{"id":10614,"date":"2021-12-06T16:20:46","date_gmt":"2021-12-06T16:20:46","guid":{"rendered":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/?p=10614"},"modified":"2022-01-13T11:04:05","modified_gmt":"2022-01-13T11:04:05","slug":"il-popolo-indigeno-dei-sami-e-la-conoscenza-ecologica-tradizionale-difficolta-e-lezioni-da-imparare-nel-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/volume-16-no-4b-2022\/new-article-double-blind-peer-review-volume-16-no-4b-2022\/il-popolo-indigeno-dei-sami-e-la-conoscenza-ecologica-tradizionale-difficolta-e-lezioni-da-imparare-nel-xxi-secolo\/","title":{"rendered":"Il popolo Indigeno dei S\u00e1mi e la Conoscenza Ecologica Tradizionale: difficolt\u00e0 e lezioni da imparare nel XXI secolo"},"content":{"rendered":"\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10614?pdf=10614\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> <\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione: chi sono i popoli indigeni?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi non si occupa di diritti umani o questioni indigene pu\u00f2 ancora credere che i popoli indigeni abitino terre lontane, abbiano usi e costumi antichi e a volte rudimentali, che non abbiano nulla o poco a che fare con la cultura occidentale contemporanea e soprattutto che abbiano poco o nulla da insegnare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo articolo si pone l\u2019obiettivo di presentare la cultura indigena e soprattutto quella del popolo indigeno S\u00e1mi e osservare quanto questa abbia tanto da insegnare, soprattutto in ambito socio-cultural e ambientale europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, cosa significa \u2018indigeno\u2019 in questo contesto? La parola \u2018indigeno\u2019 \u00e8 sinonimo di autoctono, nativo, originario del luogo. Si riferisce alle popolazioni indigene come i Maori in Nuova Zelanda, i Kichwa in Equador, i popoli nativi nel Nord America come i Lakota, oppure i Maasai in Tanzania e agli aborigeni australiani. La parola \u2018aborigeno\u2019 \u00e8 talvolta utilizzata come sinonimo di \u2018indigeno\u2019. Altre volte ci si pu\u00f2 riferire ai popoli indigeni come popolazioni tribali, o trib\u00f9, popoli autoctoni, indios, nativi o popolazioni native e questo dipende dalla storia e dalla cultura del luogo; in questo articolo user\u00f2 la denominazione di indigeno o popoli indigeni per facilitare la comprensione della lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi sono i popoli indigeni? Ad oggi non vi \u00e8 una definizione univocamente accettata nel contesto globale. I popoli indigeni hanno ripetutamente fatto richiesta di essere annoverati come tali, richieste che purtroppo non sono ancora state accettate. I grandi Stati, tanto \u00e8 vero, non hanno ancora voluto prendere posizione in merito, nonostante l\u2019ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) abbia identificato criteri abbastanza chiari come: l\u2019auto-identificazione come popolo indigeno, continuit\u00e0 storica con le societ\u00e0 pre-coloniali; forte legame con i territori e le risorse naturali circostanti; sistemi sociali, economici o politici distinti; lingua, cultura e credenze distinte; sforzo di mantenere i propri ambienti naturali sani e riprodurre i sistemi ancestrali come popoli e comunit\u00e0 distinti dalla societ\u00e0 dominante (ONUGA 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quesito fondamentale alla base di questo articolo \u00e8 che cosa i popoli indigeni nel XXI secolo ci possano insegnare e soprattutto i popoli S\u00e1mi in un contesto socio-culturale e ambientale europeo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere a questa domanda, l\u2019 articolo presenta una panoramica dei popoli S\u00e1mi, del loro territorio, delle loro pratiche di sostentamento tradizionali che riguardano principalmente l\u2019allevamento semi-nomade delle renne e la pesca del salmone. Inoltre, l\u2019analisi include la conoscenza ecologica tradizionale S\u00e1mi e del rapporto conflittuale di questo tipo di sapienza con la scienza ufficiale. Nel sottolineare l\u2019importanza del territorio in cui vivono tradizionalmente i S\u00e1mi e la connessione con la conoscenza ecologica tradizionale, mi propongo di porre all\u2019attenzione del lettore sui diversi tentativi indigeni e non-ingigeni di presentare la complessit\u00e0 di definire che cos\u2019\u00e8 la conoscenza tradizionale indigena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Metodologicamente questo articolo \u00e8 il frutto di una revisione letteraria sulla cultura S\u00e1mi e raccoglie studi e articoli precedenti dall\u2019autrice per la prima volta in italiano. La nuova prospettiva presentata in questo articolo riguarda: la relazione tra la conoscenza ecologica tradizionale S\u00e1mi e la scienza accademica convenzionale, il loro incontro-scontro e soprattutto la critica neocoloniale (sezione 5) che evidenzia discriminazioni del sapere non-accademico ufficiale, come la conoscenza ecologica tradizionale S\u00e1mi. Questa critica sulla formazione del sapere ha l\u2019obiettivo di ampliare il potenziale epistemologico e promuovere modi alternativi di produzione di conoscenza.