{"id":10603,"date":"2021-12-06T04:55:08","date_gmt":"2021-12-06T04:55:08","guid":{"rendered":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/?p=10603"},"modified":"2022-01-13T11:04:26","modified_gmt":"2022-01-13T11:04:26","slug":"co-creazione-della-ricerca-e-del-sapere-nel-sistema-dellecologia-integrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/volume-16-no-4b-2022\/new-article-double-blind-peer-review-volume-16-no-4b-2022\/co-creazione-della-ricerca-e-del-sapere-nel-sistema-dellecologia-integrale\/","title":{"rendered":"Co-creazione della ricerca e del sapere nel sistema dell\u2019ecologia integrale"},"content":{"rendered":"\n\n\n\t<div class=\"dkpdf-button-container\" style=\" text-align:right \">\n\n\t\t<a class=\"dkpdf-button\" href=\"\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10603?pdf=10603\" target=\"_blank\"><span class=\"dkpdf-button-icon\"><i class=\"fa fa-file-pdf-o\"><\/i><\/span> <\/a>\n\n\t<\/div>\n\n\n\n\n\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Nella mia prima conferenza ero partito dai poemi di Lucrezio e di Ovidio e dal<\/em> <em>modello di un sistema d\u2019infinite relazioni di tutto con tutto <\/em>[\u2026]\u201d\u00a0(I. Calvino, Lezioni Americane, 1988)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le riflessioni giuridiche, filosofiche e spirituali sull\u2019etica ambientale convergono nel ritenere che la crisi ecologica del nostro tempo riflette la disfunzione del rapporto natura-societ\u00e0 [1, 2, 3, 4, 5, 6]. Nel tentativo di dare una risposta scientifica a tale disfunzione relazionale, che riteniamo essere una delle cause della crisi ecologica del nostro tempo, il presente contributo esplora gli impatti positivi che il pensiero critico applicato alla ricerca azione partecipativa (RAP) produce nello studio interdisciplinare delle tematiche ambientali. Lo studio interdisciplinare della crisi ecologica applica una lente che accomuna riflessioni giuridiche, modelli di ricerca e sapere indigeni, e la narrativa degli ecofemminismi, unite nel comune obiettivo di \u201ccambiare il sistema, non il clima\u201d [7]. Il sistema pu\u00f2 essere cambiato, a nostro avviso, proprio partendo dalla produzione, ricerca e insegnamento del sapere, e quindi, nella nostra prospettiva, dal mondo accademico. La combinazione dell\u2019analisi critica e dell\u2019approccio RAP [8, 9] consentono di valorizzare l\u2019espressione di saperi co-creati e di riflettere sull\u2019importanza di soluzioni che rinforzano il tessuto relazionale nella ricerca ecologica. Il processo partecipativo si struttura attraverso laboratori che coinvolgono comunit\u00e0 di ricercatrici, studentesse, ricercatori e studenti, e si basa sui principi di trasparenza, rispetto, reciprocit\u00e0 e responsabilit\u00e0. In questo modo, i valori fondanti nella ricerca partecipata consentono di tradurre in concreto i principi cardine del diritto ambientale: tra i tanti, osserviamo una corrispondenza tra i principi di trasparenza (delle decisioni ambientali), tutela (dell\u2019ambiente), responsabilit\u00e0 (nella causazione dei danni ambientali) e i valori di trasparenza, cura e responsabilit\u00e0 che informano i laboratori partecipati. La trasparenza \u2013 noto principio cardine del diritto amministrativo e ambientale [11, 12] \u2013 nei termini della ricerca partecipata si traduce nell\u2019aprirsi agli altri, condividendo punti di vista e osservazioni, esprimendo e dando forma a riflessioni condivise in un contesto non giudicante e rispettoso delle opinioni altrui. Anche la cura e l\u2019attenzione agli altri sono valori fondamentali nei nostri laboratori, laddove permette di stabilire una relazione di fiducia reciproca, e anche di consolidare un\u2019abilit\u00e0 collettiva nel dare risposte (di qui: respons-abilit\u00e0) ai dilemmi posti dalla crisi ecologica. Una tale corrispondenza tra costruzione teorico-giuridica e traduzione in termini metodologici dei pilastri del diritto ambientale consente di studiare il diritto ambientale anche nella sua dimensione relazionale e partecipata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I laboratori di sperimentazione si sviluppano nel contesto dell&#8217;ecologia integrale (EI), intesa come un<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>invito a una visione integrale della vita, a partire dalla convinzione che tutto nel mondo \u00e8 connesso e che [&#8230;] siamo interdipendenti gli uni dagli altri, e anche dipendenti dalla nostra madre terra. Da tale visione deriva l\u2019esigenza di cercare altri modi di intendere il progresso e di misurarlo, senza limitarci alle sole dimensioni economica, tecnologica, finanziaria e al prodotto lordo, ma dando un rilievo centrale alle dimensioni etico-sociali ed educative, e la loro intrinseca relazionalit\u00e0 (Papa Francesco 2015 [<\/em><em>1<\/em><em>]). <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prospettiva dell\u2019EI si applica anche nel mondo della ricerca e delle metodologie scientifiche, rilette in chiave di processi partecipativi volti alla co-creazione di soluzioni alle sfide socio-ecologiche attuali. In questo sistema, la dicotomia soggetto-oggetto della ricerca viene rivisitata criticamente e superata [10], e in generale le dinamiche relazionali che si instaurano nella comunit\u00e0 scientifica vengono ripensate, rilette e reinterpretate alla luce dei valori dell\u2019empatia, della compassione e della cura.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong>Metodologia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.1 Dagli studi di metodologia indigena alla creazione di materiale didattico formativo (<em>Learning Toolkit<\/em>, LT)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.1.1 La metodologia indigena<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro approccio si incardina su un metodo scientifico che integra profili teorici e pratici e che ha le sue radici nel lavoro condotto dall\u2019Indigenous Law Research Unit (ILRU) della University of Victoria, Vancouver Island, British Columbia, Canada [13].