del Presidente della Repubblica potrebbe far supporre che questa istituzione goda di particolare influenza nella scelta dell\u2019indirizzo politico del paese, ma cos\u00ec non \u00e8. Il Presidente islandese viene eletto a suffragio universale in un turno unico a maggioranza relativa per un periodo di quattro anni. Queste elezioni sono caratterizzate dalla mancanza di politicizzazione delle stesse nel senso che i partiti non supportano nessun candidato, anche quando questo provenga dalle proprie file. La scelta dell\u2019elettorato \u00e8 influenzata pi\u00f9 dalle qualit\u00e0 personali dei candidati e nelle due uniche occasioni in cui i candidati sono stati apertamente sostenuti da un partito, sono stati irrimediabilmente bocciati. Il caso pi\u00f9 eclatante risale al 1952 quando il Partito Progressista e il Partito dell\u2019Indipendenza, i quali congiuntamente avevano ottenuto il 64% nella precedente tornata elettorale, sostennero apertamente la candidatura di un vescovo e potevano contare anche sull\u2019appoggio di una parte considerevole della stampa. Tuttavia la scarsa esperienza politica di questo candidato ne determin\u00f2 la sconfitta nelle urne: la spunt\u00f2 \u00c1sgeir \u00c1sgeirsson (che vantava una lunga militanza all\u2019interno del Parlamento ed era stato anche Primo Ministro per due anni) con il 48,3% dei voti contro i 44,7% del chierico.<a href=\"#_edn38\">[38]<\/a> <\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Un\u2019altra peculiarit\u00e0 delle elezioni presidenziali \u00e8 la possibilit\u00e0 di non ricorrervi nel caso si presenti un unico candidato. Questa situazione si \u00e8 verificata ogni volta che il Presidente in carica si \u00e8 riproposto anche per il mandato successivo. Considerando che, dall\u2019indipendenza del 1944 ad oggi, si sono succeduti solamente cinque Presidenti e che questi hanno rinnovato il proprio mandato dalle due alle quattro volte, le elezioni presidenziali sono state pi\u00f9 un\u2019eccezione che una prassi.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L\u2019umiliazione patita nel 1952 dai due partiti di maggioranza di allora ha fatto si che nelle elezioni successive nessun candidato fosse scelto o supportato da una piattaforma politica. La competizione fra i candidati si \u00e8 cosi trasformata in una competizione personale dove si scontrano i propri meriti personali e dove conta soprattutto l\u2019appeal personale. Anche per questo motivo durante la campagna elettorale i candidati devono rincorrere i rumors sul proprio conto, spesso falsi, messi in giro dai propri avversari.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Per quanto concerne il ruolo del Presidente una volta eletto, esso \u00e8 soprattutto di garanzia. A questo proposito va ricordato come la figura del Presidente cos\u00ec come presentata nella Costituzione del 1944 \u00e8 stata desunta da quella del Re di Danimarca il quale, negli anni precedenti l\u2019ottenimento dell\u2019indipendenza, era stato ormai svuotato di ogni potere nei confronti dell\u2019Islanda.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Secondo la Costituzione il Presidente condivide con il Parlamento il potere legislativo con il Parlamento, di fatto il suo ruolo \u00e8 quello di controfirmare le proposte di legge che vengono votate durante le sessioni dell\u2019Al\u00feingi. Gode si della possibilit\u00e0 di esercitare il potere di veto, prevista dall\u2019art. 26 della Costituzione, ma questa istanza \u00e8 stata utilizzata solamente una volta dal 1944 ad oggi e per altro in tempi recenti (ovvero il 2 giugno 2004 quando il Presidente Grimson ha rifiutato di sottoscrivere una legge relativa ai mass media. Tuttavia, bench\u00e9 prevista, anche in questa occasione \u00e8 stata evitata la consultazione referendaria grazie al tempestivo intervento del Governo).<a href=\"#_edn39\">[39]<\/a> Il Presidente ha anche diritto all\u2019esercizio di iniziativa legislativa anche se questo, come gli altri poteri imputati al Capo dello Stato, sono esercitati dal Governo, cos\u00ec come espresso dall\u2019art. 13 della Costituzione:<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il Presidente affida la propria autorit\u00e0 ai Ministri<a href=\"#_edn40\">[40]<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Secondo l\u2019art. 28 della Costituzione il Presidente pu\u00f2 emanare decreti provvisori in caso di urgenza quando l\u2019Al\u00feingi non \u00e8 in sessione. Tuttavia questi non devono andare contro la Costituzione e devono essere approvate dal Parlamento nel pi\u00f9 breve tempo possibile. Se ci\u00f2 non avviene entro sei settimane il decreto presidenziale decade.