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong>I S\u00e1mi, la storia e il loro territorio<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">I S\u00e1mi \u2013 scritto anche \u2018Saami\u2019 &#8211; sono considerati l\u2019unico popolo indigeno ufficialmente riconosciuto in Unione Europea, secondo i criteri dell\u2019ONU e dell\u2019OIL (Orgnizzazione Internazinale del lavoro)<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. Molti gruppi minoritari in Europa, come ad esempio i baschi in Spagna e i popoli rom, hanno ripetutamente chiesto di essere introdotti nella lista dei popoli indigeni. Richieste che fino ad ora non sono state accolte poich\u00e8 alcuni stati europei non hanno ancora voluto prendere posizione nonostante i criteri ONU precedentemente citati come l\u2019auto-identificazione come popolo indigeno, la continuit\u00e0 storica con le societ\u00e0 pre-coloniali, ecc. (ONUGA 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I S\u00e1mi erano pi\u00f9 comunemente conosciuti con la designazione di Lapponi, ovvero col nome che la popolazione dominante &#8211; popolazione maggioritaria o i colonizzatori &#8211; avevano dato a questo popolo, mentre S\u00e1mi \u00e8 il nome che loro stessi si sono scelti e col quale \u00e8 pi\u00f9 giusto e corretto riferirsi a loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I S\u00e1mi originariamente hanno abitato, e ancora abitano, da tempi immemorabili nel profondo nord, in una regione chiamata S\u00e1pmi \u2013 che prende appunto il nome da questi popoli \u2013 la quale si estende nel nord della Fennoscandia, ovvero nel nord della Norvegia, della Svezia, della Finlandia e nel nord-ovest della Confederazione Russa (Britannica 2020; Groth and Lassinati 1982). Questa regione non ha confini ben precisi ed \u00e8 andata sempre pi\u00f9 riducendosi a causa di diversi fattori quali: il cambiamento climatico, il disboscamento, le centrali idroelettriche, lo sviluppo del turismo (Kyll\u00f6nen et. al. 2006, 695\u2013697), l\u2019avanzamento di industrie estrattive (quali estrazione del petrolio, di gas naturale, di diversi minerali, ecc.) che hanno sempre pi\u00f9 limitato lo sviluppo dei mezzi di sussistenza tradizionale S\u00e1mi. Questo territorio, S\u00e1pmi appunto, \u00e8 comunemente, ed erroneamente, conosciuto come Lapponia, soprattutto dalla popolazione maggioritaria<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambiente naturale dei territori tradizionali S\u00e1mi costituisce un elemento fondamentale per i S\u00e1mi, poich\u00e8 strettamente legato ai mezzi di sussistenza tradizionali, quali l\u2019allevamento della renna e la pesca del salmone. Il legame con la terra si estrinseca soprattutto: nell\u2019uso sostenibile delle risorse naturali, in un\u2019attitudine di grande rispetto, gratitudine e interscambio con l\u2019ambiente naturale e con tutti i suoi elementi, viventi e non- viventi. Difatti, proprio grazie allo stile di vita sostenibile delle popolazioni indigene del Pianeta, l\u201980% della biodiversit\u00e0 globale si trova nei territori tribali, o indigeni, poich\u00e8, secondo un articolo del National Geographic, i popoli indigeni sono tra i migliori conservazionisti al mondo (Raygorodetsky 2018). Anche l\u2019organizzazione <em>Right <\/em><em>and Resources Initiative<\/em> (RRI), ha prodotto moltissimi studi negli ultimi anni su come i popoli indigeni che vivono sul territorio ancestrale contribuiscano a mantenere la biodiversit\u00e0 ma anche una migliore gestione del territorio (RRI and McGill University 2021)<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste popolazioni abitano nella regione di S\u00e1pmi da almeno 5000 anni e probabilmente anche da pi\u00f9 a lungo, ma non vi \u00e8 un consenso unanime tra i ricercatori per ci\u00f2 che riguarda questa datazione. Certamente vero \u00e8 che i S\u00e1mi abitano questi territori da molto prima della formazione degli stati-nazioni, quali la Norvegia, la Svezia, la Finlandia e la Russia. Lo scrittore latino Tacito (98 a.C.), infatti, fu il primo a menzionare i S\u00e1mi, con il nome latino di <em>Fenni<\/em>, gi\u00e0 nel 98 a.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I S\u00e1mi sono suddivisi in comunit\u00e0 ognuna della quali ha le proprie tradizioni specifiche. Le diverse lingue S\u00e1mi derivano dal ceppo linguistico degli Urali, chiamate anche lingue uraliche. Nel nord della Finlandia ad esempio vi sono: lo Skolt S\u00e1mi, parlato nel nord-est, l\u2019Inari S\u00e1mi, tipico della zona circostante la citt\u00e0 di Inari e il S\u00e1mi del Nord, o S\u00e1mi settentrionale, che \u00e8 il pi\u00f9 parlato (AHDR II 2015, 116-17), ma altre lingue S\u00e1mi sono presenti e parlate nelle altre parti della regione, sebbene alcune siano in pericolo di estinzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come popoli minoritari, i S\u00e1mi hanno sub\u00ecto diversi tipi di discriminazione diretta e indiretta durante gli anni: come le politiche di integrazione forzata attraverso l\u2019istruzione dei bambini, o le politiche di \u201cnorvegizzazione\u201d, ovvero l\u2019assimilazione forzata dei S\u00e1mi alla popolazione norvegese, l\u2019Istituto di biologia raziale nazionale per la sterilizzazione delle donne S\u00e1mi in Svezia, come anche le politiche di sottrazione forzata delle terre S\u00e1mi per censo, favorendo la popolazione non-S\u00e1mi che viveva nel nord della Fennoscandia (Minde 2005).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi \u00e8 quindi difficile definire quanti S\u00e1mi vi siano, poich\u00e9 molti discendenti S\u00e1mi preferiscono non registrarsi come tali proprio per le prolungate discriminazioni da parte della popolazione maggioritaria non-S\u00e1mi. In Finlandia ad esempio, si dice che vi siano pi\u00f9 S\u00e1mi a Helsinki, la capitale, che in tutto il resto del Paese, trasferitisi principalmente per ragioni lavorative e di istruzione (EMRIP 2019, 12)<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong>Le pratiche di sostentamento tradizionale S<\/strong><strong>\u00e1<\/strong><strong>mi<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutti i S\u00e1mi al giorno d&#8217;oggi vivono secondo gli usi e costumi tradizionali, molti di loro si sono mescolati tra le popolazioni nordiche, assorbendone usi, costumi e modi di vivere, abbandonando in tal modo le proprie tradizioni indigene. I S\u00e1mi, che preferiscono vivere secondo gli usi a costumi tradizionali, indossano abiti S\u00e1mi colorati; i diversi colori e le decorazioni simboleggiano le diverse comunit\u00e0 di appartenenza. Altrettanto tradizionali sono le pratiche di sostentamento S\u00e1mi che differiscono a seconda dell\u2019ambiente circostante di ogni comunit\u00e0, come: corsi d\u2019acqua, laghi, mari ma anche tundra, montagne, foreste ecc. Ma le pratiche di