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca verso la co-creazione di saperi in una propettiva di EI si sviluppa attraverso la sperimentazione di tecniche acquisite grazie agli insegnamenti di diritto e metodologia indigena del Canada occidentale, sotto la guida di Val Napoleon e Rebecca Johnson (rispettivamente, direttrice e direttrice associata di ILRU). ILRU ha sviluppato un approccio scientifico alla ricerca che mira a ricostruire l\u2019epistemologia dei sistemi di diritto indigeni in un\u2019ottica di riconciliazione e cura, attraverso un metodo partecipato che coinvolge ricercatori e comunit\u00e0 indigene. In tale metodologia, l\u2019elemento centrale di studio, ossia la risposta alla domanda di ricerca, ha sempre un risvolto giuridico, e viene co-creato attraverso la relazione che si instaura tra le parti (comunit\u00e0 ricercatrice e comunit\u00e0 indigena). Il metodo indigeno ha quindi come punto di partenza una domanda di ricerca, la cui risposta va cercata nel <em>corpus<\/em> di risorse della comunit\u00e0 indigena, che comprende le storie, i sogni, i racconti degli anziani, i canti ed altre forme di espressione artistica. La validit\u00e0 della risposta co-creata viene testata collettivamente, per poi essere inquadrata teoricamente, sistematizzata e applicata ad una vasta casistica, che comprende la ricerca di soluzioni di <em>governance<\/em> ambientale, uguaglianza di genere, autodeterminazione e riconciliazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.1.2 Il ri-posizionamento<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0La ricchezza, rilevanza e scientificit\u00e0 delle risposte ottenute attraverso la metodologia indigena consente di guardare a questo sistema come a un modello per una ricerca co-creata in ambiti che non necessariamente si qualificano come indigeni. Si tratta di una operazione estremamente delicata, nota come (ri)posizionamento (in inglese <em>re-positioning<\/em>), che richiede l\u2019applicazione di una tecnica, nuova per i giuristi occidentali convenzionali, ma nota alle scienze antropologiche e sociali [14, 15]. Il riposizionamento offre l\u2019opportunit\u00e0 di mettere in discussione le fondamenta della ricerca, di valutare la legittimit\u00e0 delle sue domande, acquisendo consapevolezza della parzialit\u00e0 del punto di vista di chi intraprende un percorso di ricerca. Dalla relazione con il sistema indigeno e nativo, lo spazio di azione e il ruolo dell\u2019osservatore e ricercatore esterno vengono cos\u00ec problematizzati [14] e ampliati per restituire centralit\u00e0 e valore agli scopi etici della ricerca scientifica. In tale processo, dunque, si sviluppa e consolida un protocollo fondato sulla consapevolezza che la creazione del sapere non \u00e8 neutra, ma frutto dell\u2019incontro tra il mondo della ricerca e il mondo di coloro che hanno contribuito alla co-creazione di quel sapere. Kim England descrive questo processo come un <em>continuum<\/em> che sta \u2018<em>in between<\/em>\u2019, nello spazio intermedio che separa e allo stesso tempo unisce ricerca e comunit\u00e0 [15]. Nel nostro approccio, il riposizionamento implica il mettersi in relazione, l\u2019intraprendere un percorso di autoriflessione che invita a prendere distanza dalle proprie certezze, e a riscoprire i valori della gratitudine e della riconoscenza nei confronti di chi ha contribuito a co-creare il sapere [16, 17, 18]. Inoltre, con il riposizionamento intendiamo includere tutti i soggetti coinvolti in ogni fase della ricerca, dalla programmazione delle attivit\u00e0, alla validazione e poi alla restituzione dei risultati della ricerca alla comunit\u00e0 con cui si \u00e8 lavorato, chiedendo il permesso di continuare a sviluppare le domande di ricerca in diversi contesti [17, 18].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.1.3 Le tre fasi di co-creazione del sapere <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui, il nostro percorso metodologico si articola attraverso una esperienza formativa in continua evoluzione, che ad oggi include la sperimentazione dei seguenti materiali: (1) la copertina del progetto (2019) [19]; (2) il manuale illustrato interattivo (2021) [20]; (3) il libro illustrato silenzioso (2021) [21]. Il <em>trait d\u2019union <\/em>delle tre fasi progettuali \u00e8 costituito dall\u2019adozione di una metodologia innovativa nel campo delle scienze giuridiche, nota come <em>legal design<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.1.4 L\u2019influenza del <\/em>legal design<em> nelle tre fasi progettuali<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima fase di co-creazione di materiali di ricerca si sviluppa intorno allo studio del potere comunicativo ed evocativo delle immagini anche nella comunicazione giuridica. L\u2019uso delle illustrazioni \u00e8 una tecnica relativamente nuova nell\u2019ambito della ricerca legale. \u00c8 grazie alla ricerca condotta dal Legal Design Lab della Standford University, coordinato da Margaret Hagan, in collaborazione con la facolt\u00e0 di diritto e quella di <em>design<\/em>, che il linguaggio illustrato e la ricerca giuridica si stanno progressivamente affermando anche come disciplina di studio e oggetto di ricerca [22]. Margaret Hagan, in particolare, ha studiato le fasi del <em>design thinking<\/em>, osservando come le illustrazioni possono integrare il processo di creazione di soluzioni giuridiche centrate sui bisogni umani. La ricercatrice usa l\u2019espressione \u2018human-centered design approach\u2019 (approccio di <em>design<\/em> fondato sulle esigenze umane) per definire un approccio metodologico che mira a generare nuove forme di intervento e soluzione a problemi complessi [23]. Utilizzando la tecnica della messa a fuoco delle vicende umane, le necessit\u00e0 delle parti vengono individuate e rappresentate graficamente. Questo approccio, ad avviso di Margaret Hagan, si coniuga perfettamente con la RAP:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>A final related field is Legal Participatory Action Research. Like a human-centered design approach, this form of action research also involves close work with the stakeholders in a given challenge area, and it encourages researchers to use interactions and creative work to produce new insights. Legal design borrows from the social science Participatory Action Research approach. It involves researchers working alongside the people whom they are studying, or in the context that they want to understand [<\/em><em>23<\/em><em>].<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro <em>cluster<\/em> di eccellenza nello studio del <em>legal design<\/em>, che integra gli aspetti dell\u2019assistenza legale visiva e la ricerca giuridica illustrata su temi ambientali si sta consolidando in Brasile, presso l\u2019Universidade Federal do Estado do Rio de Janeiro, grazie al team di ricerca coordinato da Giulia Parola, e che vede la collaborazione di uno studio legale, di giovani ricercatori appartenenti al popolo indigeno Chiquitano del Mato Grosso (in Brasile), e di un gruppo di consulenti di <em>legal design<\/em> [24].