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Un\u2019importante prerogativa del Presidente \u00e8 quella di mettere ordine nel funzionamento dei pubblici poteri, tuttavia l\u2019unica volta che ci\u00f2 si \u00e8 verificato risale al periodo 1942-1944 sotto la reggenza di Sveinn Bj\u00f6rnsson quando, davanti alla litigiosit\u00e0 dei partiti eletti in Parlamento e la conseguente impossibilit\u00e0 di formare un governo stabile, Bj\u00f6rnsson decise di nominare un governo di tecnici.<a href=\"#_edn41\">[41]<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il Presidente gioca un ruolo importante nella formazione del governo. In Islanda mai nessun partito \u00e8 riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta dei voti ed inoltre la prefigurazione di eventuali coalizioni di prassi si manifesta a voto concluso. Il Presidente convoca il leader del partito che ha ottenuto la maggioranza relativa durante la consultazione elettorale e a questo d\u00e0 l\u2019incarico di trattare con gli altri partiti. Se costui non riesce nel suo intento il Presidente proceder\u00e0 in subordine convocando i leader degli altri partiti fino al momento in cui emerge la figura in grado di formare una maggioranza di governo. A questo proposito va ricordato che non \u00e8 raro per gli islandesi esser governati da coalizioni di partiti non contigui.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nella pratica del potere esecutivo l\u2019iniziativa spetta al Primo Ministro e ai ministri che compongono il gabinetto. Sebbene sia previsto che anche il Capo dello Stato condivida con il gabinetto tale prerogativa, il suo ruolo si manifesta soprattutto nell\u2019atto della formazione del Governo dopodich\u00e9 mantiene una posizione marginale. I Ministri che compongono il Governo sono di numero variabile che ruota intorno alla decina e spesso ricoprono pi\u00f9 mansioni (attualmente sono undici: Ministro degli Affari Commerciali, Ministro delle Comunicazioni, Ministro dell\u2019Educazione, Scienza e Cultura, Ministro dell\u2019Ambiente, Ministro delle Finanze, Ministro della Pesca e dell\u2019Agricoltura, Ministro per gli Affari Esteri, Ministro della Salute, Ministro dell\u2019Industria, Energia e Turismo, Ministro della Giustizia e degli Affari Ecclesiastici, Ministro degli Affari Sociali e della Sicurezza). Come visto in precedenza, il Governo media di continuo le proprie posizioni con l\u2019Al\u00feingi e con le commissioni nominate da quest\u2019ultimo e pu\u00f2 continuare nel suo operato finch\u00e9 gode della sua fiducia.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il sistema giudiziario. <span style=\"text-decoration: underline;\">La Corte Suprema d\u2019Islanda<\/span> \u00e8 stata fondata nel 1919 e ha tenuto la sua prima sessione il 19 febbraio del 1920. La Corte detiene il pi\u00f9 alto potere giudiziario dell\u2019isola dove il sistema delle corti \u00e8 diviso su due livelli, rendendo il suo sistema pi\u00f9 semplice rispetto a quello di altri paesi europei dove i livelli di giudizio sono almeno tre e in presenza di numerose corti speciali. Nel 1991 il sistema giudiziario \u00e8 stato riformato, anche in seguito al caso Kristinsson citato nei precedenti paragrafi, per perfezionare la separazione fra il potere giudiziario ed esecutivo. Sotto questa nuova legislazione operano sia la Corte Suprema che <span style=\"text-decoration: underline;\">le corti di distretto<\/span>, la cui giurisdizione coincide con l\u2019area delle circoscrizioni elettorali. In ambo e due i casi l\u2019ambito in cui operano \u00e8 quello civile e penale. <\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span class=\"contentpane\">Per quanto concerne le corti speciali, il sistema giudiziario islandese ne prevede due tipi. <span style=\"text-decoration: underline;\">La Corte del Lavoro<\/span> la quale tratta di casi inerenti alle organizzazioni sindacali e le associazioni degli imprenditori. Non si pu\u00f2 ricorrere in appello per le sue sentenze, si pu\u00f2 ricorrere alla Corte Suprema solo per difetti di natura procedurale. <span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019Alta Corte di Stato<\/span><\/span><\/span> invece tratta i casi relativi all\u2019operato scorretto dei ministri del governo il quale \u00e8 stato previamente segnalato dal Parlamento. Le decisioni dell\u2019Alta Corte sono inappellabili, tuttavia da quando \u00e8 stata introdotta questa istituzione non \u00e8 mai stata convocata.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">La Corte Suprema opera in due sezioni ad ognuna delle quali partecipano tre o cinque giudici a seconda dei casi, su un totale di nove giudici. Per casi particolarmente importanti il Presidente della Corte pu\u00f2 decidere che in aula siedano fino a sette giudici. Solitamente quando i giudici si riuniscono in un gruppo di cinque o di sette, si tratta dei giudici pi\u00f9 anziani della Corte. La sessione deve esser presieduta dal Presidente, in sua assenza deve essere sostituto dal suo vice e in caso manchino entrambi la sessione viene condotta dal membro pi\u00f9 anziano della Corte.