sostentamento S\u00e1mi pi\u00f9 caratteristiche sono l\u2019allevamento semi-nomade della renna (\u00c5hr\u00e9n 2016, 281) e la pratica della pesca del salmone (Pedersen 2016, 281). Oltre a queste pratiche tradizionali principali, che sono profondamente legate all\u2019identit\u00e0 S\u00e1mi come popolo indigeno, vi sono altre attivit\u00e0 praticate attivamente a seconda della stagione e del ciclo naturale. Esempi di queste attivit\u00e0 sono: la pesca del merluzzo (soprattutto per i S\u00e1mi che vivono sulla costa o vicino a corsi d\u2019acqua), la caccia della selvaggina come alci e volpi, oppure la caccia di uccelli selvatici come la pernice bianca, cos\u00ec anche l\u2019allevamento del bestiame come capre e pecore (Backman et al. 2016, II: 281-2), la raccolta di funghi, frutti di bosco come il mirtillo artico blu, il mirtillo rosso e la mora artica, erbe e spezie come ad esempio l\u2019acetosella, l\u2019arcangelica e la cicerbita violetta (Nilsson et al. 2011, 307\u2013309). In pubblicazioni precedenti in lingua inglese, ho argomentato che le pratiche di sostentamento tradizionali S\u00e1mi sono profondamente legate all\u2019identit\u00e0 S\u00e1mi come popoli indigeni e di conseguenza devono essere salvaguardate e protette (Casi 2019, 208; Casi 2020).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni gli usi, i costumi e lo stile di vita tradizionali S\u00e1mi sono andati via via modificandosi, finendo per adattarsi sempre pi\u00f9 allo stile di vita moderno dei Paesi nordici, a tal punto che alcune attivit\u00e0 tradizionali purtroppo sono scomparse (Sissons 2005, 140), come ad esempio attivit\u00e0 legate ai tamburi traditionali Sami.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong>La conoscenza ecologica tradizionale e il mondo scientifico <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente vi \u00e8 stato un rinnovato interesse per la <em>Tradizional Ecological Knowledge<\/em> (TEK), tradotto in italiano come conoscenza ecologica tradizionale riguardante i popoli indigeni, nell\u2019ambito sia scientifico-accademico (Camerlenghi 2021) sia della cultura popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conoscenza ecologica tradizionale \u00e8 la conoscenza tipica e unica di una comunit\u00e0 indigena o di un gruppo culturale che vive a stretto contatto con l\u2019ambiente naturale circostante; essa si riferisce a un corpo di conoscenze non scritte, cha cambiano continuamente e che si trasmettono oralmente di generazione in generazione (Casi, Guttorm, Virtanen 2021; Berkes 1999\/2012). Essa offre informazioni circa l\u2019ambiente fisico e biologico di un luogo specifico (Henriksen 2011, 78); \u00e8 profondamente legata a uno specifico territorio, e precisamente all\u2019ambiente naturale in cui la comunit\u00e0 indigena si trova, per questo lo stimato ricercatore Fikret Berkes la definisce una conoscenza \u2018situata\u2019 (Berkes 1999\/2012; Weir 2009) perch\u00e9 osservata e appresa in uno specifico luogo. Ha inoltre un valore non solo culturale ma anche spirituale (UNFCCC 2013, 24). Secondo la professoressa indigena Deborah McGregor, la conoscenza ecologica tradizionale non \u00e8 solo semplice sapere riguardante i fenomeni naturali ma molto di pi\u00f9 (McGregor 2004). E\u2019 un approccio olistico alla natura e a tutti gli elementi viventi, e non- viventi, che la compongono; \u00e8 un \u2018modo di vita\u2019, \u00e8 una relazione personale (LaDuke 1997, 35) con l\u2019ambiente naturale circostante, \u00e8 tramandata di generazione in generazione ed \u00e8 acquisita gradualmente attraverso la costante pratica quotidiana (McGregor 2004, 396) in un lungo lasso temporale. Non \u00e8 un sapere statico ma dinamico, sempre in evoluzione e a passo con i tempi e con i costanti cambiamenti naturali and antropogenici. La conoscenza ecologica tradizionale \u00e8 un modo di conoscere il mondo (Simpson 2001, 137-148), anzi \u00e8 essa stessa una visione del mondo (Berkes 1999\/2012, 5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono stati tentativi indigeni e non-indigeni di definire la nozione di conoscenza ecologica tradizionale. Mentre, da un lato, le interpretazioni non-indigene sono parziali e incomplete, in quanto tralasciano aspetti significativi (Casi, Guttorm, Virtanen 2021), e ne offrono un approccio a volte coloniale, dall\u2019altro lato, i punti di vista indigeni ne presentano un approccio olistico e pi\u00f9 completo, che sottolinea l\u2019interconnessione ambiente naturale ed esseri umani come qualcosa di inseparabile gli uni dagli altri (McGregor 2004, 394\u201395; Roberts 1996, 115). McGregor ha inoltre argomentato che la conoscenza ecologica tradizionale non \u00e8 solo sapere sulla profonda connessione, ma piuttosto \u00e8 la relazione stessa tra esseri umani e natura, cos\u00ec come il modo in cui un individuo si rapporta al mondo (McGregor 2004, 394). Infatti, la conoscenza ecologica tradizionale indigena \u00e8 legata a sistemi sociali che identificano ci\u00f2 che esiste nel mondo (ontologie), il modo di produzione della conoscenza cos\u00ec come cosa pu\u00f2 essere conosciuto (epistemologie) (Casi, Guttorm, Virtanen 2021) ma anche la visione del mondo (cosmologia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Arbediehtu<\/em> \u00e8 la parola, nella lingua S\u00e1mi del Nord, che identifica la conoscenza ecologica tradizionale ed \u00e8 conoscenza ereditata (Porsanger and Guttorm 2011, 14, 17) dai propri avi e dagli anziani della comunit\u00e0. Il profondo rispetto per la natura si manifesta nei popoli S\u00e1mi in diversi modi, non solo considerando con attenzione i cicli naturali ma anche lasciando un luogo come lo si \u00e8 trovato e utilizzando ogni parte di un animale, ad esempio la renna che \u00e8 fondamentale per la cultura S\u00e1mi (Casi, Guttorm, Virtanen 2021). Infatti, i S\u00e1mi ne mangiano la carne, ne usano la pelle e le ossa per farne pellicce, scarpe, vestiti ma anche accessori e ornamenti decorativi (Casi 2019, 208). L\u2019attento rispetto per