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.1.5 Fase 1: La copertina del progetto <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea con l\u2019idea di sviluppare una RAP con l\u2019aiuto di storie illustrate, la nostra prima fase metodologica \u00e8 consistita nell\u00b4ideazione concettuale del LT, con la presentazione della copertina del progetto: \u201cAn Illustrated Storybook on Indigenous Stories\u201d, (Un libro illustrato di storie indigene, Fig. 1 [19]). L\u2019obiettivo originario del progetto era quello di raccogliere storie indigene di terra e di acqua, con particolare attenzione alle storie della regione artica. La copertina \u00e8 illustrata da Valentina Russo e raffigura l&#8217;interazione di due spiriti femminili che danno voce a storie indigene. Gli spiriti delle storie rappresentano le due forze uguali e contrarie della fluidit\u00e0 e dell\u00b4immanenza che governano acqua e terra. L\u2019illustrazione esorta a superare barriere culturali e linguistiche, ispirando le comunit\u00e0 di studio e ricerca a ripensare alle forme di comunicazione di sapere e a ri-posizionarsi continuamente nel processo formativo. I due spiriti dell&#8217;acqua e della terra intendono accompagnare il progetto complessivo come se fosse un racconto illustrato di storie, una collezione di narrazioni, idee e osservazioni sul rapporto simbiotico che unisce e governa le comunit\u00e0 umane e naturali. La copertina che rappresenta l&#8217;idea \u00e8 stata presentata nel 2019 al workshop internazionale <em>Kj\u00f8nns-forskning N\u00c5!<\/em>, e discussa in collaborazione con il Gender Research Group, UiT The Arctic University of Norway [19]. L&#8217;idea di costruire ponti tra diverse culture giuridiche con l&#8217;aiuto di illustrazioni \u00e8 stata accolta con entusiasmo dalla comunit\u00e0 scientifica e l\u2019illustrazione \u00e8 diventata il prodotto scientifico finale della ricerca. Da qui, l&#8217;ispirazione a continuare a sviluppare spazi creativi in cui ri-posizionare riflessioni giuridiche legate all\u2019EI.<\/p>\n<p>\u00a0<a style=\"font-weight: bold; background-color: transparent;\" href=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10607\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2-1020x1024.jpg 1020w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2-768x771.jpg 768w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2-600x602.jpg 600w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2-1530x1536.jpg 1530w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/CON-TESTO-2.jpg 2024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><strong>Fig. 1<\/strong>. La copertina del progetto. An illustrated storybook on indigenous stories. Illustrazione di Valentina Russo, Mucho Amor, 2019, pubblicata in: https:\/\/doi.org\/10.7557\/5.5040<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.1.6 Fase 2: Il manuale <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda fase metodologica \u00e8 consistita nella creazione di un manuale illustrato [20] (Step 2, <strong>Fig. 2<\/strong>), ispirato ad una storia indigena artica [25].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il manuale sviluppa una serie di riflessioni e lezioni intorno alla storia, sul luogo in cui si trova e custodisce il sapere. Si tratta di una domanda rivolta alla collettivit\u00e0 degli animali: la risposta viene costruita attraverso la relazione che i personaggi intessono con l\u2019oggetto della ricerca e, in ultima istanza, anche gli uni con gli altri, permettendo alla ricerca di svilupparsi nella sua dimensione esperienziale e collettiva. La ricerca del sapere parte da una domanda (la domanda di ricerca), formulata dal Creatore a Nanaboozhoo, lo spirito cangiante e creativo, che unisce mondo terreno ed ultraterreno [26, 27]. Da Nanaboozhoo essa viene poi rivolta agli animali della Terra, rappresentati simbolicamente dagli animali artici: l\u2019orso, l&#8217;aquila, il salmone e la talpa. La ricerca quindi si trasforma in un processo di riflessione interattivo, situato e al tempo stesso delocalizzato. Ogni animale \u00e8 coinvolto nella ricerca, e si cimenta nell\u2019impresa con proprie doti e sistema di sapere: l\u2019orso si inerpica sulle rupi scoscese, senza successo apparente; l\u2019aquila si avventura negli spazi aerei, fino alla luna, senza successo apparente; il salmone si inabissa nelle tenebre degli oceani, senza successo apparente. Infine (che pu\u00f2 essere percepita come la fine o il fine), la talpa, l\u2019ultima a provarci. La sua cecit\u00e0 \u00e8 compensata dalla dote profetica di saper guardare al di l\u00e0 delle cose terrene [28]. E pare essere proprio questa condizione a permettere alla talpa di risolvere l\u2019enigma: la conoscenza si trova e custodisce (o viene trovata e custodita, a seconda delle interpretazioni) nel cuore della terra. Un\u2019altra possibile interpretazione della risoluzione dell\u2019enigma \u00e8 \u00a0che in realt\u00e0 il sapere \u00e8 \u00a0la sintesi collettiva degli sforzi individuali, solo in apparenza vani, di tutti gli animali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro \u00e8 pensato sia come manuale per corsi in diritto ambientale, sia come materiale formativo per incontri di ricerca su temi giuridici, di ecologica sistemica, ecofemminismi e studi globali in genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni lezione si sviluppa intorno alle caratteristiche e ai ruoli delle parti nella storia e mira a stimolare la riflessione sulle dinamiche della ricerca e della costruzione della conoscenza, come un processo continuo, collettivo e circolare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10605\" aria-describedby=\"caption-attachment-10605\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10605\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-300x300.jpg 300w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-150x150.jpg 150w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-768x768.jpg 768w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-600x600.jpg 600w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PRIMA-PAGINA-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10605\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Fig. 2<\/strong>. La copertina a colori del manuale, Arianna Porrone, Margherita Paola Poto. Illustratrice: Valentina Russo. A Story About Knowledge A Learning Tool to Engage with Illustrated Storytelling in Law and Global Studies, Roma: Aracne, 2021, ISBN 978-88-255-4110-6<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.1.7 Fase 3: Il libro illustrato e silenzioso<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza fase del processo co-creativo \u00e8 costituita dal libro illustrato e silenzioso [21] (Step 3, <strong>Fig. 3<\/strong>), ispirato alla stessa storia, con rappresentazioni iconiche degli ambienti nei quali gli animali esercitano il ruolo di ricercatori della conoscenza (la montagna per l\u2019orso, lo spazio per l\u2019aquila, le vastit\u00e0 degli oceani per il salmone, il sottosuolo per la talpa). Tali scenari creano l\u2019ambientazione della storia in cui si muovono protagonisti e lettori. Il libro rappresenta un&#8217;opportunit\u00e0 per coinvolgere un\u2019<em>audience<\/em> pi\u00f9 ampia del solo mondo accademico, che includa bambini e bambine di tutte le et\u00e0. [29]<\/p>\n<figure id=\"attachment_10606\" aria-describedby=\"caption-attachment-10606\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Salmone-parziale-libro-silenzioso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10606\" src=\"http:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Salmone-parziale-libro-silenzioso-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Salmone-parziale-libro-silenzioso-300x201.jpg 300w, https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Salmone-parziale-libro-silenzioso.jpg 341w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10606\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Fig. 3<\/strong>. Tavola numero 4 parziale, Russo, V. (illustrator). A Story About Knowledge ed. by A. Porrone and M. P. Poto, Aracne, Roma, forthcoming 2021-2022<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.2 La sperimentazione nei corsi accademici e nelle comunit\u00e0 di ricerca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.2.1 Riflessioni ambientali nelle aule universitarie<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 2019, il manuale (step 2) \u00e8 stato integrato nell\u2019offerta formativa di studi accademici di primo e secondo livello dell\u2019Universit\u00e0 di Torino (Dipartimento di Management e Giurisprudenza): un corso universitario in lingua inglese (Master di primo livello 2021-2022) in Diritto Amministrativo nel contesto dell\u2019Agenda 2030; un corso in inglese di Diritto Pubblico per l\u2019Economia; un Master di II livello in <em>Food Security and Safety<\/em> [30] Inoltre, le tavole illustrate e la storia hanno costituito parte del materiale formativo nel seminario sul tema dei saperi situati insieme agli studenti e studentesse del I e II anno del dottorato di ricerca in <em>Global Studies. Justice, Rights, Politics<\/em> (Universit\u00e0 di Macerata, Italia, Dipartimento di Scienze Politiche, Comunicazione e Relazioni Internazionali, anno accademico: 2019-2020 [32]). Infine, la metodologia di insegnamento \u00e8 adottata in un programma di Master interdisciplinare sulla salute globale, con focus specifico sulla <em>governance<\/em> artica (McMaster University, Ontario, Canada 2021) [31]. Le esperienze sono poi state anche raccontate attraverso un racconto divulgativo sul canale Frida Forum della Ricerca di Ateneo dell\u2019Universit\u00e0 di Torino. [33]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seminari di ricerca e lezioni universitarie seguono un protocollo consolidato che pone al centro dell\u2019attenzione i principi dell\u2019empatia, della compassione e della cura come valori fondanti nella co-creazione di saperi ecologici [34], e sono progettati per accrescere la consapevolezza individuale e collettiva sulle cause profonde delle ferite ecologiche ed anche sul ruolo che la ricerca partecipativa e l&#8217;educazione possono svolgere nel processo di guarigione di tali ferite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima dell&#8217;inizio del seminario o della lezione, i partecipanti sono invitati a preparare una riflessione sulle cause del degrado ambientale, e sul ruolo che essi stessi come individui e come membri delle comunit\u00e0 in generale rivestono al riguardo. Quando possibile, il testo della storia viene inviato ai partecipanti prima della sessione, con le istruzioni per una lettura preliminare. In classe, vengono ringraziati l\u2019audience, il territorio che la ospita (soprattutto nei casi in cui si tratti di terre occupate), e lo spazio virtuale che accoglie gli incontri. In alcuni casi, la conversazione si apre con la lettura del testo storia ad alta voce, rispettando pause e silenzi per accompagnare gli ascoltatori e le ascoltatrici nel racconto. La lettura ad alta voce \u00e8 un esercizio di alfabetizzazione emotiva [35] attraverso le voci narranti che, come aedi [36], facilitano la co-costruzione di una memoria collettiva. Si tratta di un\u2019attivit\u00e0 multisensoriale (che include l&#8217;uso della voce, dell\u2019udito e della vista) e che permette di costruire ponti con le menti (e l\u2019anima) di chi narra e di chi ascolta. Gli effetti benefici della lettura ad alta voce sono stati confermati anche dalla dottrina: in particolare, Batini osserva come la lettura costituisca una vera e propria apertura al possibile, uno strumento che permette di percorrere strade non ancora tracciate, disegnate, visibili [37]. Inoltre, essa viene descritta come un processo costruttivo, attraverso cui chi ascolta pu\u00f2 proiettare nel racconto i propri significati, esplorare se stesso\/a e mettersi in discussione. Dunque, la lettura viene intesa anche come pratica di cura di s\u00e9, e di apertura verso l\u2019altro (umano e naturale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel casi in cui, per ragioni di tempo, non sia possibile leggere la storia ad alta voce, gli ascoltatori vengono invitati a soffermarsi sugli aspetti principali della storia, in particolare sulle caratteristiche fisiche e psicologiche degli animali, ed anche sulle interazioni tra gli animali ed l\u2019ambiente che li circonda. Nell\u2019ascoltare le reazioni, i commenti e le sensazioni che la storia genera, il pubblico viene invitato a riflettere sulle analogie e differenze fra le interazioni degli animali e le nostre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u00e8 quello di attivare e riflettere sui processi (consci e inconsci) di trasformazione e sviluppo individuali e collettivi. La narrazione in questo senso trova la propria validazione nel processo di creazione di significati. L\u2019obiettivo di educare narrando \u00e8 dunque raggiunto nella costruzione di un luogo di ascolto reciproco tra soggetti narranti e ascoltatori, la cui identit\u00e0 si consolida nel gruppo come identit\u00e0 narrativa [38, 39, 40].