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">I giudici della Corte si riuniscono ogni due anni per nominare il Presidente e il suo vice. I compiti del Presidente della Corte, oltre quelli citati in precedenza, sono quelli di condurre i lavori, controllare la disciplina e anche sbrigare le pratiche amministrative. In questo campo \u00e8 aiutato dal Segretario Generale che si occupa dell\u2019amministrazione della Corte per suo conto e seguendo le sue indicazioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<table style=\"text-align: center;\" border=\"0\" cellpadding=\"10\">\n<tbody style=\"text-align: left;\">\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><em><strong>L\u2019 Al\u00feingish\u00fas dove ha sede il Parlamento<\/strong><\/em><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><em><strong>La Corte Suprema d\u2019Islanda<\/strong><\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-84\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG31.png\" alt=\"L\u2019 Al\u00feingish\u00fas\" width=\"298\" height=\"188\" \/><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-85\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG32.png\" alt=\"La Corte Suprema d\u2019Islanda\" width=\"212\" height=\"188\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: center;\"><em><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il Presidente della Repubblica \u00d3lafur Ragnar Gr\u00edmsson<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"contentpane\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-86\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG33.png\" alt=\"Il Presidente della Repubblica \u00d3lafur Ragnar Gr\u00edmsson\" width=\"185\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG33.png 185w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/112410_0914_LATERRADELG33-176x300.png 176w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref1\">[1]<\/a> \u201cIceland\u2019s 1100 years: history of a marginal society\u201d pag. 9 edit by Gunnar Karlsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref2\">[2]<\/a> \u201cIceland\u2019s 1100 years: history of a marginal society\u201d pag. 14 edit by Gunnar Karlsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref3\">[3]<\/a> Tratto da \u201cThe Story of Burnt Njal\u201d, traduzione di George Dasent<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref4\">[4]<\/a> \u201cPrivate Creation and Enforcement of Law: a historical case\u201d by David Friedman<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref5\">[5]<\/a> \u201cIceland\u2019s 1100 years: history of a marginal society\u201d pag. 73-76 edit by Gunnar Karlsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref6\">[6]<\/a> Tratto dalla Islendinga Saga<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref7\">[7]<\/a> Tratto dalla Islendinga Saga<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref8\">[8]<\/a> \u201cIceland, The Republic\u201d, pag. 71 editors Johannes Nordal e Valdimar Kristinsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref9\">[9]<\/a> \u201cIceland, The Republic\u201d, pag. 75 editors Johannes Nordal e Valdimar Kristinsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref10\">[10]<\/a> \u201cIceland\u2019s 1100 years: history of a marginal society\u201d pag. 143 edit by Gunnar Karlsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref11\">[11]<\/a> \u201cIceland, The Republic\u201d, pag. 83 editors Johannes Nordal e Valdimar Kristinsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref12\">[12]<\/a> Reportage \u201cNoi popolo di ipotecati\u201d da Corriere Magazine del 20\/12\/2008<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref13\">[13]<\/a> \u201cIceland\u2019s 1100 years: history of a marginal society\u201d pag. 19 edit by Gunnar Karlsson<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref14\">[14]<\/a> Tratto dalla Lj\u00f2svetninga Saga<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref15\">[15]<\/a> Schema tratto da \u201cBloodtaking and Peacemaking: feud, law and society in Saga Iceland\u201d, pag. 17 edit by Ian Miller<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref16\">[16]<\/a> Tratto dalla Gr\u00e1g\u00e1s<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref17\">[17]<\/a> Tratto da \u201cBloodtaking and Peacemaking: feud, law and society in Saga Iceland\u201d, pag. 35 edit by Ian Miller<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref18\">[18]<\/a> Tratto