l\u2019ambiente naturale si mostra anche nel riconoscimento dei Sami della dimensione spirituale degli animali, cos\u00ec come i territori e altri elementi naturali considerati generalmente inanimati, per i S\u00e1mi hanno in realt\u00e0 spirito, valori, emozioni, un proprio modo di comunicare e di prendersi cura di altre parti della natura (Helander-Renvall 2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, nell\u2019ambito della scienza occidentale, la conoscenza tradizionale ecologica \u00e8 spesso non valorizzata e considerata inesatta poich\u00e9 manca di un approccio di misurazione quantitativo e sistematico (Casi, Guttorm and Virtanen 2021) e per questo spesso non \u00e8 riconosciuta come una scienza esatta. Pertanto, la conoscenza tradizionale ecologica \u00e8 ritenuta non adatta, o non abbastanza precisa, in molti ambiti accademici convenzionali, scientifici e anche decisionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso dei popoli S\u00e1mi, la conoscenza ecologica tradizionale \u00e8 anche legata ai mezzi di sussistenza quali l\u2019allevamento delle renne, la pesca, la caccia, la raccolta di funghi, erbe e frutti di bosco, artigianato tradizionale cos\u00ec come il muoversi agilmente nelle foreste artiche, la conoscenza di alture, fiumi, laghi e del mare artico (Casi, Guttorm and Virtanen 2021). Proprio per questa connessione con i loro mezzi di sussistenza, la conoscenza ecologica tradizionale S\u00e1mi \u00e8 a rischio a causa del degrado ambientale e del cambiamento climatico che influenza negativamente i popoli indigeni, come quello S\u00e1mi (UNFCCC 2013, 30; Casi 2020, 123). Cos\u00ec pure il riscaldamento del Mare Artico \u2013 le cui temperature aumentano quasi il doppio rispetto alle medie globali; secondo il quotidiano britannico <em>The Guardian<\/em>, ad esempio, il 6 luglio 2021, la Lapponia ha registrato la temperatura pi\u00f9 alta (33,6\u00b0 C) mai registrata dal 1914 (Cox et al. 2021)- e il conseguente scioglimento dei ghiacci marini mettono ulteriormente a rischio le attivit\u00e0 di sostentamento tradizionale S\u00e1mi come la pesca (Amiel 2019).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi cambiamenti sono estremamente significativi non solo per i S\u00e1mi ma per la biodiversit\u00e0 di tutto il pianeta. La perdita della conoscenza ecologica tradizionale indigena \u00e8 infatti enumerata tra le perdite e i danni non-economici (NELD) nel documento FCCC\/TP\/2013\/2 delle Nazioni Unite, che riguarda il deterioramento non-economico del cambiamento climatico (UNFCCC 2013, 4, 12, 24, 30). Nello stesso documento si fa riferimento al fatto che, a causa degli inverni particolarmente miti, le renne del nord Europa faticano a trovare licheni, cibo favorito e fonte vitale per questi animali. Le conseguenze di questo fatto sono il declino del numero delle renne, la difficolt\u00e0 degli allevatori di renne e il conseguente danno alla cultura S\u00e1mi, primariamente incentrata sull\u2019allevamento di questi animali (United Nations Permanent Forum on Indigenous Issues 2008).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><strong>Sapere scientifico e conoscenza ecologica tradizionale: <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>un incontro-scontro di saperi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il periodo tra gli ultimi decenni del XX secolo e i primi anni del XXI secolo ha visto diverse mobilitazioni con lo scopo di opporre resistenza alla globalizzazione e al capitalismo neo-liberale, in parte responsabili di crisi come quella ecologica, sociale, economica, ma con il comune obiettivo di giustizia sociale (Notes from Nowhere 2003). Queste ondate di mobilizzazione hanno dato vita a una critica contro le limitazioni e le ineguaglianze strutturali del sistema globale e, allo stesso tempo, a una sensibilizzazione in ambito accademico per cui alcuni ricercatori hanno cominciato a criticare il positivismo e le premesse epistemologiche della conoscenza &#8211; come la classica divisione tra soggetto e oggetto, tra esseri umani e natura, le differenze tra uomini e donne ecc. &#8211; da diversi punti di vista, come quello: femminista, degli studi di genere, degli studi sullo sviluppo, studi sulla disabilit\u00e0 e studi post-coloniali, solo per citarne alcuni. Nel mondo accademico occidentale, i fondamenti del pensiero dominante occidentale sono basati su un pensiero binario che viene dall\u2019Illuminismo, come: natura\/cultura, corpo\/mente, maschile\/femminile, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parafrasando George Orwell (1945\/2016) che nel suo famoso romanzo <em>La fattoria degli animali<\/em> scrive che \u201cTutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono pi\u00f9 uguali di altri\u201d scopriremo che possiamo trasporre la critica orwelliana della classe dominante sul resto della popolazione umana in ambito epistemologico. Ovvero, se proviamo infatti a sostituire la parola \u2018conoscenze\u2019 con \u2018animali\u2019 risulter\u00e0 la frase che \u2018tutte <em>le conoscenze<\/em> sono uguali, ma <em>alcune conoscenze<\/em> sono pi\u00f9 uguali di altri\u2019. Con questo piccolo gioco di parole vorrei evidenziare il fatto che ci sono tipi di conoscenze, come quella scientifica e accademica convenzionale, che sono privilegiate rispetto ad altri tipi di sapere non ufficialmente riconosciuti, tra i quali troviamo la conoscenza ecologica tradizionale indigena. Gurminder\u00a0Bhambra\u00a0(2017), professoressa di studi post-coloniali, suggerisce infatti che questo approccio \u00e8 radicato nelle strutture del pensiero coloniale, il quale non mette tutte le conoscenze sullo stesso piano nell\u2019ambito accademico globale, perci\u00f2 le discrimina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste critiche neocoloniali sulla produzione epistemologica convenzionale hanno lo scopo di ampliare le possibilit\u00e0 epistemologiche e promuovere modi alternativi di produzione del sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, diverse