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Educare all\u2019ascolto \u00e8 uno degli elementi dello sviluppo del pensiero creativo, a cui si aggiunge l\u2019incoraggiamento ad esplorare tecniche di scrittura libera, creativa (il cosiddetto <em>journaling<\/em>), ed artistica [41], e in generale a creare uno spazio per la cura di s\u00e8, vivendo l\u2019esperienza della riflessione sui problemi ambientali anche come un momento di cura della propria persona e dei propri pensieri [42].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spazio della cura si estende alla condivisione dei propri pensieri con gli altri, ristorando anche la pratica della conversazione in accademia, e permettendo in questo modo a tutti di sentirsi parte di un processo di co-creazione del sapere, sviluppando empatia, compassione e cura per se stessi, per gli altri e anche per gli spazi che ospitano tale processo [43].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio delle fasi dei nostri laboratori \u00e8 contenuto nella <strong>Tabella 1<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tabella 1. Esempio di tecniche partecipative applicate all\u2019insegnamento ed alla ricerca <\/strong><\/p>\n<table class=\" alignleft\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><u>Lettura della storia<\/u> \u2013 A Story About Knowledge<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><u>Brainstorming<\/u> in cui ai partecipanti viene chiesto di pensare al ruolo dei personaggi e immedesimarsi nell\u2019azione dei \u00a0protagonisti e protagoniste della storia attraverso le seguenti attivit\u00e0:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Riflessioni sul ruolo degli animali nella storia<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Riflessioni scritte<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Rappresentazione dei ruoli attraverso mappe concettuali, immagini, tabelle, schemi e disegni<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><u>Il momento della condivisione<\/u> in cui ai partecipanti viene chiesto di condividere:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 In gruppi, vengono preparate presentazioni e posters che rappresentano l\u2019interpretazione della storia da parte del gruppo;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Nel caso di attivit\u00e0 online, i gruppi presentano i loro lavori attraverso ppt, Prezi, o filmati, o altre rappresentazioni visive e artistiche<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><u>Il momento della valutazione<\/u> in cui ai partecipanti viene chiesto di:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Condividere i loro commenti sull\u2019esperienza, dare suggerimenti per migliorare e esprimere desideri sugli sviluppi<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2.2.2 Esempi di ricerca co-creata<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura della storia con la ricerca collettiva di significati \u00e8 stata anche sperimentata e adattata alla comunit\u00e0 del gruppo di ricerca <em>Social Dynamics in Marine and Coastal Areas <\/em>(Universit\u00e0 di Kiel, Germania, Dipartimento di Geografia, anno accademico: 2020-2021 [44]), durante un laboratorio su Donna Haraway [45] con l\u2019obiettivo di ripensare e riformulare le attuali sfide ecologiche attraverso l&#8217;uso di nuove storie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data la non convenzionalit\u00e0 dell\u2019uso delle storie illustrate in contesti accademici, la spiegazione delle regole del gioco diventa un momento fondamentale del laboratorio, al fine di creare uno spazio di lavoro comune. La sessione meditativa si apre con la lettura della storia e con l&#8217;assegnazione di un ruolo attivo ai partecipanti. Proprio a loro viene chiesto di riflettere sulla domanda principale della ricerca attraverso la storia, di confrontare la storia con altre risorse parte della loro esperienza personale, di condividere opinioni e sintetizzare risultati in un quadro concettuale comune. I risultati sono poi riesaminati collettivamente, fino alla rilettura della storia che conduce il <em>workshop<\/em> al termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il laboratorio, in uno spazio aperto e non giudicante, emergono riflessioni inerenti all&#8217;epistemologia e alla metodologia della ricerca: ad esempio, si discute di questioni che riguardano gli attori coinvolti nella produzione del sapere, del percorso verso il conseguimento di tale sapere, il suo scopo per le comunit\u00e0 scientifiche e non. L\u2019elemento fondamentale per il successo di laboratori come questo consiste nella creazione di un ambiente positivo e rispettoso, cui tutti i partecipanti contribuiscono alla conversazione in eguale misura. Si tratta di una forma di \u2018intelligenza collettiva\u2019, secondo la definizione di una delle partecipanti, attraverso cui si aprono scenari imprevedibili e inaspettati e di estrema rilevanza per il diritto e gli studi globali. La creazione di un luogo di cura attraverso lo <em>storytelling<\/em> contribuisce in tal modo alla costruzione di un ambiente di ricerca basato su un rapporto equilibrato e rispettoso. Il luogo di cura \u00e8 intessuto di relazioni di rispetto e gratitudine, che hanno effetti benefici sulla comunit\u00e0 di ricerca e contribuiscono a una trasformazione piu\u2019 profonda tra esseri umani e la Terra, casa comune.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong>Conclusioni<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019esperienza delle attivit\u00e0 di apprendimento e ricerca collaborative ha il merito di creare dei legami e rinforzare relazioni, accomunando i partecipanti nell\u2019opera di co-creazione di significati, stimolando in questo modo una riflessione sulla interconnessione di relazioni, esperienze, persone ed ambienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Le riflessioni collettive sui temi ambientali del nostro tempo stimolano la discussione e aiutano nella formulazione di interrogativi e domande di ricerca che aprono nuovi scenari di crescita della coscienza ambientale. Tali riflessioni, condivise negli spazi di apprendimento e di ricerca, contribuiscono infatti a creare un senso di responsabilit\u00e0 collettiva, a stimolare ulteriori scambi di sapere, e in generale a rinforzare un senso di appartenenza, riflettendo sulla sacralit\u00e0 della ricerca. \u00c8 all\u2019interno di questo spazio sacro che si eleva la consapevolezza dei partecipanti, accomunati da un sentimento di rispetto reciproco e di dovere di onorare e prendersi cura delle persone e degli ambienti che ci circondano [46]. Non \u00e8 un caso che una simile modalit\u00e0 di ricerca in ambienti indigeni venga paragonata ad una cerimonia sacra: \u201cresearch is a ceremony\u201d, ricorda Shawn Wilson [43].