dalla Eyrbyggja Saga<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref19\">[19]<\/a> Tratto dalla Gr\u00e1g\u00e1s<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref20\">[20]<\/a> Tratto da \u201cBloodtaking and Peacemaking: feud, law and society in Saga Iceland\u201d, pag. 235 edit by Ian Miller<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref21\">[21]<\/a> Tratto dalla Vatnsd\u0153la Saga<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref22\">[22]<\/a> Da da \u201cConstitutional and Economic Space of the small Nordic Jurisdictions\u201d pag. 51 by Agust Thor Arnason, edit by Lise Lyck<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref23\">[23]<\/a> Art. 1 Costituzione Islandese<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref24\">[24]<\/a> Art. 2 Costituzione Islandese<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref25\">[25]<\/a> Art. 15 Costituzione Islandese<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref26\">[26]<\/a> Introduzione Costituzione islandese<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref27\">[27]<\/a> Tratto da \u201cConstitutional and Economic Space of the small Nordic Jurisdictions\u201d pag. 59 by Agust Thor Arnason, edit by Lise Lyck<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref28\">[28]<\/a> \u201cThoughts on the Constitution\u201d pag. 112 by \u00d3lafur J\u00f3hannesson, Helgafell<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref29\">[29]<\/a> \u201cda \u201cConstitutional and Economic Space of the small Nordic Jurisdictions\u201d pag. 57 by Agust Thor Arnason, edit by Lise Lyck<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref30\">[30]<\/a> \u201cAlthingi, Election to Althingi\u201d, pag. 10,\u00a0 comipled by the secretariat of Althingi, edited by Hildur Gr\u00f2a Gunnarsdottir and Solveig K. Jonsdottir<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref31\">[31]<\/a> da www.wordiq.com<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref32\">[32]<\/a> dal Morgunbla\u00f0i\u00f0 del 26\/04\/2009<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref33\">[33]<\/a> \u201cAlthingi, The President of Althingi\u201d, pag. 14, comipled by the secretariat of Althingi, edited by Hildur Gr\u00f2a Gunnarsdottir and Solveig K. Jonsdottir<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref34\">[34]<\/a> \u201cAlthingi, Party Groups\u201d, pag.16, comipled by the secretariat of Althingi, edited by Hildur Gr\u00f2a Gunnarsdottir and Solveig K. Jonsdottir<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref35\">[35]<\/a> Da www.althingi.is<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref36\">[36]<\/a> Da Forbes del 25\/05\/2009<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref37\">[37]<\/a> Act No. 85\/1997 on the Althingi Ombudsman<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref38\">[38]<\/a> \u201cSemi-presidentialism in Europe\u201d by Gunnar Helgi Kristinsson, pag. 99. Compiled by Robert Elgie, Oxford University Press, 1999<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref39\">[39]<\/a> Da www.icelandreview.com del 02\/02\/07<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref40\">[40]<\/a> Art. 13 Costituzione Islandese<\/p>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#_ednref41\">[41]<\/a> \u201cSemi-presidentialism in Europe\u201d by Gunnar Helgi Kristinsson, pag. 101. Compiled by Robert Elgie, Oxford University Press, 1999<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;\">\n<pre>La Costituzione Islandese: storia ed evoluzione\u201d is a degree thesis defended on 15th July 2009 by Fabio Quartino under the supervision of Prof. Andrea Canepa of the University of Genoa, Italy. It offers an extensive overview of Icelandic history aimed at finding out the roots of the nation's constitutional order, which is currently in the process of being revised by the first ever elected constitutional assembly in the life of the country. Fabio Quartino's work wishes to be a source of useful information for Italian-speaking scholars who have an interest in Iceland's constitutional history and may not have access to comprehensive overviews in their native tongue.<\/pre>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La Costituzione Islandese: storia ed evoluzione&#8221; is a degree thesis defended on 15th July 2009 by Fabio Quartino under the supervision of Prof. Andrea Canepa of the University of Genoa, Italy. It offers an extensive overview of Icelandic history aimed at finding out the roots of the nation&#8217;s constitutional order, which is currently in the process of being revised by the first ever elected constitutional assembly in the life of the country. 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