comunit\u00e0 indigene hanno criticato l\u2019uso della cultura occidentale troppo spesso additato come sapere universale, nei parametri della ricerca etica \u2013 soprattutto in ambito accademico \u2013 che si \u00e8 diffusa in tutto lo strato sociale e culturale occidentale, determinando in questo modo meccanismi decisionali, che si promuovono come universali ma che sono in realt\u00e0 parziali, e relativi al mondo occidentale (Hudson 2009, 125). I principi etici della ricerca dovrebbero essere universali in natura ma finisco per essere molto spesso incompleti e relativi alla cultura dominante occidentale, che quindi si manifesta come prospettiva coloniale e dispotica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In contrapposizione a queste tradizionali forme di conoscenza, c\u2019\u00e9 stata una promozione delle pratiche di co-produzione del sapere (Conway 2004; Casas-Cortez et al. 2008; Cox and Forminaya 2009) ad esempio tra ricercatori accademici e esperti indigeni in progetti di mappatura del territorio regionale e osservazione dei cambiamenti di ecosistemi locali. In questo ambito sono scaturiti diversi lavori che promuovono la conoscenza ecologica tradizionale indigena, assieme al suo possibile contributo alla comprensione ecologica del pianeta e che la mettono allo steso livello della scienza tradizionale (Escobar 1998, 2009). Esempi di questi tipi di co-produzione sono i cosiddetti processi di consenso collettivo, o consenso di gruppo, i quali rafforzano processi di consultazione tra ricercatori e i gruppi indigeni (Hudson 2009, 125). In questi tipi di progetti, il consenso di gruppo permette non solo una partecipazione pi\u00f9 ampia e giusta ma anche un ruolo attivo nella discussione e nella co-produzione di conoscenza da parte degli esperti indigeni. Inoltre, questi processi di co-produzione del sapere permettono di stabilire una relazione pi\u00f9 profonda tra la comunit\u00e0 indigena e il gruppo di ricerca, cos\u00ec come una negoziazione pi\u00f9 equa dei parametri di inclusione di diversi saperi che siano culturalmente etici e giusti anche per le comunit\u00e0 indigene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho gi\u00e0 argomentato precedentemente in un articolo in lingua inglese (Casi 2019) e assieme ad altre ricercatrici (Casi, Guttorm and Virtnanen 2021) la conoscenza ecologica tradizionale contribuisce a dare una visione pi\u00f9 completa e sostenibile dell\u2019ambiente naturale osservato e della connessione reciproca tra esseri umani e territorio. Ho anche definito la saggezza pratica dei S\u00e1mi, derivata dalla loro conoscenza ecologica tradizionale, come un esempio di \u201csustainability virtue\u201d ovvero di virt\u00f9 della sostenibilit\u00e0 a cui tendere (Casi 2019, 210)\u00a0 poich\u00e9 rispetta i cicli naturali, i bisogni umani cos\u00ec come quelli degli animali e degli altri elementi della natura. \u00c8 un esempio di virt\u00f9 sostenibile nel senso che \u00e8 trasmessa di generazione in generazione, assicurando i bisogni delle generazioni S\u00e1mi del presente, senza interferire nello sviluppo delle generazioni S\u00e1mi e non- S\u00e1mi del futuro (Casi 2019, 210).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le informazioni aggiuntive ottenute attraverso l\u2019osservazione diretta del popolo S\u00e1mi del territorio artico e dei mutamenti ad esso connessi, \u00e8 possibile avere una visione pi\u00f9 completa dei cambiamenti dell\u2019ambiente artico in un lungo arco temporale.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><strong>Riflessioni conclusive<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Specialmente durante questo periodo di pandemia (Covid-19), i giornali italiani raramente hanno dato spazio ai popoli e alle culture indigene. Eppure, ci sono importanti lezioni che tutti possiamo imparare dai popoli indigeni, come la relazione di profondo rispetto e interdipendenza tra gli esseri umani e la natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo articolo ho presentato il modo di vivere delle popolazioni indigene dei S\u00e0mi, focalizzando l\u2019attenzione sulla loro conoscenza ecologica e i mezzi di sostentamento tradizionali. Attraverso questa breve panoramica ho cercato di mostrare che il loro atteggiamento di fondamentale rispetto verso la natura, e verso tutti i suoi elementi viventi e inanimati, pu\u00f2 rappresentare un modello ed assieme una visione etica e sostenibile che presenta un rapporto pi\u00f9 equo e rispettoso tra gli esseri umani e l\u2019ambiente naturale. Pu\u00f2 quindi rappresentare un modello a cui tendere anche se a volte difficile da mettere in pratica non solo per i Paesi nordici, che vedono la presenza attiva di questi popoli, ma forse per i Paesi di tutta Europa, inclusa l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conoscenza ecologica tradizionale offre dunque un approccio olistico in un lungo arco temporale di uno specifico ambiente naturale, nel caso analizzato da questo articolo la conoscenza ecologica tradizionale dei S\u00e1mi offre una visione multidimensionale dell\u2019ambiente artico e dei complessi ecosistemi che lo compongano. Questa conoscenza fornisce dati e osservazioni che la scienza occidentale convenzionale non ha, proprio per la diversit\u00e0 epistemologica di acquisizione del sapere. Esattamente per questo motivo la conoscenza ecologica tradizionale \u00e8 un tipo di sapere che dovrebbe essere incluso nei processi e nelle politiche ambientali decisionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Act on Greenland Self-Government <\/em>(Act no. 473 of 12 June 2009), <a href=\"http:\/\/www.ilo.org\/dyn\/natlex\/natlex4.detail?p_isn=110442\">http:\/\/www.ilo.org\/dyn\/natlex\/natlex4.detail?p_isn=110442<\/a> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amiel, Sandrine. 2019. \u201cChi sono i popoli indigeni europei? E perch\u00e9 sono sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0?