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gratitudine \u00e8 un valore fondamentale nel lavoro di cura delle relazioni. Essa procura benefici fisici e psicosociali [47] e, nel nostro lavoro, si traduce nella riconoscenza verso ci\u00f2 che sappiamo, verso le modalit\u00e0 in cui apprendiamo e verso chi insegna e chi ascolta. Insegnamento e ricerca spesso si svolgono in contesti nei quali non si prende atto del privilegio delle posizioni rivestite da chi insegna e chi ricerca, n\u00e9 dei sistemi di sapere cui si attinge. In ambito etnografico e di ricerca partecipativa, il rischio \u00e8 di agire senza il permesso e il consenso da parte delle comunit\u00e0 (indigene e non) con le quali si instaura il dialogo. Attraverso l\u2019esercizio della gratitudine ristabiliamo le relazioni su un terreno di parit\u00e0, sperimentando il valore della riconoscenza, dell\u2019umilt\u00e0 e della nostra umanit\u00e0 [48]. Tale consapevolezza ricollega l\u2019umanit\u00e0 all\u2019umilt\u00e0, e dunque alla terra alla quale tutti apparteniamo [49]. Le barriere tra soggetto ed oggetto della conoscenza sono cos\u00ec superate e attraverso la ricerca attiva, l\u2019uso di linguaggi non verbali e inclusivi, e la creazione collettiva delle risposte dietro alle regole di comportamento, viene svelato un nuovo significato del principio di uguaglianza in cui nessuno \u00e8 escluso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La co-creazione di approcci partecipati alla ricerca e all\u2019insegnamento si configura come una risposta metodologica alle sfide ecologiche, attraverso una prospettiva che prende in considerazione l\u2019aspetto relazionale di tali sfide e cerca di sanare le lacerazioni che derivano da tale disfunzionalit\u00e0. L\u2019approccio teorico all\u2019ecologia integrale, che include una valutazione delle diverse dimensioni dell\u2019ecologia (naturale, economica, sociale, politica, culturale e umana), va, ad avviso di chi scrive, integrato con una ricerca pratica che pone al centro dell\u2019investigazione i rapporti di ogni singola parte con il tutto. In questo modo, \u00e8 possibile mettere in luce questioni che non vengono generalmente trattate in relazione alla questione del degrado ecologico, per lavorare sul rapporto duale, conflittuale che intercorre fra umano e non-umano, natura\/cultura. Tutto \u00e8 interconnesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il consolidamento di pratiche di gratitudine, stima e fiducia reciproca, e la presa di coscienza della parit\u00e0 di tutti i soggetti di fronte alla ricerca della conoscenza, le autrici concludono che \u00e8 possibile sanare ferite relazionali e in questo senso offrire una soluzione alle sfide ambientali \u2013 che sono anche e soprattutto sfide relazionali \u2013 del nostro tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contributi:<\/strong> Le autrici hanno entrambe contribuito alla concettualizzazione, metodologica, preparazione delle bozze, scrittura, revisione concettuale e formale del manoscritto. MP Poto ha contribuito alla concettualizzazione, scrittura e revisione dei paragrafi 1,2,3, ad eccezione del paragrafo 2.2.2. A Porrone ha collaborato alla redazione dei paragrafi 1,2,3 ed \u00e8 sola autrice del paragrafo 2.2.2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Finanziamenti alla ricerca:<\/strong> La ricerca di MP Poto \u00e8 finanziata dalla Faculty of Law UiT The Arctic University of Norway grant number ID \u2013 2061344<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ringraziamenti:<\/strong> Le autrici ringraziano Val Napoleon, Rebecca Johnson (ILRU, Canada) per il sostegno e l\u2019ispirazione, e Valentina Russo per le illustrazioni delle diverse fasi progettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conflitti di interesse:<\/strong> Le autrici dichiarano l\u2019assenza di conflitti di interesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>References<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Papa Francesco, <em>Lettera Enciclica Laudato s\u00ec. Sulla cura della casa comune<\/em> (Libreria Editrice Vaticana 2015<strong>)<\/strong>.<\/li>\n<li>Carlo Petrini, <em> Dialoghi con Papa Francesco sull\u2019ecologia integrale<\/em> (Giunti\/Slow Food Editore 2020).<\/li>\n<li>Fritjof Capra, \u2018Laudato S\u00ec The Ecological Ethics and Systemic Thought of Pope Francis\u2019 (22 giugno 2015). &lt;<a href=\"https:\/\/www.fritjofcapra.net\/blog\/\">https:\/\/www.fritjofcapra.net\/blog\/<\/a>&gt; visitato il 27 aprile 2021.<\/li>\n<li>Fulvio Beato, \u2018I quadri teorici della sociologia dell\u2019ambiente tra costruzionismo sociale e oggettivismo strutturale\u2019 (1998) 16 Quaderni di Sociologia, 41.<\/li>\n<li>Karen L. O\u2019Brien, \u2018Climate Change and social transformations: is it time for a quantum leap?\u2019 (2016) 7 Wiley Periodicals, 618.<\/li>\n<li>Margherita P. Poto, \u2018Salvare la nostra casa comune \u00e8 l\u2019<em>Affaire du Si\u00e8cle<\/em>: dall\u2019infiammata protesta del popolo francese all\u2019ingiunzione al Governo di ridurre le emissioni di gas serr\u00e0 [2021] Tribunale Amministrativo di Parigi, IV Sez. I Camera, 6 Resp. civ. prev., 1.<\/li>\n<li>Bruna Bianchi, \u2018Ecofemminismo: il pensiero, i dibattiti, le prospettive\u2019 (2012) 20 DEP, I.<\/li>\n<li>In italiano sul punto si rinvia al lavoro di Paolo Orefice, <em>La ricerca azione partecipativa: Teoria e pratiche<\/em> (Liguori, 2006).<\/li>\n<li>In inglese Marie Paz E. Morales, \u2018Participatory Action Research (PAR) cum Action Research (AR) in teacher professional development: A literature review\u2019 (2016) 2 IJRES, 156.<\/li>\n<li>Brian Martin, \u2018Methodology is content: Indigenous approaches to research and knowledge\u2019 (2017) 49(14) Educational Philosophy and Theory,1392.<\/li>\n<li>Francesco Merloni, <em>La trasparenza amministrativa<\/em> (Giuffr\u00e8 2008).<\/li>\n<li>Per un quadro sulla trasparenza applicata al diritto dell\u2019ambiente Edoardo Croci, \u2018La convenzione di Aarhus: verso un nuovo modello di governance ambientale\u2019 (2003) 1-2 Economia delle Fonti di Energia e dell\u2019Ambiente, 107.<\/li>\n<li>\u2018Indigenous Law Research Unit (ILRU), University of Victoria). &lt;<a href=\"https:\/\/www.uvic.ca\/law\/about\/indigenous\/indigenouslawresearchunit\/index.php\">https:\/\/www.uvic.ca\/law\/about\/indigenous\/indigenouslawresearchunit\/index.php<\/a>&gt; visitato il 25 marzo 2021.<\/li>\n<li>Krystal Summers, \u2018(Re)Positioning the Indigenous Academic Researcher: A Journey of Critical Reflexive Understanding and Storytelling.\u00a0International Journal of Critical Indigenous Studies\u2019 (2013)\u00a06(1) International Journal of Critical Indigenous Studies, 1.<\/li>\n<li>Kim V. L. England, \u2018Getting Personal: Reflexivity, Positionality, and Feminist Research\u2019 (1994) 46(1) The Professional Geographer,<\/li>\n<li>Andrew Gary Darwin Holmes, \u2018Research positionality \u2013 A Consideration of Its Influence and Place in Qualitative Research \u2013 A New Researcher Guide\u2019 (2020) 8(4) International Journal of Education,<\/li>\n<li>Flavia Giuseppuna Cuturi (a cura di), <em>Etnografie degli eventi comunicativi. <\/em><em>Dialoghi e monologhi fra udibile e visibile<\/em> (Etnosistemi 1997).<\/li>\n<li>Michele Moffatt, \u2018Exploring positionality in an Aboriginal research paradigm: A unique perspective\u2019 (2016) 5(1) International Journal of Technology and Inclusive Education, 763.<\/li>\n<li>Sulla copertina del progetto: \u2018Septentrio Conference Series\u2019. &lt;<a href=\"https:\/\/septentrio.uit.no\/index.php\/SCS\/article\/view\/5040\">https:\/\/septentrio.uit.no\/index.php\/SCS\/article\/view\/5040<\/a>&gt; visitato il 29 aprile 2021.<\/li>\n<li>Arianna Porrone, Margherita P. Poto, <em>A Story About Knowledge. A Learning Tool in Law and Global Studies to Engage with Illustrated Storytelling. Illustrations by Valentina Russo<\/em> (Aracne 2021).<\/li>\n<li>Valentina Russo (illustrator), <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1-ECRyyM870MU7_rydLKbh6_bAPoTRPan?usp=sharing\"><em>A Story About Knowledge<\/em><\/a> in Arianna Porrone, Margherita P. Poto (eds) (Aracne forthcoming 2021-2022).<\/li>\n<li>Margaret Hagan website. &lt;<a href=\"https:\/\/law.stanford.edu\/directory\/margaret-hagan\/\">https:\/\/law.stanford.edu\/directory\/margaret-hagan\/<\/a>&gt; visitato il 1 maggio 2021.<\/li>\n<li>Margaret Hagan, \u2018A Human-Centered Design Approach to Access to Justice: Generating New Prototypes and Hypotheses for Intervention to Make Courts User-Friendly\u2019 (2018) 6(2) Indiana Journal of Law and Social Equality, 199. 207: \u201cUn ultimo campo correlato (allo Human Centered Design Approach) \u00e8 la ricerca azione legale partecipativa. Come l&#8217;approccio incentrato sui bisogni umani, anche questa forma di ricerca azione implica un lavoro a stretto contatto con le parti interessate intorno a una determinata sfida, e incoraggia ricercatori e ricercatrici a usare un approccio interattivo e creativo verso nuove intuizioni. Il legal design si ispira all&#8217;approccio della ricerca azione partecipativa nelle scienze sociali. Esso mette in relazione ricercatrici, ricercatori, comunit\u00e0 di persone e contesti di studio\u201d [nda].<\/li>\n<li>Si veda per esempio: &lt;<a href=\"https:\/\/fcmlaw.com.br\/iniciativas\/legal-hack\/\">https:\/\/fcmlaw.com.br\/iniciativas\/legal-hack\/<\/a>&gt; visitato il 9 giugno 2021.<\/li>\n<li>\u2018Training Manual on Incorporation of Traditional Knowledge into the Description and Identification of Areas Meeting the Scientific Criteria for Ecologically or Biologically Significant Areas (EBSAs)\u2019. org\/Module_4_4fU4I.pdf.file e &lt;<a href=\"https:\/\/www.cbd.int\/sbstta\/sbstta-20\/DRAFT-TK-and-EBSA-manual-for-peer-review-15MAR2016.pdf\">https:\/\/www.cbd.int\/sbstta\/sbstta-20\/DRAFT-TK-and-EBSA-manual-for-peer-review-15MAR2016.pdf<\/a>&gt; visitato il 9 ottobre 2021.<\/li>\n<li>Per l\u2019analisi dello spirito Nanaboozhoo e del suo significato nelle storie indigene Ron Messer, \u2018A Structuralist&#8217;s View of an Indian Creation Myth\u2019 (1989) 31(2) Anthropologica, 195.<\/li>\n<li>Per una raccolta di storie su Nanaboozhoo si rinvia a Robin Wall Kimmerer, Braiding Sweetgrass. <em>Indigenous Wisdom, Scientific Knowledge and the Teaching of Plants<\/em> (Penguin Books 2020), 205.<\/li>\n<li>Si tratta dello stesso atto di \u00abagnizione\u00bb proprio dell\u2019indovino Tiresia come descritto da Omero, il \u00ab<em>m\u00e1ntis<\/em>\u00bb, capace di mettere insieme le unit\u00e0 sintattiche del discorso divino e comprenderne il senso nell\u2019animo. Il \u00abm\u00e1ntis\u00bb greco infatti vede attraverso gli occhi della mente. Carmine Pisano, \u2018Vedere e ascoltare con la mente. Antropologia dell\u2019indovino nella Grecia Antic\u00e0 (2012) numero speciale I Quaderni del Ramo D\u2019Oro on-line,<\/li>\n<li>Il progetto nasce anche con l\u2019obiettivo di offrire uno strumento di aiuto e cura per i profughi politici e ambientali accolti a Lampedusa e pertanto, nella sua versione senza testo, verr\u00e0 sottoposto all\u2019attenzione della rete Ibby Network, nel programma \u201cSilent Books. Final Destination Lampedusa\u201d. \u2018iBby International Board on Books for Young People\u2019. &lt;<a href=\"https:\/\/www.ibby.org\/awards-activities\/activities\/silent-books\">https:\/\/www.ibby.org\/awards-activities\/activities\/silent-books<\/a>.&gt; visitato il 27 maggio 2021.<\/li>\n<li>Per una descrizione dei corsi &lt;<a href=\"https:\/\/www.management.unito.it\/do\/docenti.pl\/Alias?margherita.poto#tab-didattica\">https:\/\/www.management.unito.it\/do\/docenti.pl\/Alias?margherita.poto#tab-didattica<\/a>&gt; visitato il 28 maggio 2021.<\/li>\n<li>Webinar della lezione disponibile su &lt;<a href=\"https:\/\/globalhealthoffice.mcmaster.ca\/news-events\/speaker-series\/the-arctic-a-global-health-perspective\/\">https:\/\/globalhealthoffice.mcmaster.ca\/news-events\/speaker-series\/the-arctic-a-global-health-perspective\/<\/a>&gt; visitato il 28 maggio 2021.<\/li>\n<li>Sito del Dipartimento &lt;<a href=\"http:\/\/spocri.unimc.it\/it\/dipartimento\">http:\/\/spocri.unimc.it\/it\/dipartimento<\/a>&gt; visitato il 18 giugno 2021.<\/li>\n<li>Arianna Porrone, Margherita P. Poto, \u2018Storie che sanano ferite. Il sapere indigeno e il potere ristoratore del diritto (2 marzo 2021). &lt;<a href=\"https:\/\/frida.unito.it\/wn_pages\/contenuti.php\/427_culture-produzione-culturale-e-artistica-filosofia\/469_storie-che-sanano-ferite-il-sapere-indigeno-e-il-potere-ristoratore-del-diritto\/\">https:\/\/frida.unito.it\/wn_pages\/contenuti.php\/427_culture-produzione-culturale-e-artistica-filosofia\/469_storie-che-sanano-ferite-il-sapere-indigeno-e-il-potere-ristoratore-del-diritto\/<\/a>&gt; visitato il 28 maggio 2021.<\/li>\n<li>Amy Coplan, Peter Goldie (a cura di) <em>Empathy: Philosophical and psychological perspectives<\/em> ( Oxford University Press, 2011).<\/li>\n<li>Maria Buccolo, \u2018La lettura ad alta voce come strumento di alfabetizzazione emotiva nella prima infanzi\u00e0 (2017) 13(29) Lifelong Lifewide Learning, 91.