\u201d <em>Euronews<\/em>, <a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/2019\/08\/09\/chi-sono-i-popoli-indigeni-europei-e-perche-sono-sempre-piu-in-difficolta\">https:\/\/it.euronews.com\/2019\/08\/09\/chi-sono-i-popoli-indigeni-europei-e-perche-sono-sempre-piu-in-difficolta<\/a>, accesso l\u201901.07.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arctic Human Development Report: Regional Processes and Global Linkages, Volume II. (2010-2014). 2015. Edited by Joan Nymand Larsen and Gail Fondahl, Nordic Council of Ministers Publisher. <a href=\"http:\/\/norden.diva-portal.org\/smash\/get\/diva2:788965\/FULLTEXT03.pdf\">http:\/\/norden.diva-portal.org\/smash\/get\/diva2:788965\/FULLTEXT03.pdf<\/a>, accesso il 02.07.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c5hr\u00e9n, Mattias. 2016. \u201cSaami\u2013Nordic co-operation\u201d. In Mats-Olov Olsson et al. (eds.), <em>Encyclopedia of the Barents Region<\/em>, Vol. 2, 281. Oslo: Pax.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Berkes, Fikret. (1999) 2012. <em>Sacred Ecology<\/em>. 3rd ed. New York, NY: Routledge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Britannica, The Editors of Encyclopaedia. &#8220;Sami&#8221;. <em>Encyclopedia Britannica<\/em>, 9 Jan. 2020, <a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Sami\">https:\/\/www.britannica.com\/topic\/Sami<\/a>, accesso il 24.06.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Camerlenghi, Ettore. 2021. \u201cLa riscoperta della conoscenza ecologica tradizionale\u201d. In <em>Il Tascabile.com<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/scienze\/conoscenza-ecologica-tradizionale\/\">https:\/\/www.iltascabile.com\/scienze\/conoscenza-ecologica-tradizionale\/<\/a>, accesso il 31.07.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casas-Cortes, Mar\u00eda Isabel, Michal Osterweil, and Dana E. Powell. 2008. \u201cBlurring boundaries: Recognizing knowledge-practices in the study of social movements\u201d, <em>Anthropological Quarterly<\/em>, 81: 17\u201358.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casi, Corinna, 2019. \u201cS\u00e1mi Food Practices and Traditional Ecological Knowledge\u201d. In <em>Sustainable governance and management of food systems: Ethical perspectives.<\/em> Vinnari, E. &amp; Vinnari, M. (eds.). Wageningen, The Netherlands: Wageningen Academic Publishers.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casi, Corinna. 2020. \u201cS\u00e1mi Identity and Traditional Livelihood Practices: From Non-Indigenous to Indigenous Food Frameworks\u201d. In <em>Food Security in the High North: Contemporary Challenges Across the Circumpolar Region<\/em>. Hossain, K., Nilsson, L. M. &amp; Herrmann, T. M. (eds.). 1st ed. Abingdon: Routledge, 121-136.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casi, Corinna, Hanna Guttorm and Pirjo Kristiina Virtanen. 2021. \u201cTraditional Ecological Knowledge\u201d. In <em>Situating Sustainability: A Handbook of Contexts and Concepts<\/em>, Krieg, C.P. and Reetta Toivanen (eds.), Helsinki: Helsinki University Press, DOI: https:\/\/doi.org\/10.33134\/HUP-14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conway, Janet M. 2004. <em>Identity, Place, Knowledge: Social Movements Contesting Globalization. <\/em>Halifax: Fernwood Publishing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cox, Laurence, and Cristina Maria Flesher Fominaya. 2009. \u201cMovement knowledge: What do we know, how do we create knowledge and what do we do with it?\u201d <em>Interface: A Journal for and About Social Movements<\/em>, 1(1): 1\u201320.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">EMRIP (Expert Mechanism on the Rights of Indigenous Peoples Twelfth session). 2019. <em>Indigenous peoples\u2019 rights in the context of borders, migration and displacement Study of the Expert Mechanism on the Rights of Indigenous Peoples<\/em>, United nations, A\/HRC\/EMRIP\/ 2019\/2\/Rev.1, <a href=\"https:\/\/undocs.org\/A\/HRC\/EMRIP\/2019\/2\/Rev.1\">https:\/\/undocs.org\/A\/HRC\/EMRIP\/2019\/2\/Rev.1<\/a>, accesso l\u201908.11.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escobar, Arturo. 1998<em>.<\/em> Whose knowledge? Whose nature? Biodiversity, conservation and the political ecology of social movements, <em>Journal of Political Ecology<\/em>, 5: 53\u201382.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escobar, Arturo. 2009<em>. Territories of Difference: Place, Movements, Life, Redes<\/em>. Durham and London: Duke University Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Groth, \u00d4sten, and Gunnar Lassinati. 1982. <em>Nord kalotten-en gr\u00e4nsl\u00f6s utmaning<\/em>. Lule\u00e5: Norrbottens Bildningsf\u00f6rbund.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cox, Lisa and the agencies. 2021. Nordic countries endure heatwave as Lapland records hottest day since 1914, The Guardian international edition, https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2021\/jul\/06\/heatwave-hits-nordic-countries-lapland-temperature-, accesso il 09.07.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gurminder, K. Bhambra. 2017. \u201cBrexit, Trump, and \u2018Methodological Whiteness\u2019: On the Misrecognition of Race and Class\u201d, <em>The British Journal of Sociology<\/em> 68, no. S1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kyll\u00f6nen, Simo, A. Colpaert, H. Heikkinen, M. Jokinen, J. Kumpula, M. Marttunen, K. Muje, and K. Raitio. 2006. \u201cConflict management as a means to the sustainable use of natural resources\u201d. <em>Silva Fennica<\/em> 40(4): 687\u2013728.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Helander-Renvall, Elina. 2010. \u201cAnimism, Personhood and the Nature of Reality: Sami Perspectives\u201d. <em>Polar Record<\/em>, 46 (1): 44\u201356, DOI: 10.1017\/S0032247409990040.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Henriksen, J. B. 2011. \u201cArbediehtu: Some legal reflections\u201d. In: Guttorm, G. &amp; Porsanger, J. (2011). <em>Working with traditional knowledge: communities, institutions, information systems, law and ethics: Writing s from the Arbediehtu Pilot Project on documentation and protection of Sami traditional knowledge.