<\/li>\n<li>Antonietta Gostoli, \u2018Un nuovo studio sulle funzioni dell&#8217;aedo nella societ\u00e0 greca arcaic\u00e0 (1986) 23(2) Quaderni Urbinati di Cultura Classica, 157.<\/li>\n<li>Federico Batini, \u2018Lettura e lettura ad alta voce\u2019 (2012) 8(20) Lifelong Lifewide.<\/li>\n<li>Valeria Di Martino, \u2018Il ruolo della narrazione nell\u2019insegnamento apprendi-mento delle frazioni con situazioni a-didattiche\u2019 (2010) 20 Quaderni di Ricerca in Didattica (Matematica) G.R.I.M. (Department of Mathematics, University of Palermo, Italy), 1.<\/li>\n<li>Daniel Taylor, <em>Le storie ci prendono per mano. L\u2019arte della narrazione per curare la psiche<\/em> (Frassinelli 1999).<\/li>\n<li>Antonio Nanni, \u2018La pedagogia narrativa: da dove viene e dove v\u00e0 in Raffaele Mantegazza (a cura di), <em>Per una pedagogia narrativa<\/em>, (EMI, 1996).<\/li>\n<li>Enrico Giraudi, <em>Tecnologie dell&#8217;intuizione. Liberare il potenziale creativo delle organizzazioni<\/em> <strong>(<\/strong>goWare &amp; Guerini Next 2019).<\/li>\n<li>Gabriella Lanza, \u2018La scrittura di s\u00e9 come cura e spazio per prendersi cura. Tracce, contesti, prospettive di pratica autobiografica. Un laboratorio per operatori sociali\u2019 (2016) Bachelor&#8217;s thesis, Universit\u00e0 C\u00e0Foscari Venezia.<\/li>\n<li>Shawn Wilson, \u2018Research Is Ceremony. Indigenous Research Methods\u2019 (2008) Fernwood Publishing Company Ltd. Halifax &amp; Winnipeg, 1.<\/li>\n<li>For a glimpse into the group\u2019s activities: &lt;<a href=\"https:\/\/www.marinesocialscience.uni-kiel.de\/en\/welcome\">https:\/\/www.marinesocialscience.uni-kiel.de\/en\/welcome<\/a>&gt;, visitator il 18 giugno 2021.<\/li>\n<li>Donna J. Haraway, <em>Staying with the Trouble. Making kin in the Chtulucene<\/em> (Duke University Press 2016).<\/li>\n<li>Katie Kerstetter, \u2018Insider, Outsider, or Somewhere Between: The Impact of Researchers\u2019 Identities on the Community-Based Research Process\u2019 (2012) 27(2) Journal of Rural Social Sciences.<\/li>\n<li>Leah Dickens, \u2018Using gratitude to promote positive change: A series of meta-analyses investigating the effectiveness of gratitude interventions\u2019 (2017) 39(4) Basic and Applied Social Psychology, 193.<\/li>\n<li>Piera Gabola, Nicolas Meylan, Genevi\u00e8ve Tschopp, \u2018Sviluppare la gratitudine tra gli insegnanti per favorire il loro benessere: una rassegna di buone pratiche\u2019 (2019) Paper presented at the 12 Giornate Nazionali di Psicologia Positiva, Universit\u00e0 Cattolica di Milano.<\/li>\n<li>Sean Kane, \u2018Humanus\u2019 (2010) 13(1) Green Letters, 22.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abstract: <\/strong>To effectively respond to the ecological challenges of our time, our research demands that we become accountable to the relations that we form and the answers that we give. Through the lens of critical analysis and participatory research, we explore the beneficial effects of co-creating knowledge with the help of a specific learning toolkit (LT), built around storytelling and designed to stimulate respectful relationships between participants. In this article, we investigate the implications of co-creating knowledge with a community of learners and research participants within the context of integral ecology, in its objective to develop an integrated understanding of the social relationships of all living beings. Through the lens of illustrated and participatory storytelling, we analyze how the process of looking for common solutions to environmental threats makes the participants reflect on their relational connection to the story and each other. We also observe how the discussion generates a sense of responsibility that comes with bringing a new idea into being. The result is that both education and research become part of the solution to the challenge itself in the shape of a harmonious relational and transformative experience. The solution lies in the recognition of the individual and collective capacity to change systems by changing relationships. We conclude that only through a collective effort towards a common sense of relational accountability and trust, we can heal the wounds of our Planet, and our individual and collective wounds.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sommario<\/strong>: L\u2019analisi delle sfide ambientali del nostro tempo richiede un processo di ricerca formativa, co-creata e relazionale. Attraverso il pensiero critico applicato alla ricerca azione partecipativa (RAP), il presente lavoro si propone di esplorare i benefici di un approccio co-creato nel paradigma dell\u2019ecologia integrale. L\u2019approccio si fonda sulla creazione di laboratori di ricerca e sulla sperimentazione dinamica di materiale didattico (<em>learning toolkit<\/em>, LT). Il LT \u00e8 il luogo in cui l\u2019ermeneutica e lo <em>storytelling<\/em> si incontrano, per la co-creazione di nuovi significati e saperi da parte della comunit\u00e0 coinvolta nell\u2019opera co-creativa. Alcune tecniche adottate nella ricerca formativa, co-creata e relazionale vengono qui esaminate nel contesto dell\u2019ecologica integrale (EI), nella ricerca del suo significato di sistema integrato che comprende le dimensioni relazionali ed emozionali che legano umani e non umani. Il processo dialettico e partecipato intorno a una storia artica sulla ricerca del sapere costituisce un esempio di risposta della comunit\u00e0 scientifica alle sfide ecologiche del nostro tempo e insegna come \u00e8 possibile sanare le ferite del pianeta attraverso la cura delle ferite relazionali.<\/p>\n","protected":false},"author":636,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2200],"tags":[2174,2172,2177,2178,2173,2175,2176],"coauthors":[2179],"class_list":["post-10603","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-new-article-double-blind-peer-review-volume-16-no-4b-2022","tag-co-creazione","tag-diritto","tag-ecologia","tag-integrale","tag-metodologia","tag-partecipazione","tag-relazionalita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/636"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10603"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10603\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11052,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10603\/revisions\/11052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10603"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/nome.unak.is\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=10603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}