<\/em> S\u00e1mi allaskuvla, Guovdageaidnu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hudson, Maui. 2009. <em>Think globally, act locally: collective consent and the ethics of knowledge production<\/em>, UNESCO. Oxford, Malden: Blackwell Publishing<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LaDuke, Winona. 1997. \u201cVoices from White Earth: Gaa-waabaabinganikaag\u201d. In <em>People, Land and Community<\/em>, edited by Hildegarde Hannum. Great Barrington, MA: E. F. Schumacher Society.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">McGregor, Deborah. 2004. \u201cComing Full Circle: Indigenous Knowledge, Environment, and our Future\u201d. <em>American Indian Quarterly,<\/em> 28 (3\u20134): 385\u2013410.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Minde, Henry. 2005. \u2018Assimilation of the S\u00e1mi\u2014Implementation and Consequences\u2019. <em>Journal of Indigenous Peoples Rights<\/em>, 3 G\u00e1ldu \u0106\u00e1la: 6-33, <a href=\"https:\/\/ir.lib.uwo.ca\/aprci\/196\/\">https:\/\/ir.lib.uwo.ca\/aprci\/196\/<\/a>, accesso il 07.11.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nilsson, Lena Maria, L. Dahlgren, I. Johansson, M. Brustad, P. Sj\u00f6lander, and B. Van Guelpen. 2011. \u201cDiet and lifestyle of the Sami of southern Lapland in the 1930s\u20131950s and today\u201d. <em>International Journal of Circumpolar Health<\/em> 70(3): 301\u2013318. doi:10.3402\/ijch.v70i3.17831.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notes from Nowhere. 2003. <em>We are Everywhere: The Irresistible Rise of Global Anticapitalism.<\/em> London: Verso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ONUGA. 2007. Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni. Traduzione italiana a cura di Emanuela Borgnino e Giuliano Tescari nel 2008, <a href=\"https:\/\/www.un.org\/esa\/socdev\/unpfii\/documents\/DRIPS_it.pdf\">https:\/\/www.un.org\/esa\/socdev\/unpfii\/documents\/DRIPS_it.pdf<\/a>. Originale: <em>United Nations Declaration on the Rights of Indigenous Peoples<\/em>, UNGA Res. 61\/295 del 13 settembre 2007. (A\/RES\/61\/295).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orwell, George. (1945) 2016. <em>La fattoria degli animali<\/em>, Milano: Mondadori, Oscar Moderni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pedersen, Steinar. 2016. \u201cSaami \u2013 Other livelihoods apart from reindeer herding\u201d. In Mats-Olov Olsson et al. (eds), <em>Encyclopaedia of the Barents Region<\/em>, Vol. 2, 281\u2013282. Oslo: Pax.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porsanger, Jelena and Gunvor Guttorm, eds. 2011. \u201cWorking with Traditional Knowledge: Communities, Institutions, Information, Systems, Law and Ethics: ethics: Writings from the Arbediehtu Pilot Project on documentation and protection of Sami traditional knowledge.\u201d, In <em>Die\u0111ut 1<\/em>. S\u00e1mi University College.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sissons, Jeffrey. 2005. <em>First Peoples INDIGENOUS CULTURES AND THEIR FUTURES. <\/em>London: Reaktion Books.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rights and Resources Initiative (RRI) and McGill University. 2021. \u201cReport: Status of Legal Recognition of Indigenous Peoples\u2019, Local Communities\u2019 and Afro-descendant Peoples\u2019 Rights to Carbon Stored in Tropical Lands and Forests\u201d, Rights and Resources Initiative, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.53892\/MLQQ5744\">https:\/\/doi.org\/10.53892\/MLQQ5744<\/a>, accesso il 06.11.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raygorodetsky, Gleb. 2018. \u201cIndigenous peoples defend Earth&#8217;s biodiversity\u2014but they&#8217;re in danger\u201d. In <em>National Geographic<\/em>, Published November 16 2018, \u00a0<a href=\"https:\/\/www.nationalgeographic.com\/environment\/article\/can-indigenous-land-stewardship-protect-biodiversity-\">https:\/\/www.nationalgeographic.com\/environment\/article\/can-indigenous-land-stewardship-protect-biodiversity-<\/a>, \u00a0accesso il 09.07.2021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberts, K. 1996. <em>Circumpolar Aboriginal People and Co-Management Practice: Current Issues in Co-Management and Environmental Assessment<\/em>. Calgary, AB: Arctic Institute of North America and Joint Secretariat-Inuvialuit Renewable Resources Committees; Arctic Institute of North America, University of Calgary.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simpson, L. 2001. \u201cAboriginal Peoples and Knowledge: Decolonizing our Processes\u201d. In: <em>The Canadian Journal of Native Studies<\/em> 21 (1): 137-148.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tacito, 98 a. C., <em>De origine et situ Germanorum<\/em>, XLVI, 2. (testo originale in latino, traduzione italiana del Progetto Ovidio disponibile a <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20151222171203\/http:\/www.progettovidio.it\/risultatiautori.asp?opera=Germania&amp;libro=Libro_I\">https:\/\/web.archive.org\/web\/20151222171203\/http:\/\/www.progettovidio.it\/risultatiautori.asp?opera=Germania&amp;libro=Libro_I<\/a>, accesso il 05.11.2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UNFCCC 2013, Non-economic losses in the context of the work programme on loss and damage, the United Nations Framework Convention on Climate Change, FCCC\/TP\/2013\/2 <a href=\"https:\/\/unfccc.int\/resource\/docs\/2013\/tp\/02.pdf\">https:\/\/unfccc.int\/resource\/docs\/2013\/tp\/02.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">United Nations Permanent Forum on Indigenous Issues. 2008. <em>Climate Change and Indigenous Peoples<\/em>. Disponibile su <a href=\"http:\/\/www.un.org\/en\/events\/indigenousday\/pdf\/Backgrounder_ClimateChange_FINAL.pdf\">http:\/\/www.un.org\/en\/events\/indigenousday\/pdf\/Backgrounder_ClimateChange_FINAL.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Definizione di indigeni secondo il Forum Permanente Onu (in pdf) del Gruppo di Lavoro internazionale sulle questioni indigene. Titolo originale: <em>United Nations Permanent Forum on Indigenous Issues. Who are indigenous peoples?<\/em> <a href=\"https:\/\/www.un.org\/esa\/socdev\/unpfii\/documents\/5session_factsheet1.pdf\">https:\/\/www.un.org\/esa\/socdev\/unpfii\/documents\/5session_factsheet1.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Weir, J. K. 2009. <em>Murray River Country: An Ecological Dialogue with Traditional Owners<\/em>. Canberra: Aboriginal Studies Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> Vi \u00e8 un dibattito aperto sulla veridicit\u00e0 di questa affermazione ovvero se effetivamente i S\u00e1mi siano considerati l\u2019unico popolo indigeno nell\u2019Unione Europea, poich\u00e8 vi sono sono altre popolazioni indigene stanziate nel Nord della Federazione Russa, oltre ai S\u00e1mi, ma non vi sono fonti sicure riguardanti il luogo in cui queste popolazioni sono esattamente situate, se nella parte Europea o Asiatica della Federazione Russa. Gli Inuit sono un altro popolo indigeno situato in Groenlandia. La Groenlandia \u00e8 geograficamente situata nel continete Americano ma forma parte del (Regno di) Danimarca e ne \u00e8 stata una ex colonia ma ha uno statuto particolare di autogoverno dal 1979, il quale \u00e8 stato riformato nel 2009 con l\u2019<em>Act on Greenland Self-Government <\/em>(Act no. 473 of 12 June 2009). Per una sintesi, consultare il sito <a href=\"http:\/\/www.ilo.org\/dyn\/natlex\/natlex4.detail?p_isn=110442\">http:\/\/www.ilo.org\/dyn\/natlex\/natlex4.detail?p_isn=110442<\/a> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Bisogna fare attenzione a non fare confusione poich\u00e8 in Finlandia esiste una regione amministrativa &#8211; come in Italia troviamo la Toscana, la Puglia, l\u2019Emilia-Romagna, ecc. &#8211; al nord del Paese chiamata anch\u2019essa Lapponia, che in questo caso comprende solo la regione geograficamente situata al nord della Finlandia, entro i confini nazionali finlandesi. Diversa \u00e8 la Lapponia intesa come S\u00e1pmi o territorio traditionale dei S\u00e1mi che attraversa il nord della Fennoscandia e parte della Federazione Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Altri articoli e rapporti riguardanti la grande variet\u00e0 della biodiversit\u00e0 che si trova nei territori curati e abitati dai popoli indigeni possono essere trovati nel sito <em>Rights and Resources Initiative<\/em> <a href=\"https:\/\/rightsandresources.org\/climateandconservation\/\">https:\/\/rightsandresources.org\/climateandconservation\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> Durante la mia permanenza in Finlandia come ricercatrice, negli ultimi dieci anni ho incontrato nelle situazioni pi\u00f9 disparate diversi discendenti S\u00e1mi, i quali mi hanno confidato di essere tali solamente dopo aver capito il mio profondo interesse verso questi popoli. Ci\u00f2 \u00e8 indicativo delle difficolt\u00e0 e della \u201clibert\u00e0\u201d \u2013o meglio dire della non-libert\u00e0- di riconoscersi apertamente come appartenenti al popolo indigeno dei S\u00e1mi, difficolt\u00e0 dovute proprio alle numerose discriminazioni e violenze subite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sommario:\u00a0 <\/strong>Questo articolo concerne le culture indigene dell\u2019Artico, ma si focalizza soprattutto sul popolo dei S\u00e1mi, l\u2019unico popolo indigeno ufficialmente riconosciuto come tale dall\u2019Unione Europea. L\u2019articolo continua esplorando il territorio S\u00e1mi, situato nell\u2019estremo nord europeo e nel nord-ovest della Federazione Russa, e la sua connessione con la cultura S\u00e1mi perch\u00e8 strettamente legato alle loro pratiche di sostentamento tradizionali, quali l\u2019allevamento semi-nomade delle renne e la pesca del salmone. Questo articolo pone inoltre particolare attenzione alla conoscenza ecologica tradizionale S\u00e1mi, al rapporto conflittuale di questo corpo di conoscenze con il sapere accademico convenzionale e soprattutto mette in rilevo la critica neocoloniale che evidenzia discriminazioni del sapere non-accademico ufficiale, come la conoscenza ecologica tradizionale S\u00e1mi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abstract:\u00a0 <\/strong>This article concerns the Arctic Indigenous cultures, and it focuses particularly on Sami Indigenous people, which is the only people officially recognized as such in the European Union. It continues presenting the Sami land, located in the extreme European North and in the North-West of the Russian Federation, and its significance for Sami people due to the deep connection with their traditional livelihood practices such as reindeer herding and salmon fishing. This article emphasizes the Sami traditional ecological knowledge, its controversial relation with the academic knowledge and the official science, as well as the neo-colonial critique which highlights the discrimination of non-academic body of knowledge such as the Sami traditional ecological knowledge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"author":637,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2200],"tags":[2182,2186,2180,2185,2183,2181,2184],"coauthors":[2187],"class_list":["post-10614","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-new-article-double-blind-peer-review-volume-16-no-4b-2022","tag-conoscenza-ecologica-tradizionale","tag-critica-neocoloniale","tag-i-sami","tag-lapponia","tag-mezzi-di-sussistenza-tradizionali-indigeni","tag-popoli-indigeni","tag-sapmi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/637"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10614"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10620,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10614\/revisions